Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Trovare un lavoro si può?

Scritto il 16 Marzo 2014 08:04 da Don Gianni Antoniazzi

Un’azienda di successo indica nuovi criteri per assumere il personale. Li pubblichiamo come risposta alle tante richieste di lavoro che quotidianamente ci vengono rivolte.

Ogni giorno qualcuno chiede lavoro. Per la verità talora più che lavoro la gente domanda uno stipendio garantito a fine mese.

Una persona cara mi ha mostrato che Google, gigante dell’economia, cerca dipendenti con criteri nuovi. Non sarebbe male tenerne conto per capire quanto cambia il mondo.

Punto primo: “la media voti [di uno studente] è un criterio inutile per l’assunzione, come inutili sono anche i risultati dei vari test. Abbiamo scoperto che non ci dicono un bel nulla”.

Secondo: Google «non cerca un quoziente intellettivo molto alto, bensì una “abilità generale cognitiva”, gente non arrogante, con una formazione completa, capace di mettere assieme i pezzi di informazione sparsi o distanti fra di loro»; che uno capisca di tutto, non sia presuntuoso e specializzato in una cosa sola. Un buon padre di famiglia? Ancora. Non è chiesta una “leadership emergente”. Ciò che interessa Google è che una persona dotata di leadership “faccia un passo in avanti, nel momento giusto, e prenda il comando. Ad un momento ugualmente opportuno sappia passare la mano e lasci che qualcun altro dia gli ordini”.

Poi servono sia senso di responsabilità, per “calarsi dentro” un problema, sia umiltà, perché “l’obiettivo finale si può raggiungere solo insieme, facendo ognuno la propria parte”. È necessaria un’umiltà intellettuale che sappia far spazio alla creatività di tutti. Le persone “di successo” raramente sperimentano il fallimento e quindi non sanno imparare. Chi è umile riconosce i fatti nuovi, è in grado di dire: “Beh, questo cambia le cose, hai ragione tu”.

Da ultimo è importante la curiosità, più che la grande professionalità. Chi è curioso, infatti, spesso arriverà alla stessa conclusione dell’esperto, perché “il più delle volte le questioni non sono così complicate”, ma altre volte sbaglierà e ogni tanto darà una risposta totalmente nuova a un problema.

Quanto poi alla scelta di laurearsi dice: “[Troppe università] non mantengono le aspettative degli studenti. Spesso una persona è costretta a fare una montagna di debiti per poi non imparare le cose più utili che servono nella vita. È come vivere un’adolescenza prolungata”.

Sono duemila anni che la società cambia. Dobbiamo cambiare pensieri se vogliamo lavorare.

don Gianni

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