Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Gli avvenimenti storici…

Inserito il 4 Maggio 2014 alle ore 12:29 da Plinio Borghi

Gli avvenimenti storici che siamo chiamati a vivere da un paio d’anni a questa parte hanno trovato una delle loro espressioni più suggestive domenica scorsa, con la canonizzazione dei due Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, alla presenza in piazza San Pietro di altri due Papi (cosa unica nella storia). Sono segni che la Divina Provvidenza non smette mai di lanciare, nelle più svariate circostanze. L’ha sottolineato anche Papa Francesco: sono segni di fede, ma anche di speranza per tutti, compresi i non credenti o gli appartenenti ad altre religioni, i quali hanno guardato con occhio diverso alle figure di questi due nuovi Santi sin dall’epoca in cui si muovevano tra di noi. Un altro elemento di straordinarietà è proprio la presenza di grandissima parte di coloro che li hanno conosciuti, una per tutte quella del vegliardo neo Cardinale Loris Capovilla, già segretario del Patriarca Roncalli prima e di Giovanni XXIII poi. Ma la frase che mi ha colpito di più è stata quella di un intervistato a Sotto il Monte che, alla domanda: “Cosa cambia ora che il suo conterraneo è stato fatto santo?”, ha risposto: “Nulla, per me lo è sempre stato!”. In effetti questo processo, peraltro in parte fuori dai canoni tradizionali (mancava il secondo miracolo ufficiale per Giovanni XXIII), non è che una risposta alle attese che già albergavano nei cuori di tutti noi e che, per Giovanni Paolo II, erano prorotte in quell’urlo salito dalla piazza alla sua morte: “Santo subito!”. D’altronde noi credenti siamo abituati ai messaggi della Provvidenza e quelli fondamentali ci arrivano proprio dal “libro dei segni” per eccellenza, che è il Vangelo. Anche oggi ne sforna un paio di un certo rilievo: i discepoli di Emmaus che se ne tornano disorientati e il viandante-Gesù che li affianca. Lo riconobbero solo all’atto dello spezzare il pane (un segno più semplice di così!) e allora esclamano: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via?”. Ecco, questo ci è richiesto ad ogni Eucarestia e quando veniamo resi partecipi di segni particolari: viverli, credere, trasmetterli come segnali di speranza, come fu per i due nuovi Santi, perché tutti abbiano a guardare alla Resurrezione come l’evento per eccellenza. Il resto è conseguente.

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