Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Il Natale continua…

Inserito il 5 Gennaio 2014 alle ore 12:33 da Plinio Borghi

Il Natale continua fino all’epilogo, che è la manifestazione per antonomasia: l’Epifania del Signore. Ormai a tutti è nota la nascita del Salvatore, perfino a Erode, informato dai Magi giunti dall’oriente ad adorare il nuovo Re dei Giudei. Si sa che per questi è stata una lunga ricerca e il monito che ci lasciano è chiaro: se alla base della nostra fede non c’è la ricerca costante, continua e puntuale della verità, qualsiasi rivelazione passa inosservata e non ci porterà mai ai piedi di quella culla per poter toccare con mano quel Dio che, pur di redimerci, si è fatto carne sacrificale. Diciamocela tutta: cercare impegna ed è scomodo, anzi, sovente siamo portati alla pigrizia di accettare il mistero così com’è, perché compiere lo sforzo di penetrarlo vuol dire capirlo e ciò comporta un coinvolgimento totale. Non a caso la liturgia della seconda domenica dopo il Natale ci apre uno spaccato sulla Sapienza, quella che abbiamo invocato durante le antifone maggiori della novena e che esce dalla bocca dell’Altissimo, alla quale abbiamo chiesto di illuminarci e senza la quale ci è inibita ogni comprensione. Ebbene, questa Sapienza, dice il Siracide, ha ricevuto l’ordine dal Creatore di piantare la sua tenda in mezzo al popolo eletto per renderlo degno della sua predilezione, perché fosse pronto ad accogliere il Figlio che avrebbe preso fisicamente dimora fra noi. Evidentemente non è stata percepita, se il prologo del vangelo di Giovanni, letto il giorno di Natale e riproposto in questa domenica, sottolinea che non l’hanno riconosciuto: “Venne fra i suoi, ma i suoi non lo hanno accolto”. Il problema persiste ancor oggi, se viviamo la nascita di Gesù in modo asettico, episodico e indifferente, senza che l’evento incida minimamente sulle nostre abitudini, sulle nostre chiusure, sulla nostra passività di fronte ai problemi che assillano il mondo. Il dolore ed il rammarico espressi dal Papa mentre accenna alla fame e ai bambini che soffrono, sentimenti che spengono per un attimo la gioia che esprime quando parla del Natale, sono emblematici e provocano le nostre coscienze. Affinché questa Epifania lasci traccia e il tempo forte della liturgia appena vissuto provochi un rilancio del nostro impegno di uomini, preghiamo con San Paolo: il Padre della gloria ci dia uno spirito di Sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di Lui.

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