Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Quale “Redentore” per il 2011?

Scritto il 17 Luglio 2011 08:11 da Don Danilo Barlese

Scrivo le righe dell’editoriale per il REDENTORE nella mattinata di lunedì 11 luglio, festa di San Benedetto abate, patrono d’Europa.

La figura e l’opera di San Benedetto mi sembrano una provocazione adatta per affrontare la domanda “Quale Redentore per il 2011?”.

La decadenza dell’impero romano che contrassegnava l’epoca di San Benedetto non è molto diversa dalla situazione attuale.

La grave crisi economica odierna è anche frutto di investimenti virtuali costruiti su scambi apparenti e su operazioni fittizie senza riscontro nella realtà.

La fragilità e la fatica nelle relazioni tra i popoli e le nazioni è anche frutto di una fragilità delle relazioni tra le persone segnata spesso da individualismo. L’incontro con l’altra persona troppo spesso viene “utilizzato” in base all’interesse personale. Apparenza, denaro e individualismo.

Quando tutto questo intacca la famiglia e la politica tutto vacilla. Il dibattito nei parlamenti nazionali e durante i pasti in casa propria non è più in vista del bene comune ma è una spartizione di potere.

Per affrontare queste “fratture” l’Europa di oggi potrebbe attingere ancora a piene mani dal tesoro di cultura e di fede della tradizione benedettina che ne ha costruito la “trama” per secoli.

San Benedetto invita innanzitutto noi battezzati a ritrovare la forza della testimonianza per valorizzare tutto ciò che di bello, vero e buono continua ad offrire il nostro tempo e per fare la nostra parte mostrando il cuore del Vangelo nella vita di tutti i giorni.

Abbiamo bisogno di essere salvati dal nostro egoismo.

Abbiamo bisogno di ritrovare le scelte essenziali per vivere relazioni belle e continuare il cammino di comunione tra i popoli.

San Benedetto, dalla sua vita di fedeltà al Vangelo, aveva individuato alcune attenzioni fondamentali. Sono scelte legate alla vita battesimale e valide per tutti i rapporti umani.

C’è un tempo per pregare, un tempo per lavorare e un tempo per riposare.

Il tempo della preghiera sia segnato dall’ascolto della Parola di Dio, dalla meditazione personale e dalla liturgia comunitaria.

Preghiera, lavoro e riposo siano vissuti dentro una vita comunitaria con una attenzione particolare ai poveri, ai piccoli, agli ammalati. L’accoglienza e l’ospitalità siano l’espressione di uno stile di Carità e di servizio in tutte le relazioni e in tutti gli incontri. Potremmo dire: “tutto qua”.

Il dono del REDENTORE per questo 2011 potrebbe essere proprio quello di salvarci da quella deriva nelle relazioni umane, nella Carità e nella Verità che ci fa illudere di essere “salvatori” di noi stessi gli uni contro gli altri.

Abbiamo bisogno di essere salvati da una grande misericordia.

Abbiamo bisogno di ritrovare l’ascolto della Parola di Dio, il silenzio della preghiera, la pazienza del dialogo tra noi, le mani sporcate dalla Carità quotidiana, l’abbraccio del perdono e dell’accoglienza, la presenza nelle nostre case di quei libri e di quelle opere d’arte frutto di fini ragionamenti e di una bellezza riconosciuta e testimoniata.
Salvaci, Signore Gesù, Redentore del mondo!

Don Danilo

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