Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La dignità del Battesimo…

Inserito il 12 Gennaio 2014 alle ore 13:07 da Plinio Borghi

La dignità del Battesimo sembra scaduta in una società secolarizzata e di livello culturale più elevato. Oh, non è che un secolo fa se ne fosse più consapevoli, ma le tradizioni, gli usi ed i comportamenti degli altri ci condizionavano, anche in campo religioso, per cui nessuno, dal ricco al povero, dal più dotto al più sprovveduto, si sarebbe mai sognato di trasgredire le regole, né gli passava per la testa di addurre motivi per farlo. Oggi invece sembra quasi trend uscire da questi vincoli e reclamare la propria individualità nelle scelte. Per gli altri sacramenti è un’altra questione, ognuno è libero di servirsi come crede dell’uso della ragione, ma nel Battesimo a farne le spese sono i più piccoli e indifesi. “Decideranno da soli quando saranno grandi”, è la frase che si sente addurre più spesso a giustificazione. E perché dare al neonato un nome e un cognome imposti? E se quando è grande non li gradisse (caliamo un velo pietoso su certi nomi, poi!)? E perché non privarli delle eventuali agiatezze familiari, rinviando all’età matura l’uso delle ricchezze? Vorrei proprio vedere se costoro, in possesso di titoli nobiliari altisonanti, ne priverebbero i loro pargoli! E allora perché sottrarli alla dignità del Battesimo, dell’appartenenza a tutti gli effetti alla comunità cristiana in cui sono nati e si apprestano a crescere? Perché aspettare che si sentano pesci fuor d’acqua, prima di correre frettolosamente ai ripari? Forse la risposta sta nel fatto che pure noi adulti difettiamo sempre più della nostra dignità di battezzati e dell’orgoglio di esibirla, malgrado gli immigrati di altre fedi, dai quali siamo invasi, non si peritino per niente di nascondere il proprio credo, anzi. Gesù, l’unico a non avere alcun bisogno di essere battezzato, oggi ci dà una lezione esemplare: va anch’egli al Giordano e convince un Giovanni Battista recalcitrante ad eseguire, proprio “perché conviene che adempiamo ogni giustizia”, dice, cioè pure Lui si adegua. Si compie così la seconda delle tre manifestazioni che stiamo celebrando in questo periodo, la prima, l’Epifania, e la terza alle nozze di Cana, che in origine erano concentrate in un’unica festività. Ebbene, vogliamo buttare alle ortiche questo regalo, perché ci sentiamo superiori allo stesso Maestro, o incominciamo a ridargli valore e come tale farne dono il più presto possibile ai nostri figli?

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