Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Troppi scandali per amare questa Chiesa?

Inserito il 18 Marzo 2012 alle ore 08:09 da Don Gianni Antoniazzi

Un articolo di fondo forse più lungo, non più pesante del solito. Non si riferisce alla nostra parrocchia. Nasce da fatti, anche tristi, che tutti  troviamo nei giornali.

Qualche volta si parla di “cristiani senza Chiesa” per indicare una realtà molto diffusa: persone che, pur mantenendo la fede in Gesù Cristo Salvatore, rifiutano l’appartenenza alla comunità cristiana e vivono come se essa non ci fosse. Di più. L’indagine del Convegno di Aquileia rileva la crescita di coloro che percepiscono la Chiesa come un ostacolo e una contraddizione rispetto al Vangelo. Noi intuiamo che non si può vivere una fede senza Chiesa: “il cristiano solo, non è cristiano”, ripetevano con sapienza i padri. Questo per due ragioni: senza la comunità nessuno verrebbe generato alla fede e, in secondo luogo, accogliere Cristo significa vivere il suo comando: “amatevi come fratelli”. Subito nasce la Chiesa di coloro che si perdonano e si amano nel Signore. Essa dunque va accolta come un dono fatto da Cristo sulla croce: “Ecco tua madre!” e va “presa con sé”, tra i doni più preziosi (Gv 19,27).

Tuttavia vivere in comunità è un esercizio di amore che costa. Certo qualcuno ama la Chiesa cercando in essa un nido caldo, ma non sa cosa sia l’amore. Amarla significa anche soffrire per lei, desiderarla più fedele, maggiormente plasmata dal Vangelo, più conforme a Gesù Cristo. Nel corso della storia molti cristiani hanno osato parole profetiche anche quando pochi nella Chiesa volevano ascoltare. E così non solo hanno sofferto per lei, ma talvolta hanno anche finito per soffrire a causa sua.

Sicuramente fra i discepoli di Cristo ci sono persone segnate dal mistero dell’iniquità: si vedono corruzione, sete di potere, compromessi oppure paure, pigrizia, adulazione. In questo caso il cristiano diventa un uomo “mite” a immagine di Cristo: non accetta gli errori, ma cambia la storia senza violenza, usa piuttosto  la testimonianza di un amore radicale. Questa è la santità.

Ci sono accuse di ogni tipo: pedofilia, interessi di potere, commistione col male. È l’ora della tentazione, ma occorre credere più che mai alla fedeltà di Cristo al suo “Corpo”, occorre amare questa “sua carne” anche quando appaiono i segni del peccato.

La vera differenza è tra quanti negano il proprio peccato e immaginano di salvarsi da soli e quanti invece sperano nella salvezza della Croce. La Chiesa non è e non sarà mai perfetta. Ci offre però l’incontro con Cristo Via, Verità e Vita. Per questo l’abbraccio.

don Gianni Antoniazzi

Una replica to “Troppi scandali per amare questa Chiesa?”

  1. Commento numero 1 di giusy

    E’ molto bello per me leggere i suoi editoriali, don Gianni, perchè è sempre più raro, ormai, trovare Sacerdoti rispettosi come lei della Tradizione e dell’illuminato Magistero della Chiesa Cattolica. Il PADRE con molta pazienza mi ha aspettata e riaccompagnata per mano a Casa, nella nostra Chiesa, dopo un percorso umano e spirituale tortuoso, doloroso e complesso, che però mi ha insegnato a comprendere l’importanza e il Valore del Cammino di Fede vissuto Dentro la Chiesa. Le esprimo inoltre grande solidarietà per la sua battaglia in difesa del suono delle Campane: ha ragione lei , noi Cattolici dobbiamo essere più attivi e coraggiosi nel difendere la nostra Chiesa, i nostri simboli e i nostri Valori….impresa ardua in ”questo mondo” in cui perfino alcuni suoi confratelli si dimostrano più laicisti, secolarizzati e liberisti delle persone onestamente atee. Comunque io abito proprio sotto il Campanile del Duomo di Cividale del Friuli, ogni ora è scandita due volte dal gioioso suono delle Campane che alle dieci di sera suonano a distesa…per me sono una gioia e una compagnia e quando soffro di insonnia il sentirle di notte mi toglie la paura e porta speranza…lo dica pure ai suoi parrocchiani e a quei 30 atei astiosi che mentre protestano per le Campane, magari non fanno una piega se sotto le loro finestre d’estate qualcuno fa concerti con i decibel alle stelle! La ringrazio di cuore e le auguro di continuare con fedeltà, entusiasmo e gioia la sua delicata, meravigliosa missione.
    Giusy di Cividale del Friuli

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