Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Sembra ridicolo…

Inserito il 12 Ottobre 2014 alle ore 11:51 da Plinio Borghi

Sembra ridicolo. Ma come!? Il Padrone della vigna, che da qualche settimana ci sta sorprendendo con le sue “stravaganze”, stavolta, alle prese con il banchetto di nozze di suo figlio, è andato a raccattare tutti i poveracci e i diseredati che si trovavano ai crocicchi delle strade e ancora si permette di riprenderne uno e di cacciarlo perché non aveva l’abito nuziale. E gli altri com’erano? Tutti belli tirati? Va bene che era ancora arrabbiato con gli invitati ufficiali, dei quali aveva appena messo a ferro e fuoco la città perché non solo l’avevano snobbato, ma avevano anche maltrattato e ucciso i suoi emissari, ma prendersela proprio con quel disgraziato.. e individuarlo in mezzo a tanti poi..! Sono molte le interpretazioni che ho ascoltato su questa parabola e soprattutto sul significato di quella veste nuziale, dalle più dotte alle più pratiche e tutte parimenti valide. Mi hanno tuttavia convinto di più quelle che danno alla “veste nuziale” il senso di “consapevolezza” da parte di quei diseredati del grande privilegio ricevuto, malgrado le loro precarie condizioni, e quindi il conseguente atteggiamento da essi dovuto per rispondervi adeguatamente. Il tizio pizzicato evidentemente non stava adottando un comportamento consono. Per associazione di idee m’è rimbalzato alla mente il problema dell’accoglienza, alla quale molte volte non corrisponde quello sforzo di buona volontà verso un minimo di integrazione. Ciò non significa che i beneficiati debbano rinunciare alle proprie identità culturali o condizioni sociali di provenienza, ma almeno capire che occorre ricambiare l’ospitalità con il giusto rispetto. Invece il più delle volte c’è la pretesa di modificare le abitudini della comunità ospitante, di voler imporre le proprie e di piegarne l’atteggiamento alle esigenze dell’ospitato. Non solo, spesso, come abbiamo considerato circa un mese fa proprio su “lettera aperta”, il metodo è l’intimidazione, la protervia e financo l’aggressione. Costoro sarebbero ben assimilabili a colui che non aveva l’abito adatto! Nessuno di noi è il padrone della vigna e pertanto non può sentirsi autorizzato ad agire in analogia: spetta agli organi competenti e a chi ci rappresenta. Possiamo però aiutare il processo alzando la testa, dando esempio di rispetto, non incitando alla violazione, come qualche corrente politica o ideologica tende a fare, non si sa bene per quale recondito tornaconto, e soprattutto non facendo i rinunciatari nelle tradizioni, nella cultura e nella fede.

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