Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Sintesi del verbale del Consiglio Pastorale del 14/11/2012

Scritto il 6 Dicembre 2012 01:05 da Redazione Carpinetum

La discussione è stata aperta dalla necessità di rinnovare il Consiglio Pastorale alla luce delle dimissioni di Gianni Bonaldo e di Anna Pillon Tasso, inoltre due gruppi (mass media e cultura, San Vincenzo e Bottega solidale) non hanno attualmente un rappresentante in Consiglio. Don Gianni ha sottolineato l’opportunità di arrivare alla scadenza naturale, in modo d’avere il tempo necessario per completare la conoscenza delle diverse realtà della parrocchia e organizzare le modalità di elezione del prossimo Consiglio. Il parroco provvederà alla nomina dei sostituti dei  componenti dimissionari, mentre i due gruppi senza rappresentante sono invitati ad indicarne uno. Una volta ottenuto il nuovo assetto  si provvederà  nei prossimi incontri alla nomina del moderatore.

Don Gianni ha tracciato il cammino futuro della comunità iniziando dalle principali doti di questa comunità: una lunga tradizione di fede, anche celebre in alcuni passaggi; radicamento profondo della fede, soprattutto in alcune famiglie; una vera generosità (talora mal interpretata dalla gente) nel servizio; molte strade e tentativi di rinnovamento (da segnalare la catechesi, l’incessante lavoro scout); il contesto è meno plurale che altrove: in tal senso è più facile lo sviluppo di una identità personale (che altrove è più pagata); in alcune occasioni un’attenzione alla natura e alla dignità di ciascuno; la costituzione di una comunità educante, pur se ancora agli inizi; l’attenzione alla liturgia (chierichetti e canto).

La crisi anche presente nell’ambiente: la sfiducia nella chiesa – gerarchia; la sfiducia nella comunità parrocchiale da parte di chi non la frequenta; una certa divisione fra noi, tanto che singoli gruppi si ignorano tra loro; una certa pretesa di essere nel giusto, che taluni scambiano per arroganza; la rinuncia alla Libertà tutta intera per cedere il passo alla ricerca della comodità; un individualismo, accompagnato dall’uso di strumenti mass mediali; separazione fra alcune dimensioni della persona: razionalità e affettività, fede e vita; attenzione ai beni di consumo e scarsa apertura alla vita; un senso di fragilità e di tensione continuativa. Ciò ha portato: fatica alla catechesi dei giovani; mancanza di trasmissione della fede alle nuove generazioni, le quali vivono un distacco generazionale di opposizione ai valori; una celebrazione talora faticosa durante l’anno e la liturgia molto fiacca d’estate. Alcune osservazioni da integrare: scarsa attenzione all’aspetto culturale; mancanza di una vera proposta teologica organica; manca una profonda ricerca del senso dell’esistenza; posizioni ideologiche (prevalentemente di carattere sociale, non certamente liturgico, pastorale, di carattere mariano o altro).
Suggerimenti per il futuro: conoscenza del volto di Cristo (la fede nasce da questo incontro), amore affidabile e speranza certa per il nostro futuro; amore materno vero per la chiesa, corpo di Cristo, prostituta col male (fragilità umana) e madre di Santi (S. Santo); fiducia nell’uomo; attenzione costante a ritrovare la fiducia (soprattutto nel silenzio); vicinanza costante alla gente; la fede come ubbidienza a Dio e ricerca vera dell’uomo; formazione costante degli adulti; rispetto di alcune regole di fondo da individuare anche insieme; occuparsi dell’uomo, nella sua interezza; accogliere la sfida educativa del nostro tempo e darle una risposta; sottolineare la dimensione vocazionale di ogni persona e quella caritativa.

Riguardo al prossimo incontro della comunità educante previsto per il prossimo 25 novembre ci si propone di mettersi in ascolto della Scrittura Divina: Gesù educa alla fede i suoi discepoli. Nel terzo incontro ci si accosterà alla preghiera, sarà presente don G. Scatto. Il quarto incontro ad Asolo il 25 aprile in cui verrà stilato il programma futuro per la comunità educante, che è la vita fraterna di coloro che si scommettono per Cristo, e camminano per portare a compimento il Battesimo.

Renzo Jester ha portato quattro foto del nostro campo da pallone dove è evidente l’incuria, inoltre atti di vandalismo nei locali del patronato stanno provocando gravi danni, le porte sono tutte rotte, sedie lo stesso, si sottolinea il poco rispetto da parte di tutti. Quali possibilità abbiamo? Chiudere tutto a chiave, come si faceva in passato? Si chiede l’impegno di tutti per sistemare, vigilare e conservare i beni comuni. Don Gianni sottolinea l’urgenza di creare degli spazi coperti, puliti che fungano da luoghi di accoglienza, senza  dover entrare in patronato.

Infine l’Avvento non è così lontano, è urgente preparare la Veglia di Natale per tempo, vi è bisogno di un gruppo misto che si impegni in proposito. Viene scelto San Giuseppe come personaggio su cui riflettere in attesa della mezzanotte. Particolare attenzione poi ai molti impegni, tra cui: la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione, gli incontri di preghiera, Cenatale, la commissione presepi, la consegna dei ceri e dei pacchi di Natale, la cassetta “un pane per amor di Dio” (si propone che venga consegnata anche agli adulti).

Mariangela

Quando un aiuto ci rovina

Scritto il 2 Dicembre 2012 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Nella storia, anche recente, ci sono esempi di aiuti che alla fine si rivelano rovinosi per chi li riceve. Dio non fa così: a Natale ci tende la mano ma ci lascia responsabili degli eventi.

Anni fa è arrivato il contributo europeo per i pannelli solari. Soprattutto al sud molti ne hanno profittato ma alcuni, col guadagno facile, hanno abbandonato la coltivazione di uliveti centenari. Finiranno i contributi e intanto i campi saranno andati in malora. Per anni ci hanno permesso di acquistare a rate. Adesso la cuccagna è finita. Abbiamo le case piene di cianfrusaglie (superate!) ma il conto in banca ci rende schiavi.

È cosa buona ricevere un sostegno: purché non diventi la nostra sventura.
Certe eredità hanno reso molle la vita dei giovani. In certi casi i missionari hanno visto che l’aiuto economico ai bisognosi favoriva la pigrizia piuttosto che la crescita. Ragionamento analogo dovremmo fare per certi genitori: per troppa protezione hanno guastato i figli. E qualche volta mi domando se anche lo Stato, col sacrosanto obbligo della scuola, non abbia invece rovinato la passione dei giovani per la sapienza.

Veniamo a noi. Presto celebreremo il Natale. Con la sua nascita Dio ci ha salvati: ha assunto la nostra natura per distruggere la morte. Ma il Natale non ci ha tolto la responsabilità di guidare la storia secondo i valori del Vangelo. Dio non si è sostituito a noi, ha preso la nostra mano per guarirla non per tagliarla. Non prendiamocela con il Signore se il male ci è ancora davanti. Sta a noi adesso vivere da persone.

don Gianni

Articoli successivi »