Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Grazie a Dio nessun ferito

Scritto il 10 Luglio 2019 03:25 da Don Gianni Antoniazzi

Il maltempo domenica scorsa ha fatto danni dovunque, anche a Carpenedo: in chiesa una raffica violentissima ha divelto la vetrata del rosone. Poteva essere una sciagura, ma è andata bene

Tutti sanno che domenica scorsa, 7 luglio, alle 18:14, una ventata possente ha spalancato il robusto finestrone dietro il rosone della chiesa e ha divelto la vetrata colorata abbattendola al suolo. In chiesa era appena finita la preghiera del vespro. Qualcuno già era entrato per la messa vespertina che, negli ultimi tempi, è sempre gremita. Pochi secondi prima una signora aveva raccolto due foglietti nella zona dove poi sarebbe caduta la struttura. Nel momento del crollo un uomo era entrato in chiesa e, allarmato dalle urla dei presenti, si è messo in salvo, cavandosela con due graffi profondi alla testa e al braccio. Bisogna riconoscergli uno scatto straordinario senza il quale non saremmo qui a parlare serenamente.

La vetrata pesava certamente più di un quintale e mezzo. Precipitando da 12 metri d’altezza avrebbe potuto far disastri. È rimbalzata sul davanzale della cantoria: lì si è frantumata e ha rallentato la velocità, dando modo a chi era sotto di fuggire. Il materiale precipitato ha fatto dondolare il crocifisso ma non l’ha neanche graffiato.

Col restauro della volta della chiesa tutto era stato controllato da esperti. Il vento che ha disastrato piante e altre strutture della zona ha combinato anche questo malanno. Adesso c’è la sofferenza per questa sventura, il dispiacere per la paura dei presenti, la fatica per il lavoro di ricostruzione, ma anche la serenità perché nessuno ha subito conseguenze. Nelle pagine interne (di lettera aperta, NdR) c’è qualche indicazione concreta. Qui intanto Deo Gratias.

don Gianni

Prendersi cura della vita

Scritto il 4 Luglio 2019 09:15 da Don Gianni Antoniazzi

Al Grest e ai campi scuola si vede che non sempre bambini e ragazzi hanno a cuore le loro cose. Dimenticano vestiti, giochi e materiali. Chi impara ad essere diligente poi cura lo studio, il lavoro, le relazioni e gli affetti

Il Piccolo Principe incontra la volpe e, nella traduzione italiana, l’animale chiede di essere “addomesticato”. Nel testo francese c’è una parola più completa che riguarda il “prendersi cura” dei rapporti. In effetti, durante il suo viaggio, il Principino aveva incontrato persone senza attenzione per gli altri. Finalmente la volpe gli spiega che per essere felice bisogna custodire i legami.

Stando vicino alle nuove generazioni si avverte quanta fragilità ci sia nella mente dei piccoli. I dispositivi elettronici li distraggono in mille passatempi al punto da non aver più cura per le proprie cose e per la propria vita. C’è bisogno di dare loro una scala di valori e di riferimenti. Bisogna trasmettere la cura di sé, del tempo, dei rapporti umani e diventeranno capaci di custodire gli impegni, l’amore, la famiglia, le amicizie e la fede in Gesù.

don Gianni

Il mare da contemplare

Scritto il 26 Giugno 2019 06:02 da Don Gianni Antoniazzi

Durante l’estate molti di noi amano andare al mare che nella Bibbia è l’immagine della storia umana con le sue vicende alterne e i suoi pericoli. Per noi è segno poetico di libertà e il riflesso dell’infinito.

“Uomo libero, tu amerai sempre il mare, perché il mare è il tuo specchio e tu contempli la tua anima nello svolgersi infinito della sua ombra”, (Charles Baudelaire nella sua celebre poesia L’uomo e il mare). Anche per Giuseppe Ungaretti il mare è “voce di una grandezza libera”, una libertà vera, che non ha bisogno di imporsi con arroganza, ma sa scegliere il nascondimento. Richiama sempre la vita umana perché Dio ha creato l’uomo come il mare crea i continenti, ritirandosi (Friedrich Holderlin). Talvolta il mare è dialogo di silenzio e musica, colori e suoni. Racconta l’indicibile. Il mare è terapeutico: quando i pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, il mare li annega coi suoi grandi suoni larghi imponendo un ritmo in ciò che è disorientato e confuso (Rainer Maria Rilke).

Una linea d’orizzonte che parla d’infinito con linguaggio comprensibile a tutti. È il luogo dove si incontra l’eternità, ovvero il mare unito al sole. Perché dunque ridurre il mare all’arenile rumoroso di una spiaggia colma di gente, in cerca di emozioni estetiche e di riposi sotto ombrelloni chiassosi con l’unica attenzione ad avere un’abbronzatura alla moda?

don Gianni

Gianpiero Giromella sacerdote

Scritto il 19 Giugno 2019 10:27 da Don Gianni Antoniazzi

Insieme a tre compagni di classe, sabato 22 viene ordinato uno dei nostri giovani. Ringraziamo il Signore! Domenica 23 alle ore 10:30 celebrerà la sua prima Messa qui a Carpenedo. Siamo invitati a partecipare

Gianpiero diventa prete ed è una festa che ci riguarda tutti.
Qualcuno immagina che ormai è giunta la prima generazione di gente atea. Certo, una crisi c’è, ma non è anzitutto sulla fede. La decadenza interessa i fatti umani, nel loro insieme: si fatica a prendere decisioni, a compromettersi in modo definitivo, a stringere rapporti pazienti e di fiducia completa.

L’ordinazione sacerdotale di Gianpiero dice però che anche in questo momento storico esistono segnali incoraggianti e giovani capaci di affrontare con coraggio l’avvenire. Per questo è prezioso sostenere questo nostro amico con tutto l’entusiasmo e la gioia di cui siamo capaci.

Invito chi legge a partecipare all’ordinazione sacerdotale. Sabato 22 andremo a Venezia. Prendiamo il tram alla fermata del Germoglio alle ore 8:17 e ci troviamo a San Marco alle 9:30. In Basilica speriamo di occupare uno spazio riservato così da essere accanto a Gianpiero come comunità e non solo come singoli.
Il giorno dopo, domenica 23, alle 10:30, ci sarà la sua prima Messa qui da noi. Domando a chi legge di non mancare.

don Gianni

Torniamo a far festa

Scritto il 14 Giugno 2019 08:49 da Don Gianni Antoniazzi

Da mercoledì 19 a lunedì 24 giugno ci sarà la sagra in parrocchia. Invitiamo a partecipare i parrocchiani e i cittadini con amici e parenti. È una bella occasione per ritrovarsi e conoscersi: vi aspettiamo numerosi

Il calendario dei prossimi giorni ci offre due appuntamenti ugualmente preziosi, anche se di natura diversa. Mercoledì 19 giugno inizierà la sagra e sabato 22 giugno è in programma l’ordinazione sacerdotale di don Gianpiero Giromella, che celebrerà qui la sua prima Messa il giorno dopo, domenica 23, alle 10:30.

Qui è necessario spendere due righe sul primo appuntamento, mentre è meglio lasciare spazio al secondo la settimana prossima.

La sagra, vista solo come occasione per mangiare e giocare, sarebbe un appuntamento senza grande valore. Ci sono ben altre situazioni in cui lo si può fare anche con più divertimento. L’obiettivo della sagra non sta nel livello culinario o ludico. C’è ben di più: la speranza di riuscire a costruire fra noi quei legami umani che possono sostenere un territorio, renderlo più vivo e familiare, a rinsaldare i nostri vincoli di fraternità.

La sagra diventa un’occasione quasi sacra. Chi fa da mangiare non sta cucinando della carne, ma sta servendo al bene del territorio e sta edificando per il Signore una comunità ricca. Chi organizza giochi o manifestazioni non fa il giullare per i piccoli e i giovani, ma cerca di insegnare che la letizia è la carta vincente per condurre il grande gioco della vita.

Grazie, dunque, ai volontari che tanto fanno per Carpenedo. Grazie a chi verrà alla sagra. Grazie a chi porta gente e ci sostiene anche con un’offerta, che sarà devoluta per le spese del patronato.

L’appuntamento è per tutte le sere a partire dalle 18.30. Portate pazienza per eventuali intoppi: sono cambiati tutti gli spazi e ci vorrà un tempo di rodaggio per ingranare al meglio.

don Gianni

Lo spirito fa giovani, il male invecchia

Scritto il 6 Giugno 2019 03:24 da Don Gianni Antoniazzi

Con questa domenica la festa di Pentecoste completa il periodo pasquale. Riceviamo
lo Spirito di Gesù che ci rende uomini vivi e giovani nel cuore, sempre aperti alla speranza

Vanno di moda le tecniche per curare il corpo e rallentare, se possibile, l’invecchiamento. Ci sarebbe una sana attività fisica, che tutti potremmo praticare in modo anche gratuito: basta una camminata veloce ogni giorno. C’è chi tenta le avventure della chirurgia o cede col fai da te agli inganni di farmaci strampalati.

Qualche giorno fa, papa Francesco, celebrando la Messa a Santa Marta, ha ricordato che soltanto lo Spirito di Gesù ci mantiene giovani, mentre il male ci invecchia rapidamente. Ha ragione da vendere. Il male e il peccato distruggono la nostra vitalità, ci rendono fragili, piccoli, solcati dal dolore. Chi vive nel male perde il valore del tempo. Lo Spirito invece è la vita stessa di Dio, è per noi leggerezza, serenità, forza ricca di senso. Altro che botulino. La chirurgia estetica che tanto ci aiuta in alcuni momenti delicati, in altre circostanze trasforma la persona in una maschera di plastica e rende, se possibile, ancor più marcato il segno del tempo.

Per una figura sempre vitale e giovanile il Vangelo dice di non affidarsi al bisturi ma di rinnovare il cuore e i pensieri aprendoci all’azione della Pentecoste. Anche il fisico ne avrà da guadagnare, immensamente.

don Gianni

L’ascensione del Signore

Scritto il 29 Maggio 2019 07:06 da Don Gianni Antoniazzi

Nell’ultima domenica prima della festa di Pentecoste contempliamo Gesù che sale al Padre. L’episodio non ha a che fare con fantascienze futuristiche ma esprime valori di fede profondi

In questa domenica, 2 giugno, la liturgia celebra l’Ascensione del Signore Gesù. Il Nuovo Testamento racconta che, sotto lo sguardo degli apostoli, Gesù risorto salì al Padre. Qualcuno ha ben pensato di rappresentare nei quadri questa scena come se Gesù salisse verso l’alto, attraverso le nubi, spinto da un motore invisibile. Il concetto è passato presto nella mentalità comune, così che la gente si è convinta che, in un punto del cielo, ci sia Dio col suo Regno. Anche Gagarin, primo cosmonauta, al ritorno dal suo viaggio orbitale, affermò che aveva tanto viaggiato, ma non aveva visto Dio.

Il Vangelo, però, va compreso in ben altro modo. Il testo non è un resoconto di cronaca, bensì una pagina di teologia. Gesù risorto oggi entra nel versante dell’infinito senza tempo nella piena comunione col Padre. Ci sono tre considerazioni. Con questo evento la Pasqua di Gesù giunge a compimento perché Egli entra nella vita di Dio. Secondo, con l’Ascensione è la stessa natura umana a “stare” presso il Padre: l’uomo ha un futuro presso Dio.

Infine, con l’Ascensione Gesù non è più presente in modo fisico: adesso opera nella storia attraverso di noi. Cosa fa oggi Dio per i piccoli e gli indifesi? Ha le mani dell’uomo. Anche di chi sta leggendo. Guai ad abdicare a questa splendida avventura piena di responsabilità e di gioia nel gioco fra il finito e l’eterno.

don Gianni

Pentecoste: si compie la vita

Scritto il 22 Maggio 2019 07:57 da webmaster

Talvolta la fede, seppur sincera, rischia di rimanere in superficie, legata ad immagini, tradizioni popolari e riti. È importante invece accogliere lo Spirito che ci infonde Gesù e restare in comunione con Lui, Signore risorto

Si avvicina la Pentecoste: il 9 giugno celebreremo l’effusione dello Spirito di Gesù. Una data per certi aspetti infelice. Da una parte infatti coincide con la fine dell’anno scolastico: molti avranno il desiderio di festeggiare più che di pregare. Dall’altra saremo abbastanza avanti con la stagione e, se tornasse a splendere il sole, in quella domenica potrebbero cominciare le code per la spiaggia. Insomma, quest’anno ogni circostanza lotta contro.

Nonostante queste coincidenze, è importante che, da parte sua, la parrocchia celebri al meglio questa tappa della fede con la consapevolezza di giungere al compimento della Pasqua. La vittoria di Cristo sulla morte, infatti, resterebbe distante e sterile se noi non accogliessimo lo Spirito di Gesù, che ci unisce alla sua Risurrezione.

Se anche mancano ancora 15 giorni alla Pentecoste, già orientiamo il nostro sguardo verso quell’appuntamento di fede, ricordando che la liturgia più importante sarà la Veglia del sabato sera, 8 giugno, alle 20:45.

Nel cammino di questi giorni sosteniamo anche il cammino dei nostri amici di seconda media: in 55, domenica 2 giugno alle 10:30, riceveranno il sacramento della Crismazione.

don Gianni

In parrocchia niente bavagli

Scritto il 15 Maggio 2019 04:41 da Don Gianni Antoniazzi

In ogni ambiente di vita c’è chi spera di controllare la diffusione delle notizie. Al contrario questa parrocchia e la redazione di lettera aperta desiderano essere uno strumento per diffondere ogni opinione legittima.

La settimana scorsa, dopo aver stampato lettera aperta, la redazione ha scoperto altre lettere non ancora pubblicate. Il rammarico è stato unanime. Si sappia con certezza che in nessun modo lettera aperta vuol escludere pareri diversi dalla linea editoriale. Sarebbe di grande povertà per tutti se in queste pagine si trovasse una sola visione della vita e della fede. Il nostro territorio ha bisogno di idee vivaci e robuste. Ora, chi teme di dire quello che pensa alla fine rinuncia anche a pensare quello che non può dire.

Guai dunque esercitare una censura sciocca e miope. Certo: i testi vuoti, rabbiosi e anonimi non troveranno alcun sostegno nel nostro foglio, ma le voci, anche difformi, meritano di avere risonanza perché aiutano la crescita di tutti.

Il primo atto di un dittatore o di un insicuro è togliere la libertà di parola e di pensiero. Dispiace constatare che, soprattutto in passato, anche fra cristiani c’è stata questa scelta. I lettori però non sono persone vuote o sciocche: hanno intelligenza e discernimento per comporre la propria opinione. Guai, dunque, tarpare le ali alle opinioni altrui.

Spero che in futuro ci sia sempre spazio per il pensiero di tutti.

don Gianni

La politica è lungimiranza

Scritto il 9 Maggio 2019 10:02 da Don Gianni Antoniazzi

Mancano solo due settimane alle elezioni europee del 26 maggio. Senza pretese proponiamo uno spunto di riflessione: per un buon servizio politico servono persone formate e competenti

Per quasi 50 anni i cattolici italiani hanno obbedito al non expedit, disposizione di Pio IX che nel 1874 proibiva di partecipare alla vita politica. Anni luce di distanza da papa Francesco che invita i ragazzi di Azione cattolica a fare politica.

Oggi, cattolici o no, la res publica nazionale ha contratto le malattie tipiche delle democrazie più avanzate, patologie che affliggono molte istituzioni anche ecclesiali. La parola più gettonata di questi anni è riforme, salvo poi fare e disfare come la tela di Penelope. è sufficiente riformare le nostre democrazie perché non vadano alla deriva come vecchi relitti?

La Chiesa cattolica, che forse è esperta in umanità (Paolo VI), ma non in democrazia, fa fatica a trovare in Italia modi per contribuire a educare alla politica i cittadini di oggi e di domani. Dovrebbe insegnare la virtù archiviata della lungimiranza. In qualsiasi istituzione, anche ecclesiale, servono uomini e donne preparati, non i pressappochisti che si improvvisano competenti. Ci vogliono persone formate interiormente alla ricerca del bene comune e alla disciplina del continuo discernimento.

Dag Hammarskjöld, segretario delle Nazioni Unite degli anni Cinquanta, ripeteva: “Il viaggio più lungo è quello che si compie all’interno di se stessi”. Purtroppo pochi eletti vogliono davvero percorrerlo.

don Gianni

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