Il blog di Carpenedo

Il blog di Carpenedo
La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La garanzia del lavoro…

Scritto il 21 Settembre 2014 12:15 da Plinio Borghi

La garanzia del lavoro (non a caso elemento fondante della nostra Repubblica) è base essenziale di qualsivoglia equilibrio sociale e di conseguenza metro di misura del benessere e del progresso economico. Infatti, la crisi che da anni stiamo attraversando si traduce inesorabilmente nella riduzione degli spazi di lavoro e nell’aumento della disoccupazione. Anche la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) non fa che ripetere quanto sia primario il problema e sollecitare in tal direzione ogni sforzo riformativo. Non credo peraltro che ci siano stati tempi o luoghi in cui la realtà fosse diversa, anzi, spesso si è rallentato il progresso, se questo comportava sacrificio di posti di lavoro (la Cina è uno degli esempi più lampanti). Fanno eccezione poche e marginali situazioni, dove la ricchezza “sgorga” da sotto i piedi, ma in questi rari casi lo sfruttamento è comunque affidato all’attività di terzi. Altra questione invece è come il lavoro venga distribuito, organizzato e alla fine ricompensato: qui il ventaglio si apre alquanto, nascono le differenze imprenditoriali e sociali e le tensioni che ne derivano, arrivando a giustificare in particolare il ruolo del sindacato. Nessuna meraviglia allora se anche il vangelo, molto attento alle questioni ordinarie del vivere, dedica alcuni spaccati all’argomento, dei quali quello odierno è uno dei più noti e controversi. E’ la parabola del padrone della vigna, che arruola in vari momenti della giornata operai e che alla fine compensa tutti allo stesso modo, cosa che ha innervosito allora e che fa venire i crampi allo stomaco ancor oggi. A prescindere dal risvolto religioso, che punta l’attenzione alla similitudine col Regno dei cieli, alla Misericordia divina e al metro di Dio che non è il nostro, per cui gli ultimi saranno primi e i primi ultimi, come conclude la pericope in esame, rimane il risvolto umano e sociale dato dalla premessa: conta di più il compenso o la garanzia del lavoro? Quante volte s’è sacrificato un maggior guadagno alla sicurezza del posto? Ci da più prospettive di investimento di vita una proiezione a lungo termine o una rendita più alta, ma poco duratura? Sembrano domande retoriche, che spesso però smentiamo con i nostri atteggiamenti che non guardano più in là di un palmo dal naso. Riflettiamoci una volta tanto liberi dalle pastoie imprenditoriali e sindacali e con un occhio di riguardo a Chi se ne intende.

Lascia una replica

 Nome

 Mail (non viene resa nota)

 Sito web