Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Lettera Aperta del primo aprile 2012 (…e non è un pesce!)

Scritto il 31 Marzo 2012 08:04 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta di questa settimana, la trovate nell’archivio.

Se volete discuterne i contenuti potete farlo commentando questo post. Ogni messaggio, positivo o di critica costruttiva, sarà tenuto in considerazione!

Confessarsi per Pasqua

Scritto il 25 Marzo 2012 07:50 da Don Gianni Antoniazzi

Venerdì prossimo, 30 marzo, alle ore 21.00 ci sarà la celebrazione penitenziale per Pasqua con le confessioni individuali. Vi invito a non mancare. L’appuntamento è per gli adulti e i giovani dall’università in su. Fra le parabole del Vangelo c’è quella del “figlio prodigo”: è un racconto incompiuto.

Il figlio minore, spesi i soldi, decide di tornare: meglio essere servo in casa del padre che vivere da guardiano di porci. Gli bastava un po’ di pietà per se stesso: nonostante tutto restava pur sempre un figlio. Invece il padre gli usa misericordia piena, lo abbraccia, fa festa. Ma ecco l’altro figlio, il maggiore: risentito, non vuole partecipare alla gioia della famiglia. Anche per lui il padre esce di casa, pregandolo di entrare, ma il racconto tace la conclusione.

Una parabola incompiuta, appunto. Il lettore è portato ad identificarsi con questo secondo figlio: mai del tutto lontano da Dio, mai peccatore logorato dalla vita e forse poco capace di restare in casa col cuore. Bisogna decidere: o fuori o dentro.

È per questo che vi invito a non trascurare il sacramento della riconciliazione pasquale: perché tutti abbiamo un gran bisogno del perdono di Dio, non solo i più lontani. Tutti: a cominciare da me.

don Gianni

Lettera Aperta del 25/3/2012

Scritto il 23 Marzo 2012 05:50 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta di questa settimana, la trovate nell’archivio.

Se volete discuterne i contenuti potete farlo commentando questo post. Ogni messaggio, positivo o di critica costruttiva, sarà tenuto in considerazione!

Troppi scandali per amare questa Chiesa?

Scritto il 18 Marzo 2012 08:09 da Don Gianni Antoniazzi

Un articolo di fondo forse più lungo, non più pesante del solito. Non si riferisce alla nostra parrocchia. Nasce da fatti, anche tristi, che tutti  troviamo nei giornali.

Qualche volta si parla di “cristiani senza Chiesa” per indicare una realtà molto diffusa: persone che, pur mantenendo la fede in Gesù Cristo Salvatore, rifiutano l’appartenenza alla comunità cristiana e vivono come se essa non ci fosse. Di più. L’indagine del Convegno di Aquileia rileva la crescita di coloro che percepiscono la Chiesa come un ostacolo e una contraddizione rispetto al Vangelo. Noi intuiamo che non si può vivere una fede senza Chiesa: “il cristiano solo, non è cristiano”, ripetevano con sapienza i padri. Questo per due ragioni: senza la comunità nessuno verrebbe generato alla fede e, in secondo luogo, accogliere Cristo significa vivere il suo comando: “amatevi come fratelli”. Subito nasce la Chiesa di coloro che si perdonano e si amano nel Signore. Essa dunque va accolta come un dono fatto da Cristo sulla croce: “Ecco tua madre!” e va “presa con sé”, tra i doni più preziosi (Gv 19,27).

Tuttavia vivere in comunità è un esercizio di amore che costa. Certo qualcuno ama la Chiesa cercando in essa un nido caldo, ma non sa cosa sia l’amore. Amarla significa anche soffrire per lei, desiderarla più fedele, maggiormente plasmata dal Vangelo, più conforme a Gesù Cristo. Nel corso della storia molti cristiani hanno osato parole profetiche anche quando pochi nella Chiesa volevano ascoltare. E così non solo hanno sofferto per lei, ma talvolta hanno anche finito per soffrire a causa sua.

Sicuramente fra i discepoli di Cristo ci sono persone segnate dal mistero dell’iniquità: si vedono corruzione, sete di potere, compromessi oppure paure, pigrizia, adulazione. In questo caso il cristiano diventa un uomo “mite” a immagine di Cristo: non accetta gli errori, ma cambia la storia senza violenza, usa piuttosto  la testimonianza di un amore radicale. Questa è la santità.

Ci sono accuse di ogni tipo: pedofilia, interessi di potere, commistione col male. È l’ora della tentazione, ma occorre credere più che mai alla fedeltà di Cristo al suo “Corpo”, occorre amare questa “sua carne” anche quando appaiono i segni del peccato.

La vera differenza è tra quanti negano il proprio peccato e immaginano di salvarsi da soli e quanti invece sperano nella salvezza della Croce. La Chiesa non è e non sarà mai perfetta. Ci offre però l’incontro con Cristo Via, Verità e Vita. Per questo l’abbraccio.

don Gianni Antoniazzi

Lettera Aperta del 18/3/2012

Scritto il 16 Marzo 2012 05:07 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta di questa settimana, la trovate nell’archivio.

Se volete discuterne i contenuti potete farlo commentando questo post. Ogni messaggio, positivo o di critica costruttiva, sarà tenuto in considerazione!

Se vi piacciono le copertine del nostro settimanale sappiate che sono opera di Berto detto “baffo”, un volontario esperto di fotomontaggi ed elaborazioni grafiche che settimanalmente partecipa alla messa a punto delle immagini e all’impaginazione del foglio parrocchiale.
E’ appena partito per la nazione lontana dove vive e lavora il figlio e tornerà a fine aprile. Auguriamogli una serena e riposante permanenza perché poi dovrà riprendere a lavorare duro per rendere Lettera Aperta sempre più bella!

In Quaresima niente azzardo

Scritto il 11 Marzo 2012 07:48 da Don Gianni Antoniazzi

Per il tempo di Quaresima la Chiesa veneziana ha proposto una forma di digiuno: quella dai giochi d’azzardo che troppi soldi portano via alle nostre famiglie e all’economia reale

Per cinque anni sono stato sacerdote al Lido di Venezia, nella parrocchia dove il Casinò si trasferiva per i mesi estivi e di persona ho potuto constatare quanti malanni siano nati in quell’ambiente.

Adesso il casinò sembra in crisi al punto che il Comune pensa di venderlo e tuttavia la cosa non mi rallegra perché vedo che il gioco d’azzardo è addirittura aumentato, solo che i giocatori investono tanti risparmi altrove. C’è sicuramente il superenalotto, ci sono forme di gratta e vinci, ma più ancora si sta diffondendo la moda dei giochi d’azzardo via Internet che stanno conoscendo una vera e propria esplosione.

Basta digitare in un motore di ricerca le parole “Casinò Online” e vedere i risultati. Il successo è tale che queste realtà non solo pagano la pubblicità in televisione ma sponsorizzano squadre sportive, offrono soldi ai nuovi giocatori (anche 100€) e crescono di continuo in numero e in clienti. Così si rovina l’economia reale.

I risparmi di molti se ne vanno con la speranza di fare il colpo della vita. Ma in realtà i colpi li prendono le famiglie. L’unico a guadagnarci è lo Stato. Con la giustificazione che è meglio legalizzare piuttosto che lasciare nell’ombra, tiene per sé cifre da capogiro. La Quaresima è l’occasione giusta per mollare tutto e tornare a guadagnare col sudore della fronte.

Pensiamoci.
Tante volte è più facile di quanto sembri: basta buttare i codici d’accesso e trovare un passatempo più sano e meno costoso.

Il parroco

Lettera Aperta dell’11/3/2012

Scritto il 9 Marzo 2012 06:41 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta di questa settimana, la trovate nell’archivio.

Se volete discuterne i contenuti potete farlo commentando questo post. Ogni messaggio, positivo o di critica costruttiva, sarà tenuto in considerazione!

Piccola anticipazione: ci apprestiamo a pubblicare anche “Il Cammino”, il foglio mensile interamente realizzato dai ragazzi di seconda media della nostra parrocchia!

I negozi della nostra zona

Scritto il 4 Marzo 2012 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

I negozianti della zona hanno espresso un disagio. Come parroco desidero manifestare la mia personale vicinanza ai commercianti del territorio e chiedo di riflettere sul futuro.

In questo periodo più volte i negozianti della zona hanno espresso il proprio disagio. Da una parte c’è la presenza dei centri commerciali che, coi prezzi tirati all’osso, soffocano il resto del mercato. Dall’altra parte c’è la questione dell’apertura domenicale: in questo modo le catene commerciali grattano il fondo del barile e mettono sempre più scompiglio nelle botteghe tradizionali. Infine, per noi di Carpenedo, c’è la prospettiva che possa cambiare la viabilità con la chiusura totale di Via Trezzo.

Come parroco desidero esprimere la mia personale vicinanza ai commercianti del territorio e chiedo di riflettere attentamente sul futuro. Gli anni passano e diventeremo più vecchi: ci farà sempre più comodo avere sotto casa un negozio dove prendere gli articoli necessari. Non possiamo finire come il centro storico di Venezia, dove, per trovare un negozio di alimentari, bisogna fare un quarto d’ora di strada. Ebbene: se fra qualche anno vogliamo avere qualche servizio nel territorio, adesso dobbiamo dare più sostegno, anche con scelte concrete.

Ai commercianti domando due cose: di mantenere  i prezzi più bassi possibile e di offrire ai clienti la cortesia di un rapporto di fiducia personale. è  una carta vincente che nessun centro commerciale può dare. Se qualcuno poi lo desidera sono ben lieto di invocare man mano la benedizione del Signore in ogni attività commerciale (gratis s’intende): l’ho già fatto con chi mi ha chiesto, ma ho un po’ di pudore a farmi avanti con gli altri. Basta telefonare in segreteria e indicare il momento più opportuno.

don Gianni Antoniazzi

Lettera Aperta del 4/3/2012

Scritto il 2 Marzo 2012 06:01 da Redazione Carpinetum

Pubblicata anche online Lettera Aperta di questa settimana, la trovate nell’archivio.

Se volete discuterne i contenuti potete farlo commentando questo post. Ogni messaggio, positivo o di critica costruttiva, sarà tenuto in considerazione!

Abbiamo inoltre ripubblicato il numero della settimana scorsa con un nuovo ordine di pagine che dovrebbe favorire la leggibilità.

La Gazzetta dei Carpini ancora latita per mancanza di materiale. Ce ne scusiamo con i lettori ma contiamo nel prossimo futuro di affrontare il problema. Va detto che non è colpa di nessuno: la parrocchia è aiutata da volontari che in questo periodo non hanno la possibilità di presenziare agli eventi.