Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Grandi navi, niente sì

Inserito il 4 Agosto 2021 alle ore 16:30 da Don Gianni Antoniazzi

è ormai da qualche giorno che alle grandi navi non è più concesso di entrare nella laguna di Venezia. Sembra che il comitato che faceva opposizione alla loro presenza abbia conseguito un risultato definitivo.

Questo articolo non è di destra o di sinistra. Qui non si discute se sia possibile risollevare o meno le sorti di Venezia. La questione è diversa.

È nato il comitato “no grandi navi” che si affianca ai tanti altri no di questa povera Italia: no Tav, no Vax, no Green Pass… e via dicendo. Una lista senza fine. Dire no è facile. Si tratta però di un atteggiamento lontano dal Vangelo. Sarebbe piuttosto importante saper formulare un sì forte e stabile.

L’apostolo Paolo ricorda ai suoi cristiani che Cristo è sempre stato un sì al Padre e agli uomini. È il sì che edifica e costruisce vita. La semplice protesta, pur se ottiene un risultato, non allevia di un grammo il peso del vivere.

Quanto sarebbe importante, invece, proprio in questi anni, indicare una strada a Venezia, un futuro. Quanto sarebbe importante una strada credibile e alternativa alla Tav o al vaccino contro il Covid-19. Invece no: la nuda protesta si arrende non appena si tratta di edificare una realtà feconda.

C’è dunque una proposta da sottolineare: a Mestre sta prendendo piede il gruppo “dialoghi per la città”. Si muove in modo diametralmente opposto alla semplice protesta. È lo sforzo per creare una mentalità responsabile per la vita della propria zona. A breve ricorderemo il suo calendario, Covid-19 permettendo.

don Gianni

Animali compagni d’estate

Inserito il 29 Luglio 2021 alle ore 18:44 da Don Gianni Antoniazzi

Ai ragazzi piace ammirare gli animali: si incantano davanti alle marmotte, osservano il volo dei falchi, cercano le aquile senza trovarle e scappano dagli insetti. Siamo fatti per stare in relazione col creato

Durante i campi, più volte i ragazzi sono rimasti incantati alla vista degli animali. Una coppia di genitori è venuta a prendere il figlio portando in auto anche i loro due cani. È stato un successo. Gli animali fanno sicuramente parte della nostra vita quotidiana.

Fra i libri sacri, la Bibbia è quello che più sottolinea il mutuo rapporto fra uomini e animali. Menziona le bestie circa 5600 volte: uno zoo. Il profeta Isaia descrive in questo modo il tempo del Messia: «Il lupo dimorerà con l’agnello, il leopardo si sdraierà col capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme…». In Genesi c’è il serpente tentatore, segno del “delirio di onnipotenza”, ma c’è anche la colomba del diluvio, immagine di pace. Per accusare il Re Davide, il profeta Natan parla di una pecora, allevata dal povero come una figlia e usata da un ricco per imbandire la cena… C’è l’asino, mite e umile, dell’ingresso a Gerusalemme e c’è il gallo del tradimento di Pietro. Ci sono animali fantastici: il leviatano, i draghi, le chimere ad indicare la varietà del creato.

Attenzione però: i testi sacri non fanno parlare gli animali né attribuiscono alle bestie sembianze umane così come accade invece nel mondo greco o nei fumetti. Ciascun animale è apprezzato nel proprio contesto. Il rovescio di quanto accade fra noi: appena preso un cane gli si mette il cappotto, lo si castra e, d’estate, lo si abbandona. Serve recuperare la fisiologia e il comportamento naturale delle bestie, senza antropomorfizzarle… e sia detto per dare agli animali di più, non di meno.

don Gianni

Si invecchia tanto in fretta

Inserito il 22 Luglio 2021 alle ore 13:04 da Don Gianni Antoniazzi

Tutti sono convinti che la scienza ci allungherà la vita. Oramai qualcuno si fa chiamare giovane anche dopo i quarant’anni. Per certi aspetti, però, la tecnologia ci invecchia più che in passato.

Durante il campo di seconda e terza media, i ragazzi hanno visitato luoghi incantevoli. La capocampo non dimenticava di sottolineare la bellezza del paesaggio. Una volta si è permessa di dire che l’ambiente andava “fotografato e pubblicato sui social”. Una delle ragazze presenti ha esclamato con estrema naturalezza: “Roba da vecchi, sono immagini da Facebook”. Come a dire: chi usa il celebre social è anziano. Pensate che anche Instagram è superato. Adesso i più giovani preferiscono Tik-tok, con video brevissimi, divertenti, se non demenziali. L’ultimo grido è il nuovissimo “Poparazzi”, applicazione simile a Instagram, ma funziona alla rovescia: sono gli amici a pubblicare le foto, non noi. Significa che le immagini sono “reali”, non modificate, non in posa. Basta selfie: gli utenti diventano paparazzi che espongono le foto altrui. Funzionerà? Non si sa. Importante è capire con quanta velocità la tecnologia di internet rottama le persone: dai 35 anni in su diventiamo tutti “vecchi”, con una sentenza tanto spontanea quanto inappellabile.

don Gianni

Festa del Redentore

Inserito il 15 Luglio 2021 alle ore 13:50 da Don Gianni Antoniazzi

Domenica si celebra il Redentore. La festa, unendo tradizioni e fede, si inserisce nei festeggiamenti per i 1600 anni della città. Nasce da una condizione di pandemia, più dura ancora della nostra.

Negli ultimi decenni il Redentore era diventato un pretesto per la crescita del turismo e l’incremento del profitto veneziano. Da parte mia non ritenevo di dovermi occupare troppo di questo evento. Negli ultimi due anni sta acquistando un volto diverso.

Il Redentore è l’occasione per fare memoria di quando, nel 1575-77, i nostri padri hanno affrontato una condizione del tutto analoga alla nostra. Hanno vissuto per due anni la peste, un terzo della popolazione è morta, hanno cercato una strada per uscire, hanno trovato nella fede in Cristo un riferimento decisivo, hanno voluto lasciare un segno tangibile di quest’esperienza, un monumento che indicasse anche la voglia di ripresa a Venezia.

La celebrazione del Redentore può valorizzare il nostro territorio e dare vigore alla fede se saremo capaci di ripercorrere strade analoghe a quelle immaginate dai nostri padri, pur restando pienamente legati alla cultura contemporanea.

don Gianni

I giovani sono violenti?

Inserito il 8 Luglio 2021 alle ore 08:45 da Don Gianni Antoniazzi

Giornali, radio e televisioni, anche locali, raccontano frequentemente fatti di violenza fra giovani È un fenomeno che preoccupa, anche perché non è chiaro da dove nasca e cosa nasconda.

I quotidiani riferiscono frequenti fatti di violenza giovanile. Non si tratta di un fenomeno solo nazionale. Anche a Mestre e a Venezia non mancano gli scontri.

Non ho competenze di sociologia o psicologia. Vedo i ragazzi e li frequento. Sono stato con loro anche nelle tre settimane di Grest e durante i campi di Gosaldo. Non mi sembrano particolarmente in crisi. Anzi, a mio parere li vedo più saggi che in passato. Se mi dicessero che sono diventati “violenti” direi di no.

Mi pare invece che abbiano pure una certa distanza dalla realtà: negli ultimi mesi sono stati davanti al computer più che in passato. Hanno visto scene di videogiochi e forse rischiano di ripeterle coi coetanei perché non avvertono l’esatta differenza fra i gesti concreti e ciò che accade sul web.

Noto una certa distanza dagli adulti: i genitori sembrano presi da questioni diverse rispetto alla vita dei figli. Mi pare che il tempo dei ragazzi sia molto vuoto. Forse vorrebbero essere più utili alla società. Chi fra loro è concretamente impegnato non ha voglia di pensare alla violenza.

Di certo il Vangelo toglierebbe dal cuore la spina della rabbia. Ma nessun giornalista fa notare che ci stiamo allontanando dal Signore Gesù. Queste parole non vanno di moda.

don Gianni

Gosaldo, come in paradiso

Inserito il 1 Luglio 2021 alle ore 21:33 da Don Gianni Antoniazzi

Domenica scorsa sono iniziati i campi estivi a Gosaldo. La gioia nasce dalle relazioni umane e dai valori del Vangelo. Lo splendore dell’ambiente sostiene però in modo deciso la crescita e la pace di tutti.

Fra questi monti ci si riconcilia con la vita. L’occhio vede un panorama che da solo distende mente e cuore. Tutta la persona trova una pace serena. Le voci dei ragazzi festanti riempiono di vita i boschi e i prati. La casa, forte e ben composta, assolve ad ogni necessità dei nostri gruppi. La cucina completa la gioia dei ragazzi. Davvero questo luogo è un incanto, un apice della vita parrocchiale, una ri-creazione delle energie, anche del corpo.

C’è da domandarsi perché mai la gente del posto non abbia colto tanta bellezza e abbia scelto di lasciar morire il paese e le sue frazioni. Nel 1960 Gosaldo era un riferimento per il turismo: in quel tempo è esplosa l’edilizia. Ora sembra quasi spento. Le ragioni sono molte: c’è Luxottica che ha dato stipendi migliori a chi lasciava i boschi, c’è la voglia di vivere in città, confortati da numerosi servizi, c’è però anche il fatto che si possono apprezzare questi luoghi a patto di non avere la rabbia nel cuore gli uni verso gli altri.

I nostri gruppi sono sereni e tanta bellezza intorno la si apprezza anche perché il cuore dei ragazzi è pieno di entusiasmo.

don Gianni

Che avventura! Avremo forze?

Inserito il 23 Giugno 2021 alle ore 13:32 da Don Gianni Antoniazzi

Da questa domenica riprendono i campi in montagna. Ce ne saranno quattro a Gosaldo e, di seguito, quelli scout. Concludono i chierichetti. La ripresa è una gioia. Confidiamo di esserne all’altezza

Con la pandemia alcune attività si sono ridotte. Lo scorso anno, per esempio, abbiamo fatto soltanto tre campi a Gosaldo e, durante l’inverno, tutto è stato sospeso. Ora riprendiamo con i ritmi del passato, anzi, con più impegno: i partecipanti a Gosaldo sono più numerosi di prima. Speriamo di avere ancora la forza per queste attività.

Servirebbe la presenza di un prete più giovane con una mentalità vicina ai ragazzi. Fino agli anni 2000 il cappellano era dedito alla crescita dei giovanissimi. Oggi quella specie è estinta e, chi ha ormai varcato la soglia dei 50 anni, ha qualche timore nel riprendere le attività dei campi. C’è la paura di arrivare a fine estate sfiniti, c’è la fatica di affrontare esperienze nuove con mentalità e culture che, dopo il Covid, sono radicalmente cambiate.

Questi timori non sono frutto di pigrizia. Constatano la realtà: a me manca di sicuro l’elasticità, la prontezza e lo scatto della giovinezza. Adesso, a darci coraggio e vigore, è l’incontro col Signore Gesù e la voglia di fare un servizio al bene comune.

don Gianni

Asilo: falso allarme, struttura sana

Inserito il 16 Giugno 2021 alle ore 21:17 da Don Gianni Antoniazzi

Il Virus mette a dura prova le relazioni, la prudenza, la maturità e la stabilità delle nostre strutture Il Centro Infanzia non è esente da queste dinamiche e ha dimostrato fin qui robustezza completa

Giovedì scorso, mentre stavo falciando erba a Gosaldo, è arrivata la telefonata per avvisarmi che c’era un bambino positivo al Covid al nostro Centro Infanzia.

L’ULSS era già stata allertata e tutta la classe era stata messa in quarantena. In pochi istanti la situazione era diventata pesante. A causa della quarantena una coppia avrebbe saltato le ferie. Un’altra coppia avrebbe dovuto rinviare addirittura il matrimonio con tanto di invitati dalla Sicilia. Il lettore immagina la tensione fra famiglie e all’interno della struttura.

La notizia in un balzo è arrivata a tutta la parrocchia. Subito sono state disposte le verifiche per i compagni di classe della persona interessata e con sorpresa è risultato che nessuno aveva contratto il Virus. Dopo un giorno l’allarme è rientrato, perché si è trattato di un falso positivo.

Ora che siamo sereni, possiamo constatare che all’inizio c’è stata qualche fragilità nel verificare e diffondere la notizia. Non solo. Da principio era stata attribuita la responsabilità al Centro Infanzia mentre alla fine ne è risultato del tutto estraneo, anzi, Il Germoglio ha mostrato una struttura granitica capace di far fronte a molte tensioni. L’ambiente mostra di essere all’altezza dei requisiti sanitari. In modo particolare la direttrice ha conquistato sul campo il proprio ruolo mostrando coi fatti di esserne pienamente all’altezza.

La nave procede sicura, Il capitano tiene fermo il timone. Dispiace che non tutti abbiano la stessa maturità.

don Gianni

Ciascuno per conto proprio

Inserito il 9 Giugno 2021 alle ore 16:14 da Don Gianni Antoniazzi

Nei mesi della pandemia si sono diffusi i più vari strumenti di informazione. Per una parrocchia è diventato quasi impossibile trovare un modo uniforme per comunicare con tutti. Serve fantasia.

Negli ultimi 18 mesi molti hanno acquisito dimestichezza con i più moderni mezzi di comunicazione. Se prima della pandemia l’informazione passava da giornali, televisioni e radio, adesso abbiamo trovato i mezzi più sofisticati. Chi ascolta la radio scarica dal web l’ultimo notiziario. Molti sfogliano i giornali su Internet, ma in fretta hanno scoperto siti gratuiti più aggiornati. Altri adoperano i canali di Telegram, oppure usano Instagram o Facebook. I professionisti lavorano con Twitter, ma c’è chi semplicemente sfoglia WhatsApp.

Le strade del dialogo si stanno moltiplicando. C’è da perdersi fra mille rivoli. Negli anni ’90 una parrocchia dialogava con tutti sia dal pulpito che attraverso il foglietto settimanale. Dopo questa pandemia serve una quantità di strumenti molto più ampia e fantasiosa. È finito l’impero della carta stampata e della televisione. Un articolo come questo verrà letto forse dal 5% dei parrocchiani. Non disperiamo. Il mondo cambia e, come è stato in passato, ci adegueremo anche noi.

don Gianni

La processione più sacra

Inserito il 2 Giugno 2021 alle ore 14:33 da Redazione Carpinetum

Per molto tempo la comunità cristiana ha espresso la propria fede in modo gioioso e “trionfale” con processioni votive. Non era sbagliato, ma il Covid ci ha obbligato a capire valori più profondi.

In questa domenica la Chiesa celebra la festa del Corpus Domini. In passato, in questa circostanza, si svolgevano processioni anche sontuose. La tradizione è rimasta in voga soprattutto nel sud Italia ma, con l’avvento del Covid, negli ultimi due anni abbiamo dovuto riflettere attentamente su queste iniziative.

Il primo significato di una processione è annunciare che il nostro riferimento non sta nella forza economica, politica, culturale o sociale. Noi confidiamo nella Pasqua di Gesù che incontriamo nell’Eucaristia. In secondo luogo, la processione ricorda a noi stessi di dover restare un popolo in cammino, mai arroganti né seduti sulle nostre presunte certezze. Sempre disponibili al cambiamento per seguire il nostro Maestro e Signore. C’è però una riflessione più importante. Appena Maria ha portato nel grembo Gesù, ha sentito il dovere di mettersi anche a servizio della cugina Elisabetta. L’ha fatto con gioia.

Forse, la processione Eucaristia più importante è vivere l’incontro col Signore risorto nel servizio fraterno. È una delle urgenze più significative. Con questo spirito inauguriamo il nuovo Centro di Solidarietà cristiana Papa Francesco. Con questo spirito intendiamo, se Dio vuole, svolgere le attività estive.

don Gianni

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