Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

“Bene fundata est domus Domini supra firmam petram”

Inserito il 9 Novembre 2014 alle ore 12:20 da Plinio Borghi

Bene fundata est domus Domini supra firmam petram”, è il motivo conduttore che accompagna questa festa, la cui liturgia prevale su quella della domenica. “La casa del Signore poggia su una pietra ben salda”: è ovvio che la frase non si riferisce tanto all’edificio, pur importante e prestigioso, quale è la Basilica di San Giovanni in Laterano, madre di tutte le chiese del mondo, quanto alla Chiesa con la “c” maiuscola, che ha come testata d’angolo proprio Gesù Cristo, autodefinitosi “pietra scartata dai costruttori”. Noi ne siamo le pietre vive che Dio ha voluto per farne il tempio dello Spirito Santo, come sottolinea San Paolo. Mi stimola sempre tanta curiosità quando vedo un cantiere in attività, con gli operai che mettono pietra su pietra, che predispongono le armature, che organizzano la gettata di cemento, prima sulle fondamenta, poi sulle colonne e quindi sui vari piani. Cerco di immaginare il progetto che sta a monte di tutto quel lavorio e la funzione che sarà destinato ad assumere ogni singolo locale. Poi, inevitabilmente, vado alle rifiniture (intonaco e rivestimento) e rifletto che tutto quello che ho davanti sparirà dalla vista, a partire dalle fondamenta, e che tutta l’attività che si svolgerà all’interno sarà sconosciuta ai più. Eppure quel che si osserverà dall’esterno alla fine sarà la parte meno importante: la costruzione reggerà per quanto c’è sotto e funzionerà se sarà ben usata per ciò cui è destinata. è facile dedurne che lo stesso vale per la nostra Chiesa, che non si regge sicuramente sugli edifici di pregio o sui paludamenti rituali e neppure sul solo apparato gerarchico, bensì sui più che vivono fino in fondo il Vangelo, che stanno ottemperando al mandato del Salvatore di portare la sua Parola fino ai confini della terra, che dedicano la loro vita al servizio della Comunità  (in particolare dei più poveri ed emarginati), spesso ignorati e nel totale nascondimento, quand’anche non avversati e perseguitati. Tutti costoro saranno l’ossatura della nuova Gerusalemme celeste che Giovanni così ben descrive al cap. 21 dell’Apocalisse ed essi e le loro opere saranno ben visibili a tutti. Sia dunque il nostro agire consapevole che anche il più modesto contributo è determinante e con questo spirito guardiamo pure tutti insieme, con fede, al simbolo che ospita la Cattedra di Pietro, la Basilica lateranense appunto.

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