Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Dei Maya ce ne facciamo un baffo

Scritto il 16 Dicembre 2012 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Il titolo non è elegante: chi legge il seguito capisce la ragione di tanta amarezza. Non serve preoccuparci delle profezie Maya: bastiamo noi italiani ad assicurare la nostra fine.

Nel ventennio fascista, quando i giornali di propaganda volevano ostentare sicurezza sulle minacce esterne scrivevano che del tale o tal altro nemico “se ne facevano un baffo”. Ormai tutti lo sanno. Venerdì prossimo, 21 dicembre 2012, secondo un’interpretazione del calendario Maya, dovrebbe esserci la fine, o quanto meno un cambiamento radicale, della storia. Sarà. Mi sembra però che la gente non si stia preoccupando molto di questa scadenza. Certo, non mancano le eccezioni. Alcuni anacefali, per esempio, versando cifre da capogiro, si sono stabiliti in una località francese, sicuri che sarà l’unico luogo di salvezza.

Noi cristiani ricordiamo bene quel che dice il Signore: “Quanto a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre” (Mc 13,32).

Ma la questione di fondo resta un’altra. Con la nostra situazione nazionale i Maya non ci spaventano. Con un po’ di impegno la fine del mondo ce la organizziamo da soli. Non bastava la crisi persistente, il dramma della disoccupazione, la fatica a tenere unito il Paese con un debito di 1975 miliardi di euro: era necessario anche aprire un tempo di ulteriore instabilità politica e sociale. L’altro ieri una persona disperata mi ha raggiunto per sfogare la sua rabbia contro questa situazione. Chi si spaventa più delle profezie del passato? Possiamo farci del male da soli. Se non fosse perché Dio continuerà ad amarci sempre e la sua provvidenza infonde energie sempre nuove ci sarebbe qui da scendere dalla giostra.

don Gianni

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