Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

A quando l’abolizione del Natale?

Inserito il 19 Dicembre 2014 alle ore 18:58 da Don Gianni Antoniazzi

Da alcuni anni a questa parte, i segni del Natale creano scompiglio nelle scuole e negli ambienti pubblici. Qualcuno discute se togliere la festa. In Belgio un primo passo.

Un presepio nella scuola di Bergamo ha sollevato un vespaio di polemiche perché il 30% dei bambini non è cristiano.

In Belgio, da quest’anno, le autorità pubbliche dovranno sostituire gli auguri natalizi con quelli per le «Vacanze d’inverno», mentre a Pasqua ci saranno gli «Auguri per le Vacanze di primavera». Primo passo in un’Europa che probabilmente imporrà vincoli simili a tutti gli Stati membri. Un modo per esiliare le radici cristiane. Corsi e ricorsi storici, direbbe Giambattista Vico: nella rivoluzione francese i giacobini vietarono le feste religiose sostituendole con ridicole celebrazioni alla natura. La pagliacciata durò forse 20 anni, anche meno. Scrivo dunque alcune opinioni.

Primo: spero che il Natale fatto di sprechi, consumi esasperati, frivolezze, canzoncine vuote e regali nauseabondi venga dimenticato. Mi piacerebbe una celebrazione per cristiani credenti.

Secondo: tante volte è vecchio chi non ha più un padre. L’Europa si conferma vecchia, non solo nel commercio, ma più ancora nell’animo: non vuole un Padre con sé; e figli di nessuno si sta male che mai. Bella figura! Accanto ad un Papa così fresco viene da impallidire.

Terzo: laddove ci fossero differenze di religione, di valori, di regole, l’Europa preferisce il vuoto piuttosto che una ricca diversità. E da sempre il vuoto crea morte.

Quarto: in nome di una fede estremista alcuni paesi musulmani calpestano la libertà religiosa. E allo stesso modo, in nome di una tolleranza arrabbiata, l’Europa uccide i segni del cristianesimo. Sennonché, la stessa Europa sta nutrendo terroristi che, scappati in oriente,  combattono contro i nostri cittadini. Siamo arrivati allo stesso clima inconsistente, futile e insulso da fine Impero. Da parte mia buon Natale a tutti, e con piena convinzione.

don Gianni

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