Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Adamo e Gesù…

Scritto il 23 Novembre 2014 12:15 da Plinio Borghi

Adamo e Gesù sono i nostri due poli di riferimento, l’uno ci ha introdotti alla morte e l’altro l’ha sconfitta, destinandoci alla resurrezione. Ecco perché oggi San Paolo, esprimendo questo concetto, definisce il Cristo “primizia di coloro che sono morti”. Tra Adamo e Gesù sempre la mano del Padre, misericordioso e giusto, che non ha esitato a crearci a sua immagine e, di contro, ha sacrificato lo stesso Figlio per poterci riscattare dalla nostra ingratitudine. Lo afferma proprio Ezechiele nella prima lettura, mentre affronta il tema della preoccupazione di Dio “in persona” per il suo gregge, non trascurando tuttavia il momento in cui, alla fine, “giudicherà fra pecora e pecora, fra montoni e capri”. In sintonia pure il vangelo, nel quale Matteo rappresenta il famoso brano del ritorno del Figlio dell’Uomo: qui il Giudicante è Gesù stesso, che conclude il suo mandato consegnando al Padre l’umanità intera, dopo aver sottomesso ogni autorità e ogni potenza, nessuna delle quali potrà mai sconfiggere, come Lui ha fatto, la morte. Il Messia, il Salvatore, l’Unto dal Signore agisce quindi da Re per il semplice fatto che anch’egli è Dio; lo proclamiamo sempre nelle collette: “Per il nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio…” o “Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità con lo Spirito Santo…”. Anche in questa festa, inoltre, abbiamo la solenne manifestazione della Trinità di Dio, com’è avvenuto durante il battesimo nel Giordano, perché il grande Giudizio avrà come parametro l’Amore, la Carità che anche noi avremo saputo compiere. Domenica scorsa si parlava dei talenti e di come li abbiamo saputi investire. Oggi il “come” diventa concreto: ogni volta che avremo operato, bene o male, nei confronti del prossimo avremo agito verso Gesù stesso, il quale si regolerà a sua volta nel concederci l’accesso al suo regno o nell’inviarci al supplizio eterno. Un piccolo particolare: non sentiamoci tranquilli solo appiattendoci sulle esemplificazioni riportate dal vangelo; oggi potremmo sentirci dire “perché ero disoccupato e non mi hai dato lavoro, ero lavoratore e mi hai sfruttato, avevo bisogno di un prestito vitale e non mi hai fatto credito, dovevi amministrare con trasparenza e ti sei fatto comprare, dovevi rispettare il creato e hai inquinato per il tuo tornaconto, ero in fuga dal mio Paese e non mi hai accolto con dignità, ero in carcere e invece di visitarmi volevi buttare la chiave, hai speculato sulla mia salute ecc. ecc. ecc.”.

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