Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

“Spes ultima dea”

Scritto il 9 Novembre 2019 06:12 da Don Gianni Antoniazzi

La speranza è il bene più prezioso. È ultima a morire. Spesso chiediamo perdono per gli sbagli contro la fede e la carità e ci dimentichiamo delle nostre colpe contro la speranza, che sono le più importanti

I padri latini dicevano che la speranza è un sostegno permanente: “spes ultima dea”. I greci la consideravano una divinità che resta a consolare gli uomini anche quando le altre tornano all’Olimpo. Ecco quant’era preziosa per gli antichi la capacità di mantenere viva l’attesa per un futuro migliore. Si capisce quanto sia grave, oggi, tarpare le ali della speranza, soprattutto nei giovani.

Bisogna chiedere perdono al Signore per i peccati non solo contro la carità o contro la fede, ma più ancora contro la speranza. Sono i più gravi perché soffocano chi vuol realizzare sé stesso. Chi dice: “non cambia mai nulla”, segue il maligno. Se la gente cominciasse a pensare che un mondo nuovo è soltanto un sogno, allora il demonio avrebbe vinto.

Simeone, il vegliardo nel tempio di Israele, è riuscito a mantenere la speranza fino alla fine dei suoi giorni: “Ora lascia, Signore, che il tuo servo vada in pace perché ha visto la tua salvezza”. Così anche la profetessa Anna. Per questo hanno abbracciato il Messia.

Quant’è importante che le attese dei bambini trovino adulti e anziani che le sostengano con entusiasmo!

don Gianni

Un vicariato davvero grande

Scritto il 31 Ottobre 2019 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Giovedì 31 ottobre le nove parrocchie del Vicariato di Carpenedo si sono fuse con le altre di Mestre e Castellana. È nata una realtà più vasta. Nella fede interpretiamo questo cambiamento come dono di Dio.

Fin qui la parrocchia dei SS. Gervasio e Protasio ha fatto parte del vicariato di Carpenedo, insieme ad altre otto comunità cristiane. C’era una ragione in questa scelta: l’attuale Vicariato, di fatto, coincideva col territorio della vecchia parrocchia di Carpenedo che abbracciava le zone da Zelarino alla Favorita e da via Bissuola sino al confine con Favaro.

Da questa settimana le cose cambiano e nasce una realtà più vasta, insieme a Mestre e alla Castellana. Le parrocchie da nove diventano 25, i sacerdoti e i diaconi in servizio e quiescenti passano da 17 a 62 mentre gli abitanti, che prima erano circa 45.000, adesso saranno 128.000. Si tratta di una parte preponderante della diocesi di Venezia.

C’è un rischio: se già prima si faceva faticava a costruire rapporti stretti figuriamoci con una realtà così estesa. Tuttavia, esistono anche delle opportunità: se il Vicariato sarà ben condotto avrà più rilievo nelle realtà civili, sarà più stimolante nei confronti dei sacerdoti e capace di una maggiore organizzazione con più ricchezza di opinioni e varietà di figure umane.

L’esperienza ci dirà quale sarà il vero ruolo di questa struttura. Al momento tutto viene spiegato da alcuni documenti, ma non sempre la vita è figlia delle carte. Tutto da vedere dunque. Per la parrocchia non cambia molto se non la consapevolezza che intorno a noi la comunità ecclesiale sta cercando l’unità ad un livello più ampio di prima.

don Gianni

Defunti: compagni di cammino

Scritto il 23 Ottobre 2019 01:52 da Don Gianni Antoniazzi

I nostri cari che hanno varcato la soglia del tempo non sono persi. Ci sono accanto nel cammino
di tutti i giorni. Bisogna capire in quale modo ci stanno vicini e come possiamo dialogare con loro.

Secondo il Vangelo, la morte non è la conclusione di tutto, ma il passaggio a un’esistenza completa. Saremo partecipi della vita del Risorto. Non andremo in un luogo fisico: spazio e tempo sono pur sempre limiti. Saremo compiuti e trasfigurati, in una situazione di affetto completo. Nessuno mancherà in quell’abbraccio. La comunione sarà piena anche fra vivi e defunti. Un genitore continuerà ad essere parte della vita dei figli e viceversa. Si tratta di un legame autentico, forte e maturo.

Questo rapporto però non si sviluppa secondo la causa e l’effetto, ma nell’intimità del bene. Vale a dire: non si può interrogare un defunto e aspettare la sua risposta. Le parole umane non sono sufficienti per chi vive di eternità. Coi defunti, però, si può stabilire una comunione vera nell’amore, come nel caso di due innamorati: si vogliono e si amano al punto da guardarsi negli occhi senza rompere il silenzio.

Più viviamo nell’amore fraterno come Cristo ci ha insegnato, più saremo uniti ai nostri cari. Questo annuncio che sgorga dal Vangelo non è razionale, cioè dimostrabile con esperimenti di laboratorio, ma è del tutto ragionevole, nel senso che corrisponde all’esperienza provata.

don Gianni

La sapienza e le opere

Scritto il 17 Ottobre 2019 06:30 da Don Gianni Antoniazzi

Col mese d’ottobre riprende per ogni ordine di studenti un impegno intenso. Perché fare tanta fatica? Non si vive solo per soddisfare bisogni ma con sapienza conoscenza e amore pienamente umano

In questo periodo dell’anno riprende l’attività dello studio. Non si compie tanta fatica soltanto per un lavoro o uno stipendio elevato. L’esercizio razionale e la ricerca culturale sono fondamentali per sviluppare le capacità umane e mantenere in allenamento la mente.

La società cambia. Fra 30 anni molti nostri figli svolgeranno un lavoro che ancora non esiste. È fondamentale far crescere la sapienza e la saggezza per affrontare le sfide future.

C’è di più. Non si può dividere la persona in anima e corpo, contemplazione e azione, studio e lavoro, cultura e azione. Sono categorie incomplete. L’uomo è un tutt’uno. La vita piena, ricca di gioia, fiorisce soltanto in chi si è sviluppato a 360 gradi.

Per esempio: vanno di moda gli spettacoli legati al cibo. Una sorta di bulimia sociale. Ma un popolo non si sazia solo col cibo, il cuore dell’uomo desidera la sapienza. Così il lavoro esige una mente vivace e sprona a una continua ricerca mentre l’attività culturale deve invece misurarsi con la concretezza di ogni giorno.

Vale anche per la nostra fede. Essa non è una questione soltanto spirituale o razionale. L’uomo saggio ascolta il Vangelo e poi lo mette in pratica. Chi si preoccupa soltanto di un aspetto della propria vita è come uno che costruisce la sua casa sulla sabbia. Davanti alle prove crolla e fallisce.

don Gianni

Il Germoglio: scuola sicura

Scritto il 9 Ottobre 2019 09:04 da Don Gianni Antoniazzi

La struttura del Centro Infanzia Il Germoglio in via Ca’ Rossa è al livello più alto di sicurezza. Le verifiche sismiche in corso nell’edificio fin dall’inizio pare non evidenzino problemi di sorta.

Si presta sempre più attenzione alla solidità degli ambienti scolastici. In effetti, anche di recente, ci sono stati crolli con vittime fra gli alunni. Per fare un esempio, solo negli ultimi giorni, le scuole di Palmi, Caravaggio, Castelnuovo e Pozzo sono state chiuse per fragilità strutturale.

Uno studio di Cittadinanzattiva registra nelle aule un cedimento ogni 3 giorni. Il fanalino di coda spetta alla Calabria dove appena il 2% degli edifici è verificato mentre il Veneto primeggia in sicurezza. Tra l’altro, la nostra Regione ha stanziato altri 3,8 milioni per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici. Si parte da situazioni anche pesanti, dal momento che in alcuni casi mancano i requisiti di base.

Al Germoglio stiamo verificando la resistenza statica. A prima vista, però, pare che tutto sia in estrema sicurezza. Il Centro Infanzia non si sviluppa in altezza ma in estensione. Le aule sono tutte al piano terra. Il loro solaio è solido e sormontato subito da un tetto leggero, debitamente coibentato ed isolato, sistemato di recente e costruito con tecniche robuste. Solo in un caso, sopra un’aula, è edificato un altro piano. Le porte di sicurezza sono state installate di recente, sono di numero elevato così che, in caso di incendio, l’uscita sia immediata. Il personale è istruito e ogni sistema di protezione è attivo. Anche per questo abbiamo ricevuto la massima lode nel rinnovo della convenzione. Appena fatta la verifica sismica, provvederemo a dare notizia esatta di tutto.

don Gianni

Grazie a tutti gli sposi

Scritto il 2 Ottobre 2019 06:15 da Don Gianni Antoniazzi

In questa domenica alle ore 10:30 celebriamo la tradizionale festa dei lustri di matrimonio
È l’occasione per essere riconoscenti al Signore e riflettere sul dono dell’amore in famiglia

Fra tutti i Sacramenti della Chiesa il Matrimonio ha qualche cosa di unico. Non nasce infatti dalla Rivelazione del Vangelo, ma da una realtà che lo precede: l’amore umano, profondamente bello e vitale. Fin da principio Dio ha immaginato che la persona fosse sessuata in maschio e femmina. Ha benedetto il legame che li congiunge con una benedizione rimasta sempre valida, nonostante le molteplici fragilità di ogni storia personale. Già a livello umano questa realtà è di assoluto valore. Nel 1200, il celebre teologo San Tommaso ha scritto che il legame d’amore fra non credenti è già quasi un sacramento. E in effetti, poiché l’amore ha sempre qualche cosa di eterno in sé, il matrimonio è il gesto che, in natura, più si avvicina al sacramento di salvezza. È il Segno dell’amore fra uomo e donna e specchio di cosa sia quello fra Dio e la sua creatura.

don Gianni

Gli obiettivi dell’anno che inizia

Scritto il 18 Settembre 2019 07:17 da Don Gianni Antoniazzi

Per il nuovo anno pastorale la diocesi invita le parrocchie a lavorare sul tema prezioso del battesimo. Anche qui ne faremo tesoro e proponiamo altre attenzioni puntuali per svilupparlo in modo concreto

Inizia il nuovo anno pastorale. Nei prossimi giorni prenderanno avvio le varie attività in programma. È previsto un incontro del Consiglio pastorale per orientare il lavoro.

Da parte sua la diocesi propone il tema del battesimo. Si tratta di un suggerimento prezioso, anche se la Chiesa veneziana ha già riflettuto più volte su questo argomento. Qualcuno fra noi desidera affrontare anche temi ulteriori. Da una parte la necessità di “aver cura” di sé stessi, degli altri, delle cose e del tempo. Lontano dal Padre, la vita viene semplicemente dissipata. Il Vangelo riporta anche un principio: chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto (Lc 16,10). è importante, dunque, aver cura già delle realtà quotidiane per custodire poi gli affetti importanti e il futuro.

Ci sarebbe anche un secondo ambito di proposte: l’attenzione per l’ambiente che ci circonda. Non si tratta d’intervenire sulle macro-questioni della nostra società, ma di imparare a compiere i gesti quotidiani che danno valore al creato intero. Già con la sagra di giugno, per esempio, abbiamo bandito tutta la plastica e anche i prodotti monouso erano tutti biodegradabili.

Vivere il battesimo, diventare figli di Dio, passa anche da questi comportamenti di vita quotidiana.

don Gianni

Don Fabio ci saluta

Scritto il 11 Settembre 2019 04:16 da Don Gianni Antoniazzi

Il suo ingresso nella vicina parrocchia della SS. Trinità è già previsto per il 13 ottobre
Qui da noi abbiamo pensato di salutarlo il 29 settembre alla Santa Messa delle 10:30

Il caro don Fabio, mons. Longoni per alcuni, ha prestato servizio nella nostra parrocchia dal lontano 2003. Prima era stato parroco di Zelarino mentre, all’inizio del 2000, diventò direttore della scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e delegato del patriarca Angelo Scola per l’azione sociale. Mentre svolgeva quegli incarichi veniva anche a celebrare Messa da noi e l’ha fatto fedelmente, anche quando poi ha trascorso un quinquennio a Roma come direttore dell’Ufficio nazionale della CEI per i problemi sociali e il lavoro. Ad ottobre dello scorso anno è tornato a Venezia, mettendosi a disposizione per le necessità diocesane. Ora il Patriarca l’ha nominato parroco alla Santissima Trinità, nel vicino Villaggio Sartori.

Per noi è stato un riferimento stabile. Tanti sacerdoti si sono alternati durante il suo servizio: don Armando e don Paolo, don Luigi e don Danilo, don Stefano, don Marco, don Claudio, don Mario e il sottoscritto… la lista sarebbe lunga.

La sua nomina alla SS. Trinità, col tempo, apre la possibilità di consolidare la collaborazione fra le parrocchie. Bisogna trovare prima un equilibrio esatto perché è facile immaginare che don Fabio, in futuro, possa avere altri incarichi, anche nell’ambiente dell’insegnamento.

A lui esprimeremo il nostro affetto domenica 29 quando alla S. Messa delle 10:30 gli daremo il nostro saluto.

don Gianni

Ripartiamo con speranza

Scritto il 5 Settembre 2019 08:01 da Don Gianni Antoniazzi

ll cammino del nuovo anno può cominciare con serenità se c’è fiducia per il futuro
Nella nostra comunità ci sono davvero tanti motivi per guardare avanti con ottimismo

Iniziare il nuovo anno pastorale non è facile. Ci sono però buone ragioni per essere lieti. In questa comunità ci sono parecchi adulti radicati nella fede. Continuano il cammino nonostante le contestazioni esterne e le fatiche della vita fraterna. Sono persone che cercano il volto del Signore Gesù con cuore sincero.

Altro motivo di gioia sono i tanti giovani attenti al Vangelo e pronti a farsi carico dei più piccoli. Quante comunità cristiane possono contare su questa presenza numerosa?

Possiamo inoltre nutrire speranze per il futuro perché tocchiamo con mano che molta gente è stabile nel servizio: dal doposcuola alla catechesi, dalla mensa dei poveri all’organizzazione del patronato e del canto, dal servizio liturgico alle pulizie degli ambienti. Nei numerosi settori vi siano laici pronti al dono di sé. A mano mano che passa il tempo, sembra affiorare la parte bella di ciascuno mentre le debolezze e le fragilità diventano meno evidenti.

Il vero motivo, però, per stare fiduciosi è che il Signore Gesù ci affianca nel cammino come ha fatto con i due discepoli di Emmaus. E anche se di tutto il resto fossimo meno soddisfatti, Lui resta compagno fidato. Questo basta per accendere ogni possibile gioia per l’avvenire.

don Gianni

Segni religiosi e politica

Scritto il 28 Agosto 2019 03:27 da Don Gianni Antoniazzi

Le attività pubbliche si esprimono anche attraverso i segni. Qualcuno prova ad usare quelli della fede. Il Vangelo però distingue fra il piano di Dio e quello di Cesare: quest’ultimo non può legittimarsi col primo

La politica usa segni: un simbolo elettorale, un colore di partito, una bandiera di appartenenza. Vi sono oggetti che, più di altri, manifestano l’ideologia: lo scudo, la falce e il martello, l’ulivo, la rosa, la fiamma, il sole che ride… qualcuno ha celebrato l’acqua del Po versata in Laguna. Un simbolo, se serio, è ricco: comunica un’idea, fa sintesi del passato, è un motivo di appartenenza.

Qualche politico ricorre ai segni religiosi: agita il Vangelo, mostra il rosario, cita la scrittura… Vado a memoria: Grillo, durante uno spettacolo, aveva fritto insetti omonimi e li aveva distribuiti dicendo “questo è il mio corpo”. Per decenni un partito italiano ha usato l’aggettivo “cristiano” per governare l’Italia. I nazisti scrivevano “Dio è con noi”. Alcuni tentarono la ri-conquista della Palestina con una croce sugli scudi; molti re si fecero incoronare con liturgie sontuose quasi che Dio li avesse posti al governo. Spesso la fede fu usata per proteggere gli interessi personali.

In questi ambiti però è più opportuna una visione laica. Per esempio: gli uomini di Stato talvolta sono eletti dal popolo, altre volte sono abili strateghi, raramente interpretano il Vangelo, mai sono epifania di Dio. Non si può usare il Vangelo per battezzare un politico, un regnante, un’ideologia e farla circolare fra la gente come una realtà assoluta. La fede cristiana, soprattutto in occidente, non può essere stretta nelle maglie di un partito: Gesù è venuto per tutti. Dunque: mai crociati, ma segnati dalla croce.

don Gianni

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