Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

C’è aria di commiato…

Inserito il 25 Maggio 2014 alle ore 12:41 da Plinio Borghi

C’è aria di commiato in queste domeniche che ci separano dall’Ascensione e l’ avverto ancor più perché, mentre mi sto avviando a scrivere questa riflessione, assisto ai funerali del nostro ex Patriarca Marco Cè . M’immagino benissimo lo stato d’animo dei discepoli nell’udire tutte quelle parole (amatevi.. ancora un poco e non mi vedrete.. parto, ma non vi lascio soli..vado a prepararvi un posto.. ecc.) che preludono al cambio di un rapporto e lo noto pure nelle parole dell’omelia del commosso Patriarca Francesco, nelle frasi di saluto degli intervenuti e nei testi della liturgia stessa, ancor più incisivi se si pensa a quanto il Patriarca emerito Marco abbia incarnato il Vangelo nella sua vita, dedicandosi con cura all’approfondimento della Parola, anche negli ultimi dodici anni trascorsi dopo il suo impegno pastorale. Personalmente, al di là delle svariate occasioni, porto il ricordo del suo arrivo in diocesi, quando fece tappa al Cristo Lavoratore di Ca’ Emiliani e lo accogliemmo assieme alle autorità civili, e della sua ultima Messa da “titolare”, celebrata nella chiesa dell’Ospedale SS. Giovanni e Paolo in Venezia e animata dalla mia corale gregoriana. Ora ho l’impressione che sia andato ad occupare quel posto che Gesù ha promesso a ciascuno di noi e da là continui a seguirci. Immagino anzi che, appena arrivato, il Padre gli abbia detto: “Accomodati, perché sei stato buono e fedele allo Spirito di Verità appreso dal Paràclito e hai ben osservato i comandamenti”. E’ proprio il motivo conduttore di quest’ultima domenica di Pasqua, quando Gesù riscontra l’amore che diciamo di portargli “semplicemente” nell’osservanza dei suoi comandamenti, la quale si riassume anche nel modo con cui viviamo la nostra vita, nel come ci atteggiamo con gli altri, nella reciprocità più spontanea, nella solidarietà verso i più deboli e diseredati. Marco Cè ha saputo tradurre tutto ciò anche nel suo stemma, che ora è inciso sul suo sarcofago: “Christus Ipse Pax”, Cristo è Egli stesso la pace. D’altronde, quando dopo la resurrezione si presenta più volte agli Apostoli, non ripete sempre: “Pace a voi”? Facessimo tesoro di più di questo basilare messaggio e dessimo più sostanza alla parola “pace”! Anche nelle campagne elettorali, imbevute di odio, rancori, insulti, rivalità speciose, in parole povere diseducative!

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