Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Essere piccoli

Inserito il 3 Novembre 2013 alle ore 13:02 da Plinio Borghi

Essere piccoli non è solo una questione di statura: è anche un modo di comportarsi a livello intellettuale, morale,  umano, spirituale, ecc.. Sono tutti aspetti in cui ci è richiesto di crescere per vedere le cose da una prospettiva diversa che ci consenta di coglierne il meglio e il verso giusto. Altro è farsi piccoli, in quanto il presupposto è che siamo già cresciuti sotto ogni punto di vista, ma per capire il senso vero della rivelazione e del progetto divino dobbiamo essere umili, consapevoli dei nostri limiti e disponibili ad accogliere il dono che ci viene riservato (sono venuto a portare il lieto annuncio ai poveri). I santi che festeggiamo questa settimana sono divenuti tali per aver capito fino in fondo questo meccanismo e altrettanto dicasi per i defunti che sono oggetto delle nostre preghiere, essi pure santi, tanto che li definiamo anime sante del purgatorio. Sotto questo profilo è emblematica la figura di Zaccheo nel vangelo di oggi. Egli viene definito “piccolo di statura” e desideroso tuttavia di vedere Gesù, per cui sale sul famoso sicomoro. Leggo il suo essere piccolo anche moralmente, perché era il capo dei pubblicani e aveva accumulato ricchezza sulle spalle altrui. Il Maestro lo gratifica di un’occasione irripetibile e lui, per coglierla, deve salire, deve vedere e quindi dà il via ad una crescita che viene sublimata dalla decisione finale che sgorga dopo averlo ospitato a casa sua: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Zaccheo è diventato un grande nella misura nella quale ha voluto capire e si è annullato nella salvezza che gli è stata concessa. Ma il problema è: qual è la strada che tutti possiamo e dobbiamo percorrere per crescere? Semplice, ci è indicata dal vangelo del giorno dei Santi: beati i poveri di spirito, gli afflitti, i miti, gli assetati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati a causa della fede. In sostanza è il discorso della montagna che si conclude con un “rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. La garanzia ci è anche confermata oggi nel libro della Sapienza: “Poiché (Signore) tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato”.

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