Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La vita è una vigna…

Inserito il 5 Ottobre 2014 alle ore 11:49 da Plinio Borghi

La vita è una vigna che il Padrone ci ha consegnato perché la coltivassimo e le facessimo produrre frutti, frutti che Egli stesso si premurerà di raccogliere quando sarà il momento opportuno. Certo, ci ha lasciato ampia libertà di operare secondo la nostra discrezione, anche quella di non farla fruttare affatto, ma di ciò chiederà il conto e assumerà i conseguenti provvedimenti. Se pertanto vorremo chiudere le nostre orecchie agli utili suggerimenti, se vorremo rinnegare la nostra impostazione, se vorremo ribellarci a coloro che il Signore ci ha affiancato per aiutarci a percorrere la strada sulla quale ci ha avviato perché la vite sia un giorno ricca di grappoli, padronissimi di farlo, nessuno ce lo proibisce. Se preferiamo buttare le risorse alle ortiche, seguire il canto delle sirene che sembra tanto più armonioso, rifuggire dai “gufi” che ci avvelenano l’esistenza insistendo sul dovere di investire, nulla quaestio, ma che poi non si finga di cadere dalle nuvole quando ce ne verrà chiesta ragione. E’ questo in sostanza il senso che pervade la liturgia odierna, anche se formalmente il discorso è rivolto più specificamente alla casa di Israele che, dopo aver disatteso i vari profeti, ha anche ucciso il Figlio del Padrone venuto per riscuotere il dovuto dal Popolo eletto. L’ira del Signore sarà terribile ed il suo regno verrà tolto all’affidatario fedifrago per essere dato a chi lo merita e non sarà un fatto per nulla reversibile. Lo stesso discorso vale oggi anche per noi Chiesa, vigna piantata da Cristo stesso, che non è morto solo quella volta in croce, ma che continuiamo ad uccidere ogni qualvolta ci discostiamo dalla sua Parola o perseguiamo obiettivi che nulla hanno a che vedere con la conquista del Regno. Uno degli errori più frequenti è quello di perder di vista il Messia come vero punto di riferimento, scivolando nel soggettivismo (magari nella convinzione di essere investiti del ruolo di suoi interpreti) e approdando ad una sorta di autoreferenzialità, dannosa non solo per noi, ma pure per gli altri. San Paolo ci invita a coinvolgere sempre Dio nel nostro agire e aggiunge: “E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”. Abbiamo in lui una risorsa inoppugnabile e inespugnabile: usiamola!  È brutto non produrre frutto, ma è ancor peggio che il prodotto vada poi disperso.

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