Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La disinvoltura…

Scritto il 15 Giugno 2014 12:43 da Plinio Borghi

La disinvoltura è un termine che, di per sé, sarebbe da ritenersi positivo, se non ne fosse preponderante l’uso negli aspetti più negativi del nostro comportamento. I fatti che a valanga stanno travolgendo in questo periodo figure istituzionali e istituzioni stesse sono la riprova di ciò: più che lo scandalo per le ruberie, che in taluni settori sembra un rito scontato (se così non fosse non servirebbero organi di controllo), più che lo stupore per il livello macroscopico raggiunto (tale da far impallidire il ricordo ancora vivo di “mani pulite”), si diffonde un senso di sconcerto proprio per la disinvoltura con la quale si è fatta man bassa di soldi pubblici e di cifre cospicue. Sconcerto che si accentua vieppiù perché gli avvenimenti ci toccano da vicino, guastando la già fragile e travagliata immagine di Venezia agli occhi del mondo intero e colpendo uomini e ambiti per certi versi vicini alla Chiesa veneziana. Mi si obietterà con la solita cantilena che nulla va dato per scontato fino alla dimostrazione definitiva della verità mediante la condanna passata in giudicato, ben sapendo che per allora la forza reattiva dei sentimenti che oggi proviamo si sarà ormai smorzata. Io mi sento di ribadire che se fosse vero anche un decimo delle accuse mosse o si arrivasse a non poterne sostenere alcuna, rimane il fatto che il sistema che si è (volutamente) messo in atto lascia spazio a questo e ben altro, a causa della presenza di meccanismi sofisticati e perversi. Concordo a tal proposito con l’aperta denuncia che il celebrante della Messa vespertina della vigilia di Pentecoste ha pronunciato a San Marco, laddove, dopo aver parlato della necessità della nostra contiguità con lo Spirito Santo, per essere costantemente illuminati nel nostro cammino di fede, ha affermato che coloro che hanno infangato la nostra Città hanno evidentemente perso questo riferimento e si sono allontanati lasciandosi trascinare dalle più allettanti perversioni del maligno. Se così non fosse, lo si dimostri cominciando a far pulizia e a rinnovare profondamente sia in sede burocratica che politica. Il mistero della Trinità che oggi festeggiamo, appunto perché ha le sue radici nel sublime amore che lega in una sola Sostanza le tre Persone, sia lo strumento per agevolare un radicale rovesciamento dei presupposti che stanno alla base dei nostri rapporti sociali.

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