Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La maglietta rovescia…

Scritto il 7 Settembre 2014 12:03 da Plinio Borghi

La maglietta rovescia. Durante una gita, mentre stavamo attendendo l’inizio della Messa, una nostra amica si accorge che una delle partecipanti, che si era tolta nel frattempo la giacca, aveva indossato la maglietta alla rovescia (etichetta e prezzo erano in bella vista sul collo) e glielo fa gentilmente notare. Di rimando questa si gira e le risponde che va bene così: è fatta apposta. L’amica se la mette via e si zittisce. Più tardi, al ristorante, l’altra entra con la maglietta diritta e manco si sogna di dare atto o ringraziare. E si trattava solo di una maglietta, figurarsi se fosse stato qualcosa di più serio o impegnativo! Ha un bel dire Gesù nel Vangelo di come correggere il fratello che sbaglia! Tuttavia il Maestro sa come vanno le cose, tanto che, esperiti inutilmente tutti i tentativi di recupero, dice: “(Quello) sia per te come il pagano e il pubblicano”. Il che non significa che cessi di essere prossimo comunque e come tale vada amato, ma che si è autoescluso dalla comunità. Anche la prima lettura, dal libro di Ezechiele, viaggia sullo stesso tono: ti verrà chiesto conto della morte del malvagio, se tu non avrai fatto nulla per redimerlo. Stavolta è allineato anche San Paolo che conclude: “Pienezza della legge infatti è la carità”. Guarda caso, tutto l’impianto della liturgia odierna è in sintonia sia con il pellegrinaggio che la Parrocchia ha intrapreso questa settimana (banco di prova della tolleranza, dell’aiuto reciproco, della pazienza con gli altri, ecc. ecc.) sia con la presa di posizione del nostro parroco su “lettera aperta” di domenica scorsa, la quale, data la pregnanza dell’argomento, è assurta poi all’attenzione della stampa fino a livello nazionale. La carità non è l’elemosina elargita per lavarsi un po’ la coscienza (e magari col recondito desiderio di essere lasciati in pace), ma è qualcosa di impegnativo e di educativo. Chi ne è oggetto ha l’obbligo di non estraniarsi dalla comunità rifiutandone regole e principi, primo fra i quali, per noi, il Vangelo. Non ho mai letto che Gesù abbia posto mano al portafoglio (forse la sua tunica era anche senza tasche!), anzi, al diseredato che gli chiedeva aiuto, prima di tutto perdonava i peccati. Attenti alla conclusione del vangelo: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. Ne consegue che comunque ci muoviamo Lui è con noi, se lo facciamo nel suo nome, cioè sul suo esempio.

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