Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

L’estate di Carpenedo

Inserito il 29 Giugno 2022 alle ore 18:22 da Don Gianni Antoniazzi

È giusto riferire gli appuntamenti dell’estate che la parrocchia di Carpenedo intende portare a termine. Per questo lavoro bisogna rendere grazie al Signore e ai molti laici che si impegnano senza sosta

Le attività estive di questa parrocchia rendono conto della vita di fede e della disponibilità al servizio di molta gente che durante l’anno si forma alla scuola del Vangelo. Diamo notizie ordinate di queste iniziative perché ciascuno possa farsi anche un’idea personale.

Il 13 giugno è iniziato il Grest in patronato e ai 300 campi. Ha coinvolto mediamente circa 160 persone. Il Grest è durato per tre settimane fino al 1° luglio.

Il 15 giugno è iniziata la sagra che si è protratta per sei serate di seguito fino al 20 giugno compreso. I volontari sono stati una sessantina alla sera mentre vi hanno partecipato migliaia di persone della zona.

Dal 3 luglio iniziano i campi a Gosaldo. Il primo è per la quarta e quinta elementare, il secondo per la prima e seconda media, il terzo per la terza media, mentre il quarto è per le superiori. L’attività si conclude il 31 luglio. In media ogni campo è frequentato da circa 50 persone fra ragazzi, animatori, adulti e cuochi.

Durante il mese di luglio continua l’attività estiva anche in parrocchia. Presso il Centro Infanzia Il Germoglio di via Ca’ Rossa ci sarà infatti il centro estivo per i più piccoli.

Dagli ultimi due giorni di luglio fino al 13 agosto compreso c’è tutta l’attività scout in contemporanea. I due branchi, i due reparti, il noviziato e i due clan fanno insieme il campo di gruppo. Anche per questa attività è garantita, come per le altre, la presenza di un sacerdote.

A Ferragosto c’è una settimana libera da attività.

Dal 28 agosto al 4 settembre i chierichetti salgono a Gosaldo: al momento sono almeno 25. Di seguito ci sarà un gruppo di adulti e a conclusione dell’estate saliranno i Gruppi sposi.

Rendiamo grazie al Signore per questa vita che tuttavia comporta pesi, sacrifici e difficoltà non solo per il sacerdote, ma anche per tanti, tantissimi laici che gratis e per fede servono i più giovani.

don Gianni

I nostri santi patroni

Inserito il 16 Giugno 2022 alle ore 18:27 da Don Gianni Antoniazzi

In questa domenica 19 giugno celebriamo i santi Gervasio e Protasio, nostri patroni, che furono capaci di far risuonare il Vangelo e ancora oggi dopo centinaia di anni di convertire il cuore della gente

La vita di Gervasio e Protasio è luminosa. Non hanno parlato del Vangelo, ma l’hanno reso credibile in un tempo nel quale la Chiesa era perseguitata da autorità esterne e interne.

Hanno messo in pratica la proposta di Gesù. Rimasti orfani non si sono vendicati dell’uccisione dei genitori. Scelsero una vita secondo i consigli evangelici e distribuirono i beni ai poveri. Di fronte ai persecutori non si nascosero con un paravento di idee sociali, adatte ad ogni circostanza. Decisero che sarebbe stato un onore offrire la vita per Cristo e con un linguaggio schietto e sereno andarono incontro al martirio.

La nostra Chiesa ha altrettanto bisogno di tradurre in modo credibile l’annuncio di Cristo Signore. Il Vangelo funziona come la partitura di una sinfonia: resta un testo arido per i più fin quando gli strumenti non cominciano a suonare. Così “Cristo” è un’idea lontana e un esempio fra i molti, ma quando la gente vede realizzata la Sua proposta, in ogni tempo o clima culturale, comincia a cambiare vita.

don Gianni

Inizia la Sagra di Carpenedo

Inserito il 9 Giugno 2022 alle ore 10:06 da Don Gianni Antoniazzi

In passato, per chiudere la pandemia, si celebrava una festa. Era un modo per dare speranza e riattivare il mercato. Chi aveva fede rendeva grazie al Signore. La sagra vuol raccogliere anche questa tradizione

Da mercoledì prossimo, 15 giugno fino a lunedì 20 giugno proponiamo la 28ª edizione della Sagra di Carpenedo.

Per due anni abbiamo saltato questo appuntamento così prezioso per la nostra tradizione. Il Covid non ci ha permesso di realizzare in sicurezza la festa per tutti. Adesso, pur con tutte le precauzioni, possiamo riprendere quest’abitudine.

Si tratta di un gesto coraggioso, realizzato per sostenere la speranza e la vitalità soprattutto dei più giovani. Ci rendiamo conto, infatti, che negli ultimi venti mesi molti fra noi hanno perduto entusiasmo, passione, letizia.

La festa dei santi Patroni non venga in alcun modo recepita come un gesto superficiale né tantomeno come una iniziativa economica. Esattamente il rovescio. Va letta come un servizio alla vitalità di tutto il territorio, questa sagra è un gesto di dedizione al bene comune.

Vi invitiamo dunque a partecipare numerosissimi e a chiamare amici, parenti, colleghi e compagni perché anche dalla riuscita di questo appuntamento si possa recuperare il senso pieno di una comunità che desidera ripartire.

don Gianni

A Pentecoste nasce la Chiesa

Inserito il 1 Giugno 2022 alle ore 18:00 da Don Gianni Antoniazzi

Negli ultimi decenni, anche senza fede, si cita la sapienza del Vangelo e si loda l’esempio di Gesù. Invece si diffida della comunità dei credenti e quindi si tende ad accettare Cristo, ma non la Chiesa

Già gli antichi ebrei celebravano la Pentecoste: era 50 giorni dopo la Pasqua e ricordava la consegna delle 10 parole a Mosè sul Sinai. I 10 comandamenti erano dati perché la federazione di 12 tribù diventasse un popolo unito dalle stesse regole.

Gesù conserva la liturgia antica ma, riempie la Pentecoste di un senso nuovo. La festa cristiana dona lo Spirito di Gesù e scolpisce nel cuore la legge dell’amore. I dodici, chiusi nel cenacolo e divisi fra loro, vengono rigenerati: lo Spirito vince le loro fragilità, dà coraggio, gioia e carismi distinti per il bene di tutti. Sono uniti dall’Amore di Cristo, non certo dalla perfezione umana.

Così a Pentecoste nasce una Chiesa di fratelli sostenuti non dalla bravura personale, ma dall’efficacia dello Spirito. La Pentecoste è il compleanno delle nostre comunità peccatrici e sempre risanate. È importante accogliere l’azione dello Spirito mettendo da parte la presunzione di salvarsi da soli.

don Gianni

Più creativi che resilenti

Inserito il 25 Maggio 2022 alle ore 16:11 da Don Gianni Antoniazzi

Nella meccanica la “resilienza” è la capacità di assorbire urti senza rompersi. In psicologia è la dote di affrontare e superare una difficoltà. Per noi questa caratteristica non basta: serve molta creatività

In questo tempo, la parola “resiliente” è un complimento per chi assorbe gli urti e, nelle difficoltà, resta quello di prima. Gli italiani sarebbero campioni di resilienza. Si rischia però di fare come il criceto che, per uscire dalla gabbia, corre sulla ruota ma resta al proprio posto.

La “resilienza” da sola non trova soluzioni nuove a problemi vecchi. Serve la creatività per allontanarsi dal baratro del fallimento. Per esempio: inventata la lampadina, Thomas Edison passò mesi a cercare materiali che non bruciassero. Ci riuscì, non con materiali nuovi ma togliendo ossigeno attorno al filamento. Geniale e… creativo.

L’Antico Testamento parla del Goel, parola ebraica tradotta con Redentore (o Vendicatore): è un appellativo di Dio, capace di trovare vie di uscita nella crisi. Attraverso il suo Spirito il Goel suscita uomini e donne che immaginano soluzioni innovative. Si riconoscono non per la resilienza ma per la creatività. Sono persone che sanno guardare con gli occhi di Dio e vedono quello che gli altri non colgono.

È il dono di Pentecoste. È lo Spirito di Gesù, dato non tanto per resistere alla fatica quanto per disegnare le strade della storia.

don Gianni

La logica dello struzzo

Inserito il 18 Maggio 2022 alle ore 17:30 da Don Gianni Antoniazzi

Ci danno 200 euro per far fronte al caro bollette. In Italia, tuttavia, non serve l’ennesimo contributo versato a pioggia. La nostra gente cerca una politica solida e coraggiosa, che promuova la vita futura

La guerra fa sentire il peso sulle bollette e il governo ha deciso un contributo una tantum di 200 euro a chi guadagna meno di 35.000 euro l’anno. Lo prenderà anche chi riceve il reddito di cittadinanza. Non conta però il numero dei figli: 200 euro per chi non ne ha e sempre 200 euro per chi ne avesse anche 4.

Penso al film “Don’t Look Up” (non guardare in alto): alcuni scienziati individuano un meteorite che viaggia contro la Terra, ma i politici minimizzano la vicenda per seguire altri calcoli elettorali. Il film analizza la relazione fra i dati della scienza e le reazioni della politica. Alla fine, il meteorite ha la meglio e, fra la superficialità generale, finirà per impattare sul pianeta con esiti catastrofici.

In Italia avviene qualcosa di analogo. Il demografo Roberto Volpi ha pubblicato un libro dal titolo «Gli ultimi italiani – Come si estingue un popolo» (Solferino). Il testo spiega che, seguendo l’attuale tendenza, fra 80 anni gli abitanti in Italia saranno la metà, ma di fatto «niente resterà al suo posto, perché tutto decade, si impoverisce, invecchia, si sfalda», e dunque «stiamo andando incontro al disastro serenamente travolti dall’ordinarietà». Roberto Volpi non cerca pubblicità, ma studia con rigore.

Nel 2021 un altro demografo, Alessandro Rosina, in «Crisi demografica» (Vita e Pensiero) aveva lanciato un allarme simile suggerendo interventi e politiche «per un Paese che ha smesso di crescere».

Nel 2019 era uscito il testo «Italiani poca gente: il Paese al tempo del malessere demografico» (Luiss), scritto dal demografo ed ex presidente dell’Istat, Antonio Golini.

Insomma, siamo in caduta libera, ma al posto di occuparci di questo si pensa a prendere qualche voto nelle prossime votazioni e si elargiscono 200 euro. Se arrivassero anche a me li destinerei a una famiglia numerosa. Il lago della popolazione italiana si sta asciugando rapidamente. Non voglio fare lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia.

don Gianni

Davvero cerchiamo la pace?

Inserito il 11 Maggio 2022 alle ore 19:13 da Don Gianni Antoniazzi

La guerra non nasce dal caso o dal destino ma dal cuore dell’uomo. Come un grande fiume raccoglie i corsi d’acqua affluenti così la guerra è frutto delle tensioni sociali di un popolo intero

Prima premessa. Il pensiero del Papa è chiaro: la guerra non ha senso. Con le armi non c’è un vincitore ma ci perdono tutti. La pace, se imposta con la forza, porta presto ad un nuovo conflitto.

Seconda premessa. Papa Francesco viene tirato in ballo da molti: le sue parole sono una coperta comoda e ciascuno vorrebbe tenerla.

Terza premessa. Papa Francesco chiede sempre la fine della guerra in Ucraina, sia in privato che in pubblico. Domenica scorsa ha chiesto di pregare perché i responsabili delle Nazioni «non perdano il “fiuto della gente” che vuole la pace».

Finite le premesse. Di solito apprezzo molto il Papa per il coraggio. Mi piacerebbe che parlasse di più di Cristo, morto e risorto, ma mi sta bene così. Forse mi sbaglio, ma non vedo che “il fiuto della gente” voglia la pace. Nelle nostre famiglie le tensioni ci sono e non piovono dal cielo: spesso vengono per cupidigia o per invidia. Vedo che nutriamo bene la mala pianta della rabbia.

C’è chi se la prende coi fratelli, chi con la nuora o il suocero, chi coi colleghi o coi datori di lavoro, chi coi propri dipendenti, chi coi politici e chi coi preti. Mi pare che molta parte delle tensioni riguardi la cupidigia, la voglia di possesso. Ho sempre pensato che le guerre vengano dalla somma delle tensioni personali. A me pare tanto che anche le nostre persone che vengono dall’Ucraina desiderino la vittoria del loro popolo. E come dargli torto?

Insomma, senza escludere anche me dal numero, mi pare che ci sia da fare un gran lavoro sulla pace, ma non solo per i politici. Proprio per la gente. Credo che quando uno ha il cuore in pace riesce a mettere in pace un popolo. Forse dovremmo studiare molto di più l’esempio di Gandhi che troppo in fretta abbiamo dimenticato.

don Gianni

La festa della mamma

Inserito il 5 Maggio 2022 alle ore 11:03 da Don Gianni Antoniazzi

Da sempre la comunità cristiana favorisce la maternità. Fu anche un sacerdote di Assisi a sostenere la Festa della Mamma, oggi divenuta un appuntamento quasi internazionale nella seconda domenica di maggio

In questa domenica, 8 maggio, ricorre la Festa della Mamma.

L’Apostolo Paolo cita una sola volta Maria. Ne parla ai Galati: “Nella pienezza del tempo, Dio mandò suo figlio, nato da donna” (Gal 4,4-7). Una frase ricchissima. Per entrare nel tempo, Gesù ha fatto l’esperienza comune a tutti: abitare 9 mesi nel grembo materno. Lì, come ciascuno, ha conosciuto il battito del cuore che diventa il ritmo dolce della vita. In quel luogo ha sperimentato il calore umano che avvolge e difende. Lì, come tutti, è stato nutrito circondato dalla vita di una donna fatta dono.

Anche l’evangelista Luca, all’inizio del Vangelo, si esprime in questo modo: “Gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo” (Lc 2,16-21). Il linguaggio della Bibbia non dice “concepito nel pensiero” o “nelle discussioni accademiche”. E non si ferma dicendo “fu concepito” e basta. La scrittura aggiunge: “nel grembo” che è la prima casa, quella dove ciascuno mette radici profonde.

L’esperienza della maternità, dunque, va sempre sottolineata con ogni vigore. È forse uno degli eventi che più richiama il volto del Padre. Dio, infatti, dal nulla dà vita all’essere. Il grembo materno rinnova questo miracolo: è lì che la vita dal niente fiorisce e si sviluppa.

In questi mesi di rabbia, la maternità e il grembo femminile diventano l’antidoto perché l’umanità non precipiti nella barbarie.

don Gianni

Serve uno Stato laico

Inserito il 27 Aprile 2022 alle ore 19:43 da Don Gianni Antoniazzi

La fede cristiana promuove un ambiente civile, aperto, libero e sereno. I cristiani pregano per i governanti e collaborano al bene comune, ma non mescolano la fede con gli interessi di un partito

Durante il pranzo, don Mario ha mostrato un manifesto che gli era stato consegnato. Era la condanna del comunismo della curia di Piacenza (decreto Santo Uffizio 1949), espressa con linguaggio e mentalità a me sconosciuti (sono uscito dal seminario nel 1992 e il pianeta era ormai un altro). In quel foglio si legge la distanza fra la Chiesa italiana e il Partito di sinistra, a sostegno dell’allora Democrazia Cristiana. A tavola c’era anche don Vincenzo, che in America latina ha respirato un clima diametralmente opposto.

Poco dopo, alla televisione, si vedevano le immagini di Putin che ha partecipato alla Messa della Pasqua ortodossa. Ha ricevuto la “benedizione” del vescovo di Mosca e, a sua volta, l’ha ringraziato per la vicinanza alla Patria.

Queste alleanze fra “trono e altare” sono più frequenti di quanto s’immagini. Non aiutano in alcun modo la fede. Già nel 313, con l’editto di Costantino, la comunità cristiana è stata ferita: ha perduto la sua libertà, il suo entusiasmo, la sua carica profetica e la sua capacità di annunciare per intero il Vangelo. L’adesione al battesimo è diventato un atto formale per appartenere a Roma.

Noi cristiani abbiamo bisogno di uno governo laico nel senso più alto e nobile. Certo: non laicista, cioè non aggressivo a priori verso la fede, anzi disponibile a incontrare le varie sensibilità umane.

I cristiani, da parte loro, devono lavorare con passione per la politica, ossia per il bene comune. Ciascuno lo farà secondo la propria sensibilità e il proprio orientamento.

Grave però pensare che la comunità intera, la Chiesa nel suo insieme, possa stabilire un’alleanza con un singolo partito: ne scadrebbe la vita sociale e quella di fede.

don Gianni

Le celebrazioni pasquali

Inserito il 20 Aprile 2022 alle ore 19:32 da Don Gianni Antoniazzi

A Pasqua si è rinnovato il dono di grazia che ci riconcilia col Padre e ci rende comunità di fratelli. Stavolta abbiamo avuto anche due battesimi di adulti e due di bambini. Facciamo il punto alla luce della fede

Abbiamo celebrato le Palme, la Settimana Santa e la Pasqua. È importante lasciare traccia di quanto si è fatto e utile riferire qualche opinione personale.

Anzitutto c’è stato il segno di una forte ripresa. Dopo due anni scanditi dal Covid abbiamo per esempio consegnato alle famiglie il segno dell’ulivo benedetto. Questo gesto è stato compiuto con passione e allegria. È stato gradito da chi lo ha ricevuto e ha riempito il cuore di chi ha l’ha organizzato e portato a termine.

È stata ripresa la Via Crucis. È stata una liturgia del tutto diversa dal passato: prima della pandemia sembrava un rito stanco, quasi obbligatorio o ripetitivo. Quest’anno è stata realizzata con grande passione, guidata dai laici e condotta dal canto corale di tutti. Una sorpresa che ha dato molto conforto.

Anche durante il Triduo, appuntamento più prezioso, la partecipazione è stata qualitativamente del tutto diversa dal passato e insieme anche numerosa. Le celebrazioni in chiesa sono state solenni.

Pesa un po’ l’assenza di parecchi giovani. Dobbiamo lavorarci. È uno dei compiti che c’è stato consegnato dall’assemblea. Tuttavia, non possiamo certo lamentarci delle assenze, anche perché in questi giorni di ferie molte famiglie hanno profittato per fare una breve vacanza (più che in passato!): in molti c’è stato il desiderio di muoversi.

In genere, comunque, sembra di aver visto una marcata adesione alla fede. Va segnalato che fino a prima della pandemia, in occasione delle feste pasquali, molti parenti che abitano lontano rientravano a Carpenedo. Quest’anno non è stato così. La Messa di mezzogiorno ne è stata la prova.

don Gianni

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