Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Il bilancio della carità nel 2012

Inserito il 20 Gennaio 2013 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

La volta scorsa abbiamo fornito le cifre dell’anagrafe parrocchiale. Oggi consideriamo il bilancio delle opere di carità. Sono la ricchezza più grande della parrocchia.

Solo Dio conosce quale sia il valore del servizio fraterno in mezzo a noi. Qui parlo di quelle cifre verificabili da tutti.

Il gruppo San Vincenzo, che sostiene innumerevoli situazioni, nel 2012 ha avuto entrate economiche per € 20.952,67 mentre le uscite sono state € 20.770,90.

Il gruppo missionario (sempre di carità si tratta) nel 2012 ha versato per adozioni a distanza e offerte varie € 165.600,00 fra India, Kenya e Filippine: tutto per sostenere 1.020 bambini (!): se tutti dessero tanto valore al denaro saremmo già fuori dalla crisi.

Tanti gruppi mettono a disposizione tempo, energie e risorse per il bene degli “ultimi”. Ma è difficile quantificarle: in tutto (Ritrovo, Mughetto, San Camillo…) sono impegnate almeno altre 50 persone.

Presento con più larghezza il lavoro della Bottega Solidale ove incessantemente crescono le richieste, man mano che passano le settimane.

Al momento sostiene 1.850 persone con una borsa di spesa settimanale. «È il massimo che possiamo fare per gli spazi a disposizione e per la merce che riusciamo a reperire, ma servirebbe molto di più e c’è sempre l’angoscia di chi rifiutare», dice il responsabile Mario Scagnetti. Si assistono una quarantina di persone singole (tutti maschi di una certa età). Circa 65 sono i nuclei familiari con 2 persone. La parte del leone la fanno i nuclei con 4 o 5 componenti (occhio: quasi sempre adulti). Ma qualcuno conta anche 8-9 familiari insieme. Quando viene a chiedere aiuto una donna con bambini piccoli non si dice mai di no. A proposito i bambini sotto i 2 anni sono 50, e mancano omogeneizzati. Chiaramente si controlla che le stesse persone non vadano poi a fare la stessa cosa nei Centri don Vecchi qui vicino.

Mario dice che «i prodotti sono molto diminuiti. Sentiamo la mancanza del latte, del “secondo” (formaggi, burro e olio). I farinacei vanno anche bene (biscotti e kracher), ma la pasta che un tempo era in abbondanza ora bisogna razionarla». Dal Banco Alimentare di Verona (che gestisce anche gli aiuti della Comunità europea) riceviamo metà derrate rispetto a qualche anno fa. È molto diminuita anche la raccolta dai Mercati Ortofrutticoli, mentre tiene l’offerta del pane vecchio. C’è una convenzione con la ditta Pam che porta qui la merce in scadenza da Firenze in su. Un grosso aiuto lo riceviamo anche dai Supermercati Lando (magazzino generale di Cazzago di Pianiga) che forniscono diverso materiale. I volontari del gruppo, compresi gli autisti, sono 35. Quindici in bottega, 7 signore addette alla mondatura della verdura e, per il trasporto dai magazzini alla bottega, sono 7 uomini e 5 autisti circa, più il responsabile e sua moglie.

Andrebbe aggiunta qualche spesa di cancelleria, i sacchetti di plastica per la distribuzione, i prodotti da acquistare per compensare le eventuali mancanze. Molto ancora andrebbe aggiunto, ma qui ci fermiamo.

don Gianni

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