Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Il progetto per lavorare uniti

Scritto il 30 Giugno 2013 08:05 da Don Gianni Antoniazzi

Il Consiglio pastorale ha chiesto un progetto unitario che il parroco ha consegnato giovedì scorso. Si tratta di poche pagine diffuse fra i gruppi per raccogliere altre indicazioni. Saranno pubblicate a novembre.

Qualcuno non ritiene utile un progetto per la parrocchia: in fin dei conti da secoli la Chiesa ha le sue direttive chiare per la liturgia, la carità, la catechesi. Anche la diocesi emana i propri documenti che purtroppo quasi nessuno prende in mano. Sembra ridicolo impiegare tempo ed energie per un altro programma riservato alla parrocchia. Tanto più che vige il motto di Cesare Pavese: “chi sa vivere non scrive e chi scrive non sa vivere”. Ma ogni comunità ha una sua identità, un DNA, che è frutto della propria “storia” e delle persone presenti. E ciascuna comunità ha bisogno che il pastorale indichi con chiarezza il cammino da seguire. Vista poi la crisi di vocazioni non è il caso di perdere tempo in attività marginali o seguire strade sbagliate.

E dunque il Consiglio pastorale ha chiesto al parroco di indicare un programma. Esercitando il carisma della sintesi e assolvendo al compito del discernimento, ho scritto alcune note con l’intento di suggerire l’orientamento per il futuro. Una proposta semplice da arricchire ora con i contributi di chi è interessato.

Durante l’estate, su “lettera aperta”, saranno proposti i temi centrali del testo così da spiegarne anche il senso. Speriamo che questo strumento, con la grazia dello Spirito, ci aiuti ad essere di Cristo Gesù.

don Gianni

Lettera Aperta del 30/6/2013

Scritto il 28 Giugno 2013 06:05 da Redazione Carpinetum

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Cara «sorella» meglio il silenzio

Scritto il 23 Giugno 2013 08:02 da Don Gianni Antoniazzi

Fra le tante richieste di aiuto, una coppia di sposi con due figli ha chiesto i soldi per tornare in patria. È stata mandata da una persona che ha garantito il sostegno della parrocchia.

Spiego il fatto. Martedì sera due sposi dell’est (26 anni lui e 27 lei) sono venuti a chiedere aiuto. Dicevano di avere 2 figli e un terzo in arrivo. Chiedevano da mangiare e soldi per tornare in patria. Da mangiare ne diamo sempre: lo comanda il Vangelo. Soldi solo se la situazione è conosciuta e verificata: per un’offerta in denaro si inventa di tutto.

Dunque: questa coppia ha detto che da anni il figlio piccolo era ricoverato in un ospedale dell’Est, ma non sapeva dirci dove. Sostenevano di essere in Italia da 3 anni ma non avevano il numero di telefono di un datore di lavoro, di un affittuario o di un amico per chiedere informazioni. Hanno aggiunto di essere soli perché i connazionali sono falsi mentre soltanto gli italiani danno aiuti. E alla domanda di parlare con un famigliare hanno risposto che il fratello sarebbe giunto in Italia la prossima settimana. Che lavoro svolge? “Raccoglie elemosina” – è stata la risposta – “fortunato lui che ha 5 figli da esibire”.

Per farla breve li ho mandati via con due chili di formaggio e un sacco di pane. Niente soldi. Hanno protestato e urlato che gli avevano promesso il nostro sostegno. E di fatto sono venuti qui su indicazione di una persona di Mestre (una suora ci hanno detto).

Bene: si sappia con chiarezza che prima di aiutare, noi desideriamo verificare. Se non si è sicuri della situazione meglio star zitti piuttosto che mandarci canaglie. Ma ancora di più: chi vuol fare la carità si metta all’opera, non si limiti a parlare promettendo l’intervento di altri.

don Gianni

Lettera Aperta del 23/6/2013

Scritto il 21 Giugno 2013 07:27 da Redazione Carpinetum

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Quando le vacanze s-finiscono

Scritto il 16 Giugno 2013 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Sempre più le vacanze corrispondono alle necessità dell’azienda più che alle esigenze personali. Tuttavia, complice il calendario scolastico, il tempo dell’estate rimane per eccellenza di ferie e riposo.

La vacanza, abitudine ignota ai contadini di un tempo, sembra un imperativo della società contemporanea.

C’è un’industria importante legata al turismo e alcuni fanno anche debiti per le ferie. Di per sé “vacanza” viene dal latino vacans, cioè: essere sgombro, libero, senza occupazioni, ma per molti è un’esperienza angosciante verso posti esotici o località che conservano comunque gli stessi difetti della città.

In questo modo superficialità, inquietudini, fatiche e tormenti non trovano risposte,  con l’esito di tornare alla propria abitazione più stanchi di prima.

La vacanza diventa sensata quando invece si riscopre la propria umanità, si evita la superficialità e si dona tempo allo spirito.

Enzo Bianchi scriveva: «non si tratta di consacrare la vacanza a straordinarie imprese di solidarietà e altruismo, ma di apprendere l’arte di una solidarietà quotidiana, attenta al “prossimo” che ci sta accanto».

La vacanza è l’arte di creare spazi vuoti dentro sé ove i fratelli possano trovare dimora ed abitare. È la capacità di nutrire lo spirito di bellezza perché il dono agli altri sia più ricco e maturo.

don Gianni

Orario estivo Sante Messe

Scritto il 9 Giugno 2013 11:04 da Redazione Carpinetum

Da domenica prossima 16 giugno entrerà in vigore l’orario estivo delle Sante Messe:

Festivo

  • Messa prefestiva del sabato alle ore 18.30 in chiesa
  • Messe della domenica e delle feste ore 8.30; 10.00; 11.30; 18.30
  • In monastero ore 9.30

Feriale

  • ore 8.30 (celebrata in monastero); ore 18.30 (celebrata in chiesa)

Vi preghiamo di tener conto di questa variazione che durerà per tutta l’estate. L’orario consueto riprenderà dal prossimo 15 settembre.

Siamo fortunati senza saperlo

Scritto il 9 Giugno 2013 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Chi frequenta le parrocchie del centro storico può confermarlo. Meravigliose   le chiese. Sontuose certe liturgie, ma tutto parla di comunità in esaurimento.

Sono stato a Venezia per celebrare le nozze di due cari amici. Ho avuto modo di parlare col parroco della parrocchia che ci ospitava: 1750 abitanti, un record per il centro storico. Tuttavia quell’uomo mi ha confidato la sua amarezza: la domenica a Messa conta al massimo 100 persone (d’estate 25-30, non di più), 5 o 6 alla Messa feriale. Le altre attività pastorali sono un miraggio: catechismo, scout, coro, chierichetti, gruppi giovani o adulti e qualsiasi altra realtà che noi diamo per scontata lì è un sogno, che qualche volta si realizza solo unendo tutto il vicariato.  Venti anni fa era una parrocchia decorosa. Poi tutti han cominciato a lasciare l’isola. Fra vent’anni, stando così le cose, i residenti saranno poche centinaia.

Ho ascoltato e mi son detto che nulla è per caso. Se si arriva a queste conseguenze è perché la città, a causa anche da scelte politiche, religiose, economiche e di trasporto, si è adagiata in un sonno mortale. Troppe le occasioni bruciate per poter risollevare ora la vita nell’isola.  Ho pensato poi che non ci si può lamentare di Carpenedo (per me è un giuramento). Abbiamo un tesoro di vita e di iniziative che tanti invidiano e sognano. A noi il compito gravoso di capire il segreto di questa vitalità e di farla fruttare perché anche i nostri figli e nipoti ne possano godere.

don Gianni

Speciale Sagra di Carpenedo 2013

Scritto il 7 Giugno 2013 06:25 da Redazione Carpinetum

E’ online lo spazio speciale dedicato alla ventunesima edizione della Sagra di Carpenedo prevista dal 12 al 17 giugno.

Nelle varie pagine contenente il programma, i ringraziamenti a chi ha reso possibile l’evento e i bandi per la partecipazione al torneo di scacchi ed a Boys around the rock, il contest per solisti e gruppi musicali under 18 che mette in palio niente meno che la possibilità di registrare un demo professionale presso uno studio di registrazione!

A tal proposito informiamo che le iscrizioni al contest sono state prorogate fino a mercoledì 12 giugno 2013! Non perdere quest’occasione per esibirti sul palco della sagra e vincere un premio super!

Lettera Aperta del 9/6/2013

Scritto il 6 Giugno 2013 08:02 da Redazione Carpinetum

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La calma è la virtù dei forti

Scritto il 2 Giugno 2013 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Negli ultimi mesi cresce il nervosismo, l’irritazione, la rabbia. Lo scorgiamo in molte occasioni. Il cristiano capisce che il cuore sereno è un dono dell’Altissimo.

Un proverbio dice “nella prosperità, cautela; nell’avversità, pazienza”. Dobbiamo riconoscerlo: nel passato più florido ci è mancata cautela, e per contro, nella crisi presente, diamo spazio a litigiosità, attacchi e polemiche continue. Non solo nei rapporti personali, ma anche sociali e politici, al punto che internet sembra un vomito di rancori.

Anche contro i credenti. I laicisti, capaci un tempo di dialogo franco, ora delegittimano la Chiesa e non le concedono spazi e talora il cristianesimo è detto intollerante, aggressivo. Certo, a volte c’è fondamento nelle accuse: la salvezza è da Cristo, non dall’uomo. Ma stupisce la malvagità nel raccontare le colpe dei cristiani. È quasi una rivalsa che si nutre di accuse enfatizzate.

Ebbene: chi è di Cristo deve avere pazienza. La Scrittura ci ricorda che Dio stesso è “lento all’ira e grande nell’amore” (Es 34,6). Gesù si dice “mite”, perché ha cambiato la storia non con l’aggressività, ma amando anche il nemico. Capiamo dunque perché la pazienza ha un dente di ferro che mastica i sassi: perché la rabbia incrudisce la gente, mentre l’amore cambia nell’intimo.

Quale atteggiamento possono assumere i cristiani? Non devono meravigliarsi di questo “incendio di persecuzione” ma seguire il consiglio di Pietro: “non siate sorpresi dell’ostilità… non avete ancora subito persecuzioni fino all’effusione del sangue!”. Tempo e pazienza fanno più che forza e dispetto e la calma resta signora nel cuore che sa guardare e sentire in grande la realtà.

don Gianni

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