Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Prendiamo le distanze dal fenomeno Sicilia

Scritto il 11 Novembre 2012 07:46 da Don Gianni Antoniazzi

Preti e Chiesa non devono fondersi con la politica. Al rovescio è fecondo un distacco che aiuta la realizzazione di ciascuno. Ma, come cittadino, lasciatemi libertà di pensiero.

Voglio essere sacerdote di tutti e conservare la giusta distinzione fra vita di fede e attività civile, giustamente laica. Senza fare nomi di sorta esprimo però la mia viva preoccupazione per l’esito delle votazioni in Sicilia. Più del 50% non ha votato. Degli altri molti hanno fatto crescere un voto di protesta.

Vi dico le mie convinzioni più radicate: l’arte politica, il servizio al bene comune, resta per me l’espressione della più vasta carità fraterna. In questo momento storico, coperto di scandali, è necessario che alcuni uomini capaci, ispirati dal Vangelo e con libera coscienza, sostengano il timone della polis. Ma è anche doveroso che tutti i cristiani sentano il dovere di partecipare alla vita pubblica, almeno con l’espressione di un voto responsabile.

Gli araldi di sventura non giovano né al Vangelo né alla società. Nella Scrittura Divina la parola dei profeti edifica e sostiene, rincuora e protegge: l’uomo di Dio non è un contestatore sterile, che abbandona il popolo nelle difficoltà: quando viene la fatica mantiene il proprio posto e paga per il bene di tutti. Oggi non abbiamo bisogno di contestatori apocalittici né di venditori di fumo ma di persone capaci di umanizzare l’uomo proponendo iniziative costruttive a vantaggio del bene comune. Per queste ragioni mi spaventerei se, giunte per noi le votazioni, dovesse prevalere l’astensionismo o salire solo un voto di protesta: sarebbe un ulteriore segno di barbarie che avanza.

il parroco

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