Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Calendario Pastorale 2010-2011

Scritto il 30 Settembre 2010 01:40 da webmaster

Informiamo che è disponibile sia in formato cartaceo sia in edizione elettronica PDF il Calendario Pastorale 2010-2011.

Da quest’anno il documento può anche essere visualizzato online tramite Google Documenti, senza bisogno di software aggiuntivi. Per la consultazione frequente, per la stampa o per l’uso senza collegamento Internet, resta ovviamente possibile scaricare il file PDF.

Il ringraziamento di don Marco

Scritto il 26 Settembre 2010 08:00 da Redazione Carpinetum

Questa settimana don Danilo ha ceduto lo spazio del proprio editoriale su Lettera Aperta e nel blog a don Marco che saluta la nostra parrocchia per diventare parroco ai Santi Francesco e Chiara di Marghera. Pubblichiamo di seguito l’intervento di don Marco e segnaliamo il numero speciale della Gazzetta dei Carpini a lui affettuosamente dedicato.

Faccio sempre una certa fatica a scrivere, però, dopo la giornata di domenica scorsa ne sento la necessità. Voglio ancora una volta dire il mio grazie a tutti per il calore, l’affetto e la vicinanza che mi è stata dimostrata domenica. Grazie perché quello di domenica è stato  un gesto comunitario (tra l’altro sono stato felice di vedere all’assemblea parrocchiale più partecipazione rispetto all’anno precedente): quella che ho visto è stata una comunità radunata assieme ed è stato semplicemente bello (lo so, è una parola un po’ “semplice” ma credo sia la più appropriata). Grazie per questi quattro anni: grazie perché, come dicevo domenica, non mi sono mai trovato a camminare da solo. Al di là delle attività, degli impegni, delle incomprensioni e delle fatiche, al di là dei problemi e delle sfide, ho sempre sentito una comunità alle spalle. Un grazie particolare a don Danilo che ha dovuto sopportare il mio disordine e i miei limiti. Una volta una persona mi disse di essere stupito nel vedere come scherzassimo assieme, come stessimo  bene insieme, come facessimo diverse cose assieme. Credo per noi sia stato tutto sommato una cosa immediata, perché veramente le differenze (e tra me e don Danilo sono tantissime) possono essere superate se si condividono le cose essenziali. Ora le nostre strade si dividono ma non andrà persa la cosa che più ci unisce: l’incontro con Gesù Cristo; cammineremo per nuove strade grati (almeno io lo sarò) per quanto vissuto e pronti ad accogliere i grandi doni che Dio ci fa attraverso anche gli incontri con nuove persone che arricchiranno la nostra vita. Ci ricorderemo e ci accompagneremo nella preghiera e soprattutto nella celebrazione dell’eucarestia. Non trovo veramente altre parole da dire se non grazie.

Don Marco

Saluto don Marco De Rossi

Scritto il 22 Settembre 2010 10:46 da Redazione Carpinetum

E’ stata pubblicata la registrazione effettuata domenica 19 settembre 2010 al termine della Santa Messa di saluto a don Marco De Rossi prima del suo insediamento come Parroco ai Santi Francesco e Chiara di Marghera.

Dio, nostro Salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvati

Scritto il 19 Settembre 2010 08:00 da Don Danilo Barlese

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. (1 Tm 2, 1-5)
San Paolo ricorda a Timoteo che ogni cosa nella Chiesa ha inizio nella preghiera, e questa preghiera è a sua volta innanzitutto una preghiera universale, mondiale. La preghiera ecclesiale non è quindi in primo luogo una preghiera per la prosperità della Chiesa e dei suoi membri e secondariamente per tutti gli altri, ma il contrario: il mondo esterno è la prima cosa e la prosperità della Chiesa ne deriva di conseguenza.
Non sempre le nostra liturgie seguono rigorosa-mente questa indicazione.
La preghiera è, in concreto, preghiera per la comunità terrena. La Chiesa si presenta dinanzi a Dio pregando così in vista della sua missione. Essa prega dunque indirettamente per se stessa, proprio in quanto, per essere “testimone di Cristo” e “luce del mondo”, deve essere realmente luminosa. E può esserlo soltanto se la sua luce non è minacciata e spenta dalle tenebre dell’odio e della difensiva. Non le importa di essere perseguitata, ma che il mondo si converta. Non prega per il mondo con il proposito di essere lasciata in pace. L’impegno della Chiesa davanti a Dio è dunque aperto a tutto il volere di Dio; essa gli dice: «Fa’ questo e quello, affinché davanti a te io sia come tu mi vuoi». E questa apertura è appunto «tutta la pietà e la dignità» della vergine-sposa. È cosa gradita che la Chiesa tenda con piena dedizione a conformarsi alla volontà di Dio che “vuole che tutti gli uomini siano salvati”. L’accento è posto su «tutti»: la volontà di salvezza di Dio non ha limiti, e chiunque costruisce dei limiti non si adegua ad essa. Limiti della Chiesa nei confronti del mondo, limiti di un numero circoscritto di eletti, limiti di fondo, aprioristici…
Se coloro che pregano nella Chiesa dovessero sostenere quest’idea fissa (salvezza per pochi) per essere cattolici, Paolo non potrebbe dar loro l’incarico di pregare con sincerità, forti di tutta la speranza cattolica per tutti gli uomini. La speranza deve essere sconfinata quanto la dedizione. Dio è Padre per tutti gli uomini, ognuno è uomo perché ha lo stesso Dio di suo fratello: questa è la ragione dell’amore umano. La volontà di salvezza di Dio su di me è la volontà di salvezza di Dio su di te; come io posso amare me stesso grazie alla volontà di salvezza di Dio, così posso amare anche te; quello che mi auguro in modo incondizionato, lo auguro anche a te in modo incondizionato, che tu sia cristiano, ebreo o pagano. Paolo, in quanto «apostolo», presta insieme allo Spirito Santo una testimonianza totale: nulla in lui è menzognero quando si tratta della sua missione. «Verità» della missione è nello stesso tempo «autenticità» di colui che testimonia: la sua fede è nel contempo la sua fedeltà. Giungono infine indicazioni relative alla preghiera: in primo luogo “le mani alzate”. è l’atteggiamento di preghiera antico e universale, teso ad accogliere la benedizione che discende da Dio. Insieme all’anima anche il corpo deve poter parlare il suo linguaggio nella preghiera. Proprio gli uomini non devono avere qui delle «remore». «Sante» e pure sono le loro mani se il loro cuore è libero da «ira e contese». La preghiera cristiana può e deve aver luogo «dovunque», così come deve aver luogo «in ogni momento» e «incessantemente».

Don Danilo

Le nostre preghiere per due amici

Scritto il 18 Settembre 2010 02:59 da Redazione Carpinetum

Gli amici Tino S. e Luciana M. stanno affrontando due difficili prove relative alla loro salute. Invitiamo tutti a dedicare un momento di preghiera per questi nostri fratelli e collaboratori da tempo immemore della nostra Comunità.

Se lo desiderate potete lasciare un pensiero di speranza, preghiera o incoraggiamento in risposta a questo post. Siamo certi che quando staranno meglio saranno felici di leggere l’affetto di chi li conosce o di persone lontane.

Assemblea parrocchiale e saluto a don Marco

Scritto il 17 Settembre 2010 12:32 da Redazione Carpinetum

L’anno 2010-2011 mette definitivamente al centro della nostra attenzione la sfida educativa.

E’ importante compiere il primo passo di questo cammino ritrovando il cuore dell’educazione nella fede guardato dall’interno della situazione di oggi.

Apriremo il nostro incontro con una riflessione su questo tema dalle 16 alle 18, in chiesa.
La santa Messa delle ore 18.30 sarà il momento culminante. Sarà presieduta da Don Marco De Rossi che si prepara a fare il suo ingresso come parroco ai Ss. Francesco e Chiara di Marghera.

Il Saluto e il Grazie a don Marco che risuonerà nell’Eucarestia continuerà con un abbraccio festoso nella sala del Lux subito dopo, dalle ore 19.30.

Siamo perciò tutti invitati, Domenica 19 settembre 2010:

  • Alla Assemblea parrocchiale dalle 16 alle 18, presso la sala Giovanni Paolo II del Lux;
  • Alla Santa Messa delle ore 18.30, presieduta da don Marco De Rossi;
  • All’abbraccio festoso preparato per don  Marco presso la sala Giovanni Paolo II del Lux dalle ore 19.30.

Riprende la pubblicazione delle omelie

Scritto il 16 Settembre 2010 10:42 da webmaster

Dall’inizio di settembre i collaboratori della parrocchia che si sono assunti questo utile impegno hanno ripreso a registrare le omelie pronunciate durante le S. Messe domenicali.

Tutte le registrazioni vengono poi convertite in  formato MP3 e pubblicate nel sito. E’ poi possibile ascoltarle direttamente online oppure scaricarle per sentirle senza essere collegati, magari trasferendole su un lettore mp3, sull’autoradio o su CD.

Ringraziamo quanti lavorano dietro le quinte per offrire il servizio e rimandiamo all’archivio delle omelie ove sono state appena inserite quelle di domenica 5 e domenica 12 settembre 2010. Da ora in poi gli aggiornamenti torneranno regolari e dunque l’omelia o le omelie domenicali verranno inserite entro il lunedi’ successivo.

Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori

Scritto il 12 Settembre 2010 08:00 da Don Danilo Barlese

Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento.
Ecco il vero Vangelo, di cui Paolo può parlare sempre soltanto personalmente e con traboccante gratitudine. è il miracolo incomprensibile della sua vita, da cui egli non riesce ad allontanarsi e a cui deve sempre far ritorno: il fatto che la grazia di Dio lo abbia «giudicato degno»! E la Grazia stessa era la fiducia, la mano tesa da Dio, la mano che rinfranca e che rafforza, che ha innalzato colui che era indegno rendendolo una persona interiormente capace, ricca e perciò degna, “nobile” in senso sovrannaturale. è  il miracolo della fedeltà eterna di Dio, che si fida di noi, che si affida a noi: questo è il vangelo della gloria.
Paolo torna sulla sua situazione precedente: “prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento”.
Da questa oscurità del peccato giunge colui che è stato chiamato e il suo passato gli resta nella memoria a glorificazione della grazia e per nessun altro motivo. Né per interesse psicologico in sé, né per incapacità di liberarsene. Allo stesso modo il cristiano (Agostino!) confessa il suo passato per esaltare la grazia. Neppure per porsi come modello di convertito.
San Paolo si sente parte di coloro cui è diretta la parola della croce: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Così anche l’essere portati dal buio della mancanza di fede alla sua luce meravigliosa, è la situazione normale; da qui si può intraprendere una missione, un apostolato. Diverso sarebbe se qualcuno peccasse nella fede, nella «conoscenza», dopo aver intrapreso la sua missione: costui perderebbe coscientemente, per quanto lo riguarda, la Grazia.
In questo effondersi al di là di ogni limite della Misericordia di Dio sta l’essenza della riflessione di Paolo: intende evidenziare il venir meno della proporzione, che ancora regnava nell’Antica Alleanza, tra grazia e merito. Fede in senso cristiano è perciò fede in Cristo, figlio di Dio, da cui deriva tutta la grazia del Padre, insieme alla fede e all’amore; ma anche fede e amore insieme con Cristo nei confronti del Padre. Dio Padre e Figlio e Spirito Santo ci fa partecipi della sua stessa Vita. Questa è «sovrabbondanza». Insieme con Paolo, con gratitudine, contempliamo con stupore il fatto incomprensibile che ci è accaduto.
“Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io”.
Non è lontano dal pensiero di Paolo leggere nella grandezza della grazia gratuitamente concessagli, la grandezza della perdizione, in cui la grazia ha brillato e tuttora brilla; perché la confessione è al presente. Damasco resta sempre attuale.
“Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia”: poiché Paolo è stato il primo peccatore, Dio lo ha reso un modello per dimostrare la «magnanima» grazia di Cristo.
Tutto infine sfocia nell’adorazione; la dimensione personale si libera in una formula liturgica di glorificazione e di ringraziamento che coinvolge tutta la Chiesa.

Don Danilo

Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore

Scritto il 5 Settembre 2010 08:00 da Don Danilo Barlese

“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”: così recita un versetto del salmo che pregheremo nella Santa Messa di oggi, 5 settembre.
Nell’occasione dell’inizio del nuovo anno pastorale questa invocazione è quanto mai provvidenziale.
è proprio importante vivere ogni giorno come un dono prezioso. Iniziare la giornata accogliendola dalle mani di Dio Padre e a Lui riconsegnarla prima di addormentarsi permette di prendere in mano l’agenda con i suoi mille “calendari” senza ansie, paure o pretese.
Ritrovare lo sguardo della fede in Cristo “dentro” il tempo dell’orologio e dentro la complessità dei nostri ritmi è un dono urgente per ciascuno di noi e una testimonianza per tutti.
“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” significa saper rendere grazie per i quattro anni di ministero di don Marco in mezzo a noi e saper accogliere don Stefano.
“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” significa custodire fedelmente la partecipazione all’Eucarestia domenicale e far crescere la “bellezza” dell’amore nelle nostre famiglie, grandi e piccoli.
“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” significa desiderare di incontrarci per “leggere” insieme i fatti del nostro tempo alla luce della Parola di Dio e del Mistero Pasquale.
Un primo appuntamento in questa direzione sarà quello dell’assemblea parrocchiale di Domenica prossima, 19 settembre.
“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” significa lasciarci educare da Dio nella scelta della gestione del nostro tempo. La sapienza del cuore permetterà di “fare” e di “dire”, di “pensare” in modo da orientare la vita nella stessa direzione, quella della Storia della Salvezza, della Bellezza, della potenza della Carità e della Misericordia.
Soltanto così ogni giorno sarà “luminoso”anche nei momenti più duri e tenebrosi.
Sì, Signore, ne abbiamo proprio bisogno: “Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”.

Don Danilo