Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Lettera aperta del 3 gennaio 2016

Scritto il 30 Dicembre 2015 06:43 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 3/1/2016. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Don Franco De Pieri

Scritto il 30 Dicembre 2015 06:15 da Don Gianni Antoniazzi

Il 23 dicembre il Signore ha chiamato a sé don Franco. Era noto per l’impegno sul fronte delle tossicodipendenze. Rientrato dal Brasile, qui aveva trovato una famiglia

Avevamo appena stampato “lettera aperta” della scorsa settimana quando ci è arrivata la notizia della morte improvvisa di don Franco. C’è stato un incessante susseguirsi di telefonate e di messaggi: increduli, tutti chiedevano conferma e chiarimenti sull’accaduto.

Doveva essere in parrocchia il pomeriggio del 24 e concelebrare con noi la Messa di mezzanotte. Il giorno di Natale avrebbe presieduto la liturgia di mezzogiorno. Il Signore ha disposto diversamente.

Sacerdote da 50 anni ne aveva compiuti 77 da poco. Ha segnato la vita di Mestre. L’ha fatto col Vangelo nel cuore e col servizio nelle mani. Stimato o discusso, non passava inosservato. Il suo temperamento acceso lo aveva portato a combattere battaglie che altri avevano rinunciato ad affrontare.

Figlio del suo tempo, ha amato la comunità cristiana, non sempre o non altrettanto l’istituzione che la rappresentava. Le sue scelte sono state intense: per rinvigorire il suo sacerdozio, ad esempio, è andato un mese, da solo, nelle Ande. Ha vissuto da protagonista momenti decisivi, come la morte di mons. Vecchi. Nell’anzianità cercava solo Cristo. Poco altro. L’ultima catechesi fu sulla Natività: gli conceda il Signore la nascita a vita nuova e la pace.

don Gianni

La figura di Giuseppe…

Scritto il 25 Dicembre 2015 12:06 da Plinio Borghi

La figura di Giuseppe rischia di essere messa in ombra, causa il risalto che diamo in queste circostanze a Gesù e Maria. D’altronde, è sempre stato nella logica delle cose che nella maternità il protagonismo del padre passi in secondo piano, figurarsi poi se il bambino è nientemeno che il Salvatore e sua Madre ha assunto il ruolo di corredentrice! Aggiungiamoci che parliamo di un padre putativo e il quadro è completo. Tuttavia Giuseppe non merita siffatta sottovalutazione, anzi, diventa in tutti i passaggi co-protagonista. Prima di tutto è suo il secondo grande atto di fede, dal momento in cui rinuncia a ripudiare Maria. Poi il vero discendente della stirpe di David è lui e come tale e sposo di Maria trasmette a Gesù questa qualifica. Indi, nella nascita, assume un ruolo determinante quando, colti all’improvviso durante il caos del censimento, trova una sistemazione, pur precaria, presso la casa dei suoi fratelli, dove era usanza porre ogni neonato nella mangiatoia, che era il posto più caldo dell’abitazione (a chi ha visitato Betlemme sarà stato fatto notare che il luogo dove si venera la natività si trova proprio sopra la mangiatoia della stalla della casa dei fratelli di Giuseppe). E fin qui ce ne sarebbe già a sufficienza per dare un giusto spessore a questo ruolo. Ma non basta. Sarà lui, su suggerimento dell’Angelo, a porre in salvo la famiglia da Erode, fuggendo in Egitto e a riportarla indietro dopo lo scampato pericolo. Come spetterà a questo padre meraviglioso ritrovare, con Maria, Gesù nel tempio con i dottori, nell’episodio raccontato nel vangelo di domenica, nella quale festeggiamo la Santa Famiglia. E’ la mamma a parlare (e di Giuseppe non si riferisce mai alcuna parola nei vangeli), che però esordirà dicendo (notare la finezza): “Tuo padre ed io ti stavamo cercando…”. è veramente affezionata Maria a quest’uomo e lo è anche Gesù stesso, che tornerà a casa e, fino a che non giungerà la sua ora, alla bella età di trent’anni, rimarrà sottomesso ai genitori, imparerà alla perfezione il mestiere di suo padre e ne diverrà la sua ombra, tanto che al suo esordio in sinagoga tutti esclameranno: “Ma non è costui il figlio del falegname?”. Ebbene, nel festeggiare il Natale e poi la Santa Famiglia di Nazareth, diamo risalto e prendiamo esempio da questa bella figura di padre rappresentata da San Giuseppe e affidiamogli anche noi (se l’ha fatto Dio con la Sua!) le nostre famiglie.

BUON NATALE E BUONA FINE DEL 2015 A TUTTI.

Santa Messa della vigilia

Scritto il 23 Dicembre 2015 09:25 da Don Gianni Antoniazzi

Giovedì 24 dicembre, oltre alla Messa della mezzanotte (alle 24.00) celebreremo anche la S. Messa della vigilia delle ore 18.30. Sarà valida per il precetto Natalizio. È pensata per i lavoratori che nel giorno seguente avranno turni e per tante massaie che in casa dovranno lavorare più che negli altri giorni a motivo della presenza (santa) di amici e parenti.

Lettera aperta del 27 dicembre 2015

Scritto il 23 Dicembre 2015 08:37 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 27/12/2015. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Auguri di Buon Natale

Scritto il 23 Dicembre 2015 08:16 da Don Gianni Antoniazzi

Desidero rivolgere alla parrocchia l’augurio più fraterno di buon Natale.

Nel cuore di ciascuno c’è la preoccupazione per un momento carico di tensione e di fatica. Ma il Natale dissipa le ombre cupe di tanto grigiore e ci restituisce una speranza luminosa.

Mi preme augurarci un poco di riposo e spero che questi giorni ci permettano di riprendere le forze. Il riposo di cui parlo non è semplicemente un’occasione per ottimizzazione poi il lavoro. È il sostegno per una vita pienamente libera. Il riposo non è solo una rigenerazione fisica, ma prima ancora un rilancio spirituale.

Confido che il tempo del Natale non ci disperda in mille rivoli superficiali, ma raccolga le nostre energie e ci indichi la via della pace.

Non è necessario che tutto sia perfetto intorno a noi. Il diacono Stefano che celebriamo il 26 dicembre, trova pace anche in mezzo al martirio, contempla Dio anche se aggredito. Ciò insegna a conciliare il riposo profondo, pur in presenza di un’aspra battaglia.

Non sempre fra parenti, vicini, amici si può stabilire un clima immediatamente sereno. Il Riposo di Dio supera queste cose. È un dono che nasce quando si comprende se stessi, il proprio ruolo di figli di Dio.

don Gianni

La novena di Natale…

Scritto il 20 Dicembre 2015 12:18 da Plinio Borghi

La novena di Natale è il periodo clou nel quale l’ansia dell’attesa diventa più palpabile e la stessa liturgia contribuisce notevolmente a renderla tale. Per fortuna la riforma introdotta con il Concilio Vaticano II non ha intaccato sostanzialmente questa pratica, anche se, almeno per quelli della mia età, l’aver attenuato l’uso delle vecchie formule latine le ha tolto un po’ di suggestività. L’incalzare dell’invitatorio “Regem venturum Dominum, venite ad oremus” è foriero di un’aspettativa che via via si trasforma in certezza, specie quando all’ultimo giorno si aggiunge alla fine il “Crastina die delebitur iniquitas terrae et regnabit super nos Salvator mundi” (già domani saranno cancellate le iniquità di questa terra e su di noi regnerà il Salvatore del mondo) e il “Prope est iam Dominus (il Signore è ormai qui), venite ad oremus”. Il Polisalmo che segue è un tripudio di gioia, che sfocia poi in un inno che è pura poesia. Le antifone maggiori completano in un crescendo di invocazioni giorno dopo giorno questo rito speciale, che si conclude col “Magnificat”, il canto in cui l’evangelista Luca fa prorompere Maria nel corso dell’incontro con la cugina Elisabetta, riportato proprio oggi nella terza lettura della S. Messa. E’ una prassi, quella della novena, che trae origine dai nove giorni trascorsi in preghiera nel cenacolo dagli Apostoli, assieme alla Madonna, dopo che Gesù è salito al cielo, in attesa di accogliere, il decimo giorno, lo Spirito Santo. La liturgia la prevede ancora in occasione delle feste più significative, come quella dell’Immacolata appena trascorsa, ma la pietà popolare ne fa largo uso nelle più disparate circostanze, sia in forma pubblica che privata: ognuno di noi può sostenere una richiesta di grazia particolare attraverso una novena di preghiere. Certo, quella del Natale si colloca in un clima del tutto speciale e non ho dubbi che sia quella vissuta più intensamente. Probabilmente, col tempo, è venuta un po’ scemando quella presenza consistente che noi eravamo abituati a riscontrare una volta (io ricordo che da piccolo mia mamma non ce ne faceva perdere un giorno!), ma non sarebbe male tentare almeno un approccio, prima del grande evento. Se sarà vissuto con lo spirito giusto, sono convinto che non rimarrà isolato e allora ci verrà da vivere in modo più pregnante l’arrivo del Natale.

AVVISO IMPORTANTE PER LA MESSA DELLA CARITÀ A SAN MARCO IL POMERIGGIO DI DOMENICA 20

Scritto il 17 Dicembre 2015 08:10 da Redazione Carpinetum

Sono arrivati dalla Diocesi gli aggiornamenti sulla base delle disposizioni emanate dalla Questura.

E’ tassativo l’arrivo al molo – colonna di Todaro alle ore 15 per la consegna dei doni da caricare in barca e il ritiro del numero esatto dei pass (a cura di un rappresentante per parrocchia) destinati a bambini e accompagnatori. Detto pass (senza del quale non si entra) va applicato sulle giacche bene in evidenza, sul petto o sul braccio.

Per l’ingresso dalla Porta Santa (previsto per le 15.30 dopo il saluto del Patriarca) si procede in fila per due in modo fluido con l’aiuto degli accompagnatori stessi.

Per ogni ulteriore informazione o chiarimento: http://www.patriarcatovenezia.it

Lettera aperta del 20 dicembre 2015

Scritto il 16 Dicembre 2015 07:19 da Redazione Carpinetum

Abbiamo inserito nel sito lettera aperta del 20/12/2015. Aspettiamo i vostri commenti in email o direttamente sul blog.

Il dono sereno di Dio per noi

Scritto il 16 Dicembre 2015 07:01 da Don Gianni Antoniazzi

L’uomo crede di mostrare forza e potenza causando la morte. Dio offre vita. La nascita di suo Figlio inonda l’umanità di una speranza certa: ogni uomo è amato da Dio più che un figlio

Venerdì prossimo, 25 dicembre, festeggeremo la nascita del nostro Signore Gesù. Chi fra noi si è preparato a questo appuntamento conoscerà la dolce visita di Dio. Lo scrivo con forza. Non è un fatto magico o utopico. Gesù ha sempre camminato con noi secondo il ritmo del nostro passo. Quando noi celebriamo la sua nascita Egli si affianca a noi, come ha fatto coi due di Emmaus, e nella parola e nel pane rinnova per noi il suo Natale.

Chiedo se possibile di non perdere l’incontro con questa grande Gioia. Nessuno di noi è indegno, nessuno è escluso. A tutti è chiesta la conversione del cuore e la disponibilità ad una vita nuova. Non lasciamoci distrarre da regali, sprechi, dissipazioni, disordini. Raccogliamoci in pace, con tutti.

don Gianni

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