Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Lettera aperta del 3 novembre 2013 e Gazzetta dei Carpini

Scritto il 30 Ottobre 2013 04:43 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online lettera aperta del 3/11/2013. Come sempre aspettiamo i vostri commenti via email!

Pubblicato inoltre un nuovo numero della Gazzetta dei Carpini con le immagini del camposcuola delle superiori a Gosaldo di questa estate (ci è voluto un po’ per avere le foto!)

La superbia è alquanto fastidiosa

Scritto il 27 Ottobre 2013 01:05 da Plinio Borghi

La superbia è alquanto fastidiosa in qualsivoglia modo la si impatti. In politica (ma non solo) ne abbiamo un florilegio di esempi che quotidianamente ci passano davanti: tutti sicuri di sé, tutti convinti che solo loro hanno la verità in tasca e che solo loro sanno come risolvere qualsiasi problema. Tuttologi di professione. Tutto sommato costoro anche li giustifichi: se non facessero così, col cavolo che prenderebbero consensi e voti. Quelli che invece infastidiscono di più sono i giornalisti che fingono imparzialità, ma poi ti aggrediscono con domande retoriche o traspirano tendenze e simpatie ideologiche e politiche da tutti i pori, taluno con mal celata nonchalance, altri, come Santoro e Travaglio, in modo becero. Questo non toglie che ce ne siano molti che si rapportano con onestà intellettuale e con tanta umiltà, lasciando un segno molto più incisivo e più duraturo nel tempo. In effetti, la vera umiltà (non la falsa modestia, che è sempre strumentale) penetra nei cuori, affonda le sue radici nella consapevolezza dei nostri limiti e della nostra insufficienza, è cosciente che tutto ci è stato donato e, nella migliore delle ipotesi, lo mette a servizio degli altri. All’umile non si chiede di essere schivo, ma convinto delle sue doti, senza per questo esaltarsi. In definitiva l’umile, tutt’altro che infastidirti, ti conquista. La liturgia di oggi esalta l’umiltà, dalla prima lettura che afferma come il Signore, pur giudice imparziale, tende l’orecchio verso l’oppresso: “La preghiera dell’umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta, non desiste”, dice il Siracide; allo stesso San Paolo, che nel suo dire fa sì trasparire decisione e sicurezza, ma attribuisce esclusivamente al sostegno del Signore la diffusione del messaggio. Nel vangelo stride la figura del tronfio fariseo, impettito davanti a Dio, a confronto di quella del povero pubblicano che, defilato, si batte il petto riconoscendosi solo peccatore. “Questi tornò a casa giustificato”, sottolinea Gesù. Tuttavia il primo se ne sarà andato pimpante, convinto di essere lui nell’occhio destro di Dio. Quelli come lui stiano bene attenti alla conclusione del brano del Vangelo: “Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Epilogo ineluttabile.

Santi e defunti con la stessa gioia

Scritto il 27 Ottobre 2013 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Venerdì 1 e sabato 2 novembre, la chiesa celebra i santi e i defunti. Due ricorrenze unite dalla morte dell’uomo “vecchio” e dal canto della vita senza fine nel Risorto.

Qualcuno profitterà del ponte dei Santi per una visita ai parenti. Qualcun altro forse confonderà la festa di fede con l’usanza anglosassone di Halloween.

Per noi cristiani è importante ricordare la speranza che abbiamo nel cuore. La morte non è l’ultima parola. Al rovescio: è il passaggio alla vita completa.

In questi giorni è necessario combattere anche la mentalità del consumismo: in genere usiamo le persone finché sono utili poi le mettiamo da parte e le dimentichiamo rapidamente. I nostri defunti devono restare invece il punto di forza per l’esistenza e motivo di continua gratitudine. Infine coloro che ci hanno preceduto vivono col Risorto. Se siamo uniti al Signore saremo legati anche a loro. Durante la Messa, quando facciamo comunione con Cristo, abbiamo anche un incontro pieno coi nostri defunti. Per questo proprio durante l’Eucaristia c’è l’abitudine di ricordare i loro nomi e pregare con loro. Non perdiamo questa preziosa abitudine di ricordarli nelle celebrazioni: è forse il gesto d’amore più vero.

don Gianni

Lettera Aperta del 27 ottobre 2013 e calendario parrocchiale 2013-2014

Scritto il 24 Ottobre 2013 04:28 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta del 27/10/2013. Come sempre aspettiamo i vostri commenti via email!

Come riportato sul foglio parrocchiale di questa settimana, siamo inoltre finalmente in grado di pubblicare sul sito il calendario parrocchiale 2013-2014.

Sarà di sicuro più aiutato di prima

Scritto il 20 Ottobre 2013 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Papa Francesco ha dato un’offerta ad una persona bisognosa di questo territorio. Gli aveva chiesto 50 euro e ne sono arrivati 200. Ora tutti chiederanno soccorso al Papa?

Molti sanno che un postino ha consegnato in canonica una raccomandata con 200 euro, mandati dal papa per una persona bisognosa che gli aveva chiesto aiuto. Un gesto che ha sorpreso per la vicinanza sempre più concreta di questo pontefice. Quest’uomo, col suo modo di fare, sta persuadendo vicini e lontani.

La lettera conteneva anche un messaggio implicito. A fronte di una richiesta di 50 euro il pontefice ne ha donati 200, cioè 4 volte tanto. Come non ricordare l’episodio narrato dall’evangelista Luca: durante la cena con Gesù, Zaccheo si alzò in piedi e disse che avrebbe distribuito la metà dei beni ai poveri e restituito 4 volte tanto a chi avesse frodato. Con questa offerta quadrupla Bergoglio mette la Chiesa sulla stessa linea di Zaccheo, quasi a riconoscere che essa ha pur frodato qualche cosa all’umanità. Fra le righe di questo dono c’è un invito, rivolto a noi cristiani, di soccorrere con generosità alla richiesta dei poveri.

Ma desidero aggiungere ancora una riflessione. Qualcuno pensa che ora tanta gente esigerà l’aiuto di papa Francesco. A me pare che semmai accadrà il rovescio: che cioè molte più persone si sforzeranno di sostenere il papa in questo periodo di fatica e crisi. È già successo qualcosa di simbolico. Una persona di Verona ha chiamato qui in parrocchia e ha lasciato un’offerta di 100 euro per i bisognosi spinta proprio dalla notizia del gesto del papa. La carità funziona come il fuoco: una volta che l’incendio parte si moltiplica, senza mai togliere forza alla fiamma iniziale.

don Gianni

L’apologia della petulanza

Scritto il 20 Ottobre 2013 07:20 da Plinio Borghi

L’apologia della petulanza sembra trasparire da tutte e tre le letture di oggi: chiedete, non stancatevi di chiedere, pregate insistentemente e siate convinti che verrete ascoltati. Leggendo i brani in questione, mi sono tornati alla mente un paio di flash. Il pianto dei neonati quando vogliono qualcosa e tanto vanno avanti finché alla fine sei tu a cedere. Sembra impossibile, ma hanno una sorta di tempi istintivi, per cui se tu cedi dopo cinque minuti, la volta successiva piangono per sette e così via. Se non cedi, lo fanno sempre meno, finché al primo diniego la smettono. Cronometrato con entrambi i miei figli (a fatica). Il secondo flash si rifà ai tempi del mio lavoro in Quartiere nel campo dell’assistenza: quelli che bussavano a tutte le porte ottenevano più degli altri. Per evitare disparità, ci organizzammo da un lato per stanare i bisogni anche laddove non venivano evidenziati e dall’altro coinvolgendo tutte le associazioni assistenziali del territorio (a loro volta collegate con le loro omologhe di altri quartieri) in un unico comitato, così da evitare doppioni e sovrapposizioni. Ma allora perché gli esempi che la liturgia ci propone sollecitano invece un atteggiamento apparentemente così petulante? Il trucco sta nel fatto che le letture parlano di fede e di preghiera: sono questi gli elementi che salvano e ti fanno ottenere risposta, non un atteggiamento gretto e peregrino che mira solo ai bisogni contingenti. Mosè si fa tenere costantemente le braccia sollevate in preghiera, finché Israele vince contro Amalek; Paolo dice a Timoteo: “Rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto… per la salvezza che si ottiene per mezzo della fede in Gesù Cristo”; Gesù così conclude la parabola del giudice infingardo che cede alle pressioni della vedova: “E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui?”. Ma attenzione: farà giustizia, cioè valuterà la genuinità della loro fede. Parafrasando il Papa: Dio non si stanca di ascoltarci, siamo noi che ci stanchiamo di pregare. Per questo mi mette l’angoscia il Gesù quasi sfiduciato che conclude l’episodio odierno dicendo: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. C’è da riflettere sul nostro comportamento ballerino.

Lettera Aperta del 20 ottobre 2013

Scritto il 17 Ottobre 2013 08:16 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta del 20/10/2013. Come sempre aspettiamo i vostri commenti via email!

Fu vera gloria?

Scritto il 13 Ottobre 2013 01:00 da Plinio Borghi

Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza, disse il Manzoni. Potremmo dire altrettanto a fronte dei fatti che ci stanno accompagnando in queste settimane. Un Berlusconi sempre protagonista, sempre sulla bocca di tutti (ma come faranno i suoi detrattori quando non sarà più sulla scena, avranno argomenti o, presi da nostalgica tristezza, rimesteranno nel passato?), un Berlusconi che si sente martire e difensore della libertà e dell’Italia, che tiene tutti sul filo col suo andirivieni sulla fiducia, che se lascia il campo lo farà da perseguitato. Un Governo Letta che annaspa per togliersi dalla palude di chi l’ha preceduto e dove s’è trovato catapultato da insolite circostanze. Un’ecatombe di fuggiaschi del terzo mondo, che continuano ad evadere da situazioni assurde affrontando il mare in condizioni precarie e che tuttavia preferiscono il rischio di morte alla vita nei luoghi d’origine. Noi, che cerchiamo di o siamo costretti ad essere accoglienti, con alle spalle un’Europa indifferente (a partire da Malta) e pronta alla critica. “Italian, very nice people” ha esclamato sorridendo soddisfatta una rifugiata intervistata. Sì, italiani brava gente (malgrado improprie leggi sull’immigrazione, inefficaci e puntualmente disattese), ma ”quo usque tandem?” direbbe Cicerone, fino a quando abuseranno della nostra pazienza? è da sempre che siamo famosi nel mondo più per le cose positive che per quelle negative come le mafie e la malavita. Ciò nonostante di gratitudine non c’è traccia o meglio talvolta ti arriva proprio da dove meno te l’aspetti. Dovremmo esserci abituati, visto che è così dalla notte dei tempi. è capitato anche a Gesù, che oggi guarisce addirittura dieci lebbrosi e solo uno, e peraltro samaritano, è tornato a ringraziarlo. Il Maestro stesso si meraviglia: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?” Probabilmente anche quei nove saranno stati poi assieme a quelli che avrebbero gridato: “Crucifige!”, alla faccia della riconoscenza. Meglio non prendersela più di tanto. Attenti piuttosto alla carità pelosa o a tentativi di speculazione, sempre latenti nell’emergenza. Verremo giudicati non solo per quello che avremo fatto, ma anche per come e la salvezza verrà dalla gratuità. Ai posteri l’ardua sentenza…

Due multe ricevute per la sagra

Scritto il 13 Ottobre 2013 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Abbiamo ricevuto due multe in occasione della sagra di giugno. Ma fatti simili sono accaduti anche ad altre realtà cristiane e laiche dl nostro territorio.

A giugno, dopo la sagra, un vigile della zona è passato a metterci due multe: una per un cartello pubblicitario della band musicale, l’altra per i cassonetti dei poveri (quelli blu) posti su via Manzoni (su suolo comunque privato). Persone buone ci hanno applicato il minimo della pena. Una multa è già pagata (quasi 300 euro) e l’altra arriverà presto ma non sarà altrettanto leggera. Pazienza. Da qualche anno, una persona che nutre rancori contro la Chiesa, ci manda un vigile a cercare qualche pretesto per infierire.

Come parroco chiedo scusa alla cittadinanza: non è intenzione della sagra prevaricare sui diritti di alcuno. Al rovescio: l’obiettivo è offrire un’iniziativa per la crescita, anche laica, del territorio. Quando si è da soli però non si riesce a tener conto dei cavilli amministrativi. Assicuro che non c’era alcun desiderio di risparmiare sulle tasse. Bastava presentare un modulo e la concessione sarebbe stata gratuita, ma l’ignoranza delle procedure e la fatica di star dietro a tutto porta a queste dimenticanze. Forse avrebbero potuto avvisarci di sistemare le cose senza usare queste durezze. Non cerco però giustificazioni: da parte mia avevo deciso di pagare tutto senza sollevare polveroni.

Se non che un fatto analogo è stato compiuto nei confronti della parrocchia della Cipressina che ugualmente si trova a fare i conti con una multa pesante per alcuni cartelli esposti in occasione della sagra di settembre.  Non solo.  Proprio alla Cipressina esistono i “Sette Nani”, associazione laica che più laica non si può. Da anni lavorano gratuitamente per la crescita del territorio e personalmente sono testimone del tempo che vi spendono. Ebbene: loro pure hanno ricevuto una multa per la pubblicità di una festa al Parco Hayez. Hanno fatto ricorso e, dopo tanti anni, sono davanti ad un giudice con un importo a dir poco stellare. Guarda tu se si possono spendere in questo modo le energie amministrative: per contrastare cittadini che vogliono edificare il territorio. E un parroco non dovrebbe difendere i cittadini dall’impeto delle istituzioni?

Questo però devo raccomandare: nonostante la tristezza si sia impadronita di tante azioni pubbliche a noi spetta il dovere di restare gioiosi. Pago volentieri purché si possa andare avanti a testa alta: questa crisi ha bisogno di gente generosa che sappia testimoniare gioia e speranza per l’avvenire degli ultimi e dei piccoli. Che la tristezza e la depressione di certe istituzioni non entrino in casa nostra. Il prossimo anno faremo il possibile perché la sagra torni più serena che mai.

don Gianni

Lettera Aperta del 13 ottobre 2013

Scritto il 10 Ottobre 2013 05:05 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta del 13/10/2013. Come sempre aspettiamo i vostri commenti via email!

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