Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

L’incognita delle opere pubbliche

Inserito il 2 Febbraio 2014 alle ore 08:00 da Don Gianni Antoniazzi

Per molti i lavori pubblici sono un’incognita inquietante. Qualcuno li paragona ad una grave malattia: si vede quando inizia, non si capisce se finirà e con quali conseguenze.

Neanche il tempo di veder finiti i lavori in via Gallina, via Portara e Goldoni che subito abbiamo avuto un disagio per il rifacimento delle fognature in via Vallon e via San Donà. Il primo sentimento è certamente di gratitudine per il Comune che pensa alla sistemazione della nostra zona. Alla lunga, se non si facessero questi interventi ne soffriremmo parecchio. Tuttavia molta gente esprime un po’ di preoccupazione: risulta infatti che i lavori di via Vallon non siano ancora completi, anzi, ne mancherebbe ancora la metà. La ditta, che da principio aveva firmato il contratto, non avrebbe rispettato i tempi di consegna. Pare che il Comune sia intanto riuscito ad allontanarla e attenda di indire un nuovo appalto per concludere il lavoro.

Molti esprimono sofferenza, disagio, malessere. Poi anche indignazione, protesta, rabbia.
Bisogna riconoscere che se un cittadino compisse questi sbagli ne pagherebbe i danni, mentre  quasi mai i dirigenti pubblici subiscono le stesse conseguenze.

Più che rabbia, però, dovremmo provare “vergogna”, un sentimento più difficile, ma anche più opportuno. Nasce infatti quando ci accorgiamo che anche noi siamo colpevoli e responsabili del male altrui.

Se infatti la “cosa pubblica” sta facendo fatica è perché tutti, come comunità umana, abbiamo smarrito quel senso di giustizia e correttezza che coinvolge tutto l’essere: la razionalità, la volontà, i sentimenti.

Non è consentito distinguere fra vita privata e responsabilità pubbliche: solo chi è fedele nel poco può avere autorità su molto. Le opere pubbliche sono specchio della vita civile e sarebbero più snelle se lo stile di tutti fosse più essenziale.

don Gianni

Una replica to “L’incognita delle opere pubbliche”

  1. Commento numero 1 di Tania

    “..Le opere pubbliche
    sono specchio della vita civile e
    sarebbero più snelle se lo stile di tutti
    fosse più essenziale…”
    Caro don Gianni non potevi scrivere parole più vere. L’essere umano trova molto piacere a sparlare degli altri, a commentare e a lamentarsi. Ma quando capiremo che ciò che ci circonda ci rispecchia allora forse ci sarà una svolta. E’ inutile continuare a lamentarsi e ad inveire contro la classe politica perchè corrotta e perchè ladra, quando siamo prima noi a cercare di ‘fregare’ il nostro prossimo (ad esempio anche il nostro vicino di casa)…alla fine rispecchiano, in grande, ciò che siamo.
    Tania

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