Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Un senso di disagio…

Scritto il 4 dicembre 2016 11:18 da Plinio Borghi

Un senso di disagio, con uno sbiseghesso sotto i piedi, tipo quello che avverti dopo una frenata al limite della collisione, mentre il sangue va in acqua, è quello che mi prende ogni qualvolta affronto il brano del vangelo di oggi. Il contesto, in sé, è quello che conosciamo da sempre in queste circostanze: Giovanni che  nel deserto veste di peli di cammello, mangia locuste e battezza invitando alla conversione. Però ci sono in coda anche farisei e sadducei, ovviamente pieni di riserve mentali, che il Battista intuisce, tanto che li apostrofa come “razza di vipere”. Sapeva evidentemente che il loro gesto era solo “populista”, una sorta di rito per farsi vedere dalla gente e sminuire l’importanza di quel che il precursore del Messia andava predicando. A loro non passava nemmeno per l’anticamera del cervello di abbandonare il riferimento ad Abramo. Ebbene, io mi sento come loro, la mia mente è attratta da ben altri problemi che non quello di far spazio alla venuta del Salvatore; sono fermo nei miei principi, legato alle mie impostazioni, poco aperto al contributo altrui. Il mio cuore a parole dice che è ansioso di accogliere, di fatto è gretto e quando si tratta di tradurre nei fatti la vera accoglienza, tenuto conto che Gesù è nel povero, nell’emarginato, nell’immigrato che bussa, l’istinto è di svicolare, perché l’impatto è con realtà scomode. E se non ci riesco, assumo un atteggiamento esteriore di circostanza, che non corrisponde per niente al mio stato d’animo reale. Ecco perché sentire quella voce che grida nel deserto mi provoca un fastidio da matti, specie se mi sgama e mi avverte che la scure è pronta alle radici del mio albero, se questi non dà frutti “degni di conversione”. Mi sento in pericolo come uno aggrappato ad un appiglio precario che ha il vuoto sotto pronto ad ingoiarlo. Potrò resistere? So che là non posso barare e che detta forza mi arriverà solo se saprò convertirmi sul serio. So che se sarò disposto ad essere battezzato in Spirito Santo e fuoco nessun baratro potrà farmi paura e men che meno avermi. So anche però che, se non sarò pronto a questo, lo stesso fuoco mi brucerà in modo inestinguibile, perché sarò solo pula, che il ventilabro avrà separato dal grano buono. La Giustizia divina non si fa ingannare dalle apparenze, dice la prima lettura. Sarà bene pertanto che approfitti dell’Avvento per fare una profonda riflessione, iniziare una bella revisione e darmi un radicale rimediata.

8 dicembre: l’Immacolata

Scritto il 30 novembre 2016 10:32 da Don Gianni Antoniazzi

Giovedì prossimo la Chiesa celebrerà la tradizionale solennità dell’Immacola-ta Concezione di Maria. Una festa a cui non sempre diamo il giusto rilievo

L’Immacolata per molti è soltanto un’occasione per la prima sciata sulla neve. Per altri questa festa racconta valori oramai vecchi e superati: una specie di archeologia della morale cattolica. La proposta della fede va compresa in tutta la sua attualità. Guardando a Maria noi vediamo una donna piena di vita, di gioia, completamente realizzata, libera da condizionamenti e dalla schiavitù del male.

Una donna quotidiana, non straordinaria, capace di diventare per noi un modello di vita concreto e appassionante. Una donna che disegna un volto sereno e convincente di uomo e di donna. Una proposta di vita che non appesantisce, ma solleva il nostro sguardo e lo conduce a guardare con serenità verso Dio. Una proposta di questo tipo può sostenere con forza il nostro commino verso il Natale e ci fa innamorare del Vangelo.

don Gianni

Lettera aperta del 4 dicembre 2016

Scritto il 30 novembre 2016 10:31 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 4/12/2016. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

C’è un po’ di nostalgia…

Scritto il 27 novembre 2016 09:44 da Plinio Borghi

C’è un po’ di nostalgia, mista ad un pizzico di melanconia, ogni qualvolta si chiude un periodo della nostra vita e ne inizia uno nuovo. Almeno, a me dà questa sensazione. Si sa, il tempo macina tutto e il vissuto è quello che è e tale rimane. Voltare l’ultima pagina del vecchio quaderno ed avviare la prima di quello nuovo è un fatto puramente formale, dato che non c’è soluzione di continuità in ciò che si sta scrivendo, però ti viene da impegnarti ad usarlo meglio, a non riempirlo di errori, a dargli un aspetto più ordinato, con una calligrafia più bella. È l’augurio che in buona sostanza ci si fa ad ogni ripartenza. Poi al primo intoppo i buoni propositi vacillano e si riprende la consueta routine di alti e bassi, sempre più fatalisti e rassegnati. Forse è anche per questo che la liturgia ha voluto ribaltare una tendenza comune e porre in apertura del nuovo anno un tempo forte di reale attesa, che ci debba tenere in tensione per rivivere al meglio quella nascita che stravolge la nostra esistenza. Noi cristiani sappiamo che far memoria non significa ricordare, bensì ripercorrere tutte le fasi della nostra salvezza, che includono la grande speranza del ritorno di Gesù nella sua gloria. Lo ripetiamo spesso ed è un grande mistero, ma pure qui non dobbiamo scivolare in un concetto puramente celebrativo, collocando il fatto in termini temporali al momento della resurrezione dei corpi, seguita dal Giudizio universale: è un ritorno già in atto, in progress, come si direbbe scimmiottando termini più correnti. Succede già ora quello che dice il vangelo di oggi e cioè che “due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l’altra lasciata”; il busillis sta nel fatto più volte ribadito: che non conosciamo l’ora in cui il Figlio dell’uomo verrà e quindi non possiamo farci cogliere impreparati. Ecco perché c’è un tempo particolare per  una rinfrescata al quadro delle nostre prospettive e per rinfocolare le nostre speranze, speranze che per la nostra fede sono certezze. Come cattolici dobbiamo imparare a tutti i livelli, personali e comunitari, ad “esporci di più alla Parola di Dio”, come diceva il filosofo Mancini su Gente Veneta di due settimane fa, “altrimenti i pur lucidi e avanzati prodotti del Magistero rischiano di restare marginali”. In sostanza è l’invito che ci rivolge anche San Paolo dalla lettera ai Romani della seconda lettura. Rileggiamola con calma, perché è la traccia per vivere in modo produttivo questo Avvento.

Sante Messe per i defunti delle vie della parrocchia (28-30/11/2016)

Scritto il 25 novembre 2016 08:06 da Redazione Carpinetum

Sante Messe per i defunti delle vie della parrocchia (28-30/11/2016)

LUNEDÌ 28 NOVEMBRE
18.30    S. Messa per i defunti: vie Nievo e Grimani

MARTEDÌ 29 NOVEMBRE
18.30    S. Messa per i defunti: vie Trezzo, del Parco e Santa Maria dei Battuti

MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE
18.30    S. Messa per i defunti: via San Donà

Lettera aperta del 27 novembre 2016

Scritto il 23 novembre 2016 11:16 da Redazione Carpinetum

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Tempo di Avvento

Scritto il 23 novembre 2016 10:46 da Don Gianni Antoniazzi

Domenica 27 novembre inizia il tempo di preparazione al Natale del Signore. Molti già anticipano la festa commerciale. La fede ha da proporre di meglio

I negozi hanno già iniziato la campagna per gli acquisti di Natale e sui quotidiani si parla di luci e addobbi esposti dal Comune e dai commercianti. In famiglia si progettano cene, pranzi e ferie: chi fra amici e parenti invitare e quali visitare. Bene: l’evento commerciale è a buon punto. La festa liturgica ci chiede invece una preparazione più profonda. Il Signore Gesù viene realmente ad abitare con noi come fece con i due di Emmaus quando li accompagnò nel cammino e si fermò a cena da loro.

È necessario creare però lo spazio dell’accoglienza. Lo ha fatto Maria, che ha dato spazio nella vita e poi nel corpo. Prepararsi al Natale significa mettere da parte il superfluo, le certezze, le arroganze, le banalità e la confusione.
Togliere le cianfrusaglie dal cuore, per fare spazio a Dio, cambia la vita. In meglio s’intende, con una festa che il mondo non può né immaginare né offrire.

don Gianni

Il risultato delle elezioni USA…

Scritto il 20 novembre 2016 10:36 da Plinio Borghi

Il risultato delle elezioni USA è stato sorprendente anche per coloro che dimostrano una certa simpatia per il neo eletto presidente. Checché se ne dica, non è proprio il top della presentabilità, sotto parecchi profili. Qualcuno mi ha chiesto cosa ne pensassi di questo epilogo. Ho risposto che non mi preoccupo tanto per il Trump: può darsi che in fondo in fondo, ma molto in fondo, ne possa pure derivare qualcosa di positivo, dato il ruolo delicato che è destinato a ricoprire e l’ha già dimostrato con la calmata che si è dato a kermesse conclusa. Mi preoccupano invece gli americani e le loro impennate cicliche da deriva. Non sono i soli cui capita, ma è un popolo che pesa molto  più di altri sullo scenario mondiale. Bah, speriamo che passi anche questa senza eccessivi danni. Per fortuna imperituro e di tutt’altra pasta è il Re che noi abbiamo “eletto” e che oggi festeggiamo. È un Re che ci ha scelti, ci ha salvati e al quale ci siamo impegnati di ricondurre tutti i troni di questo mondo, affinché Egli possa ritornare trionfante nella sua Gloria. Un Re strano, che ha scelto come trono una croce ed è talmente attaccato a quella scomoda sedia che vi si è fatto pure inchiodare, incurante delle provocazioni che gli vengono rivolte dai soldati, come ci riporta il vangelo di oggi. Non ci pensa proprio Gesù a “salvare sé stesso”, come lo incita anche uno dei ladroni che gli stanno a fianco nelle rispettive croci. Volendo avrebbe potuto svicolare quand’era da Ponzio Pilato, ma anche a lui aveva ribadito: “Il mio Regno non è di questo mondo” ed è un regno cui si accede solo attraverso la resurrezione, per Lui, e per noi idem. Il nostro Re non fa la storia, a quella ci pensiamo noi, ma la interseca e ne diventa riferimento per tutti, Non ci fa mai mancare il Pane della Vita e non ci infonde apprensione con prospettive incerte: la sua Parola è garanzia incomparabile. Di più, è un Re che guida solo chi lo “elegge” (sembra quasi un ossimoro) e chi vuol prendere altre strade è libero di farlo. Valla a trovare un’altra realtà dove solo quelli che lo votano seguono le sorti del capo!  Sarebbe impensabile. Sicuramente il cosiddetto “buon ladrone” l’aveva intuito, tanto da redarguire il compagno di sventura, facendogli notare che proprio il sangue di quel Giusto era la loro salvezza. Oggi è il momento, anche per noi, di far proprie le sue parole e di rivolgersi parimenti al nostro Re e Salvatore: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!”.

Sante Messe per i defunti delle vie della parrocchia (21-25/11/2016)

Scritto il 18 novembre 2016 09:44 da Redazione Carpinetum

LUNEDÌ 21 NOVEMBRE – Madonna della Salute
18.30    S. Messa per i defunti: vie Rismondo e Negri

MARTEDÌ 22 NOVEMBRE
18.30    S. Messa per i defunti: vie del Rigo e Manzoni

MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE
18.30    S. Messa per i defunti: via Turr, P.zza Carpenedo e viale Garibaldi (dal 134 al 142 e dal 147 al 153)

GIOVEDÌ 24 NOVEMBRE
18.30    S. Messa per i defunti: via Poste Nuove e Rotonda Garibaldi

VENERDÌ 25 NOVEMBRE
18.30    S. Messa per i defunti: vie Bixio e Cavalletto

Lettera aperta del 20 novembre 2016

Scritto il 16 novembre 2016 08:16 da Redazione Carpinetum

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