Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Chi che ga da dar ga d’aver…

Inserito il 23 Marzo 2014 alle ore 12:59 da Plinio Borghi

Chi che ga da dar ga d’aver, diciamo qui da noi se uno che è in torto vuol farsi una ragione o quando il debitore pretende pure ovvero a chi s’è messo in testa di rifilare frigoriferi agli esquimesi. Infatti, non è insolita la tendenza ad applicare il principio che “la miglior difesa è l’attacco”, anche laddove è evidente che abbiamo le armi spuntate. Non avrà usato la stessa espressione, ma probabilmente l’avrà pensata così la Samaritana che ha incontrato Gesù al pozzo di Giacobbe, raccontata dal vangelo di oggi, al sentirsi dire da quell’uomo che un attimo prima le aveva chiesto da bere: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Si è limitata invece ad osservare che non aveva i mezzi per attingerla e da lì si è sviluppato il lungo dialogo che tutti sappiamo  e che ha avuto come epilogo la rivelazione della vera identità dello sconosciuto e l’esplosione di fede della donna e dei suoi conterranei. Di più, essi stessi l’hanno invitato a fermarsi con loro e il Maestro, elusa ogni convenienza, è rimasto in “terra nemica” per due giorni. Colgo tre aspetti da questo episodio. Uno riguarda la disinvoltura di Gesù, che non si fa ingabbiare da pregiudizi e formalità (e in più di qualche circostanza viene perciò redarguito), pur di far passare la lieta novella. Il fatto che Dio abbia scelto il popolo eletto per realizzare il suo progetto non implica esclusività. Prima di concludere la sua presenza quaggiù il Figlio dell’Uomo ordinerà infatti di andare e predicare a tutte le genti. Il secondo aspetto concerne “l’acqua viva” che ci toglierà definitivamente la sete: una risorsa che è da folli sprecare, per accontentarsi di palliativi che offrono (e solo in apparenza) un momento di sollievo. Non ci costa nulla approfittare dell’acqua che da vita per sempre: solo una scelta radicale e che è pure conveniente. Il terzo aspetto è l’incontro con Gesù come occasione da prendere al volo, tenuto conto del duplice effetto che ne deriva, a noi e a chi ci circonda. La samaritana non si è fatta i fatti suoi, è stata premiata per la sua curiosità, è andata subito a raccontarlo e ne hanno tratto beneficio tutti i suoi concittadini. Se si fosse comportata diversamente, le sarebbe sfuggita un’occasione, forse per sempre. Non è cosa che ci possiamo permettere né di trascurare né di differire.

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