Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Accettare la sfida…

Inserito il 8 Giugno 2014 alle ore 12:30 da Plinio Borghi

Accettare la sfida, specie quando la posta in gioco è molto alta, non è facile, ma a volte bisogna saper rischiare. “Chi non rischia non rosica”, recita un vecchio adagio, e così devono averla pensata gli italiani quando hanno votato l’ultima volta, contro la tentazione della protesta facile, del “muoia Sansone con tutti i Filistei” o del rifugiarsi nel consueto perché “tanto non cambia mai nulla”. Per giocare a fidarsi ci vuole anche un minimo di coraggio e questo non te lo puoi inventare, perché c’è sempre quel “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” che ti risuona nelle orecchie e disinnesca qualsiasi slancio che odori di velleitario. Questa volta si sono rotti tutti gli schemi conosciuti, l’invito è stato forte e chiaro e d’ora in poi il linguaggio deve cambiare, specie da parte di chi finora ha agito con molte riserve mentali. Se non temessi di essere un po’ dissacrante nell’accostamento, direi che ancora una volta lo Spirito ha avuto buon gioco. D’altronde San Paolo non dice proprio oggi che i carismi sono diversi, ma uno solo è lo Spirito? E gli Atti degli Apostoli non descrivono un certo sconvolgimento quando hanno ricevuto lo Spirito Santo e subito, da dov’erano rintanati, sono usciti a predicare in un modo compreso da tutti? Se mi è consentito un ulteriore azzardo, direi che proprio la lingua dei fatti, della sostanza delle cose, della concretezza è facilmente comprensibile da chiunque e non ha bisogno di arzigogolate spiegazioni, ma solo di esempi percepibili. Nella vita di tutti i giorni avviene come nella fede: vale la determinazione del fare. Si diceva anche la settimana scorsa che il nostro compito non è precipuamente contemplativo quanto operativo, perché è su questo che saremo misurati ed è sull’azione che l’intervento dello Spirito si nota fino in fondo. Oggi con la Pentecoste si celebra una nascita importante, che dà senso alla Resurrezione, quella della di noi Chiesa, chiamata e inviata al suo compito primario e universale: evangelizzare perché tutti si salvino e noi siamo responsabili in prima persona della salvezza di ognuno, della quale ci verrà chiesto conto.
Non saranno elettori a giudicarci, ma Gesù in persona che verrà nella sua Gloria. Compito immane? “Non abbiate paura!”, soleva ripetere il neo santo papa Giovanni Paolo II. Prendiamolo come stimolo, carichiamoci e diamoci da fare con decisione.

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