Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Meditazioni in libertà… dalla liturgia all’attualità

Inserito il 14 Dicembre 2014 alle ore 12:27 da Plinio Borghi

Le trasmissioni radiofoniche o televisive non s’interrompono quando noi chiudiamo l’apparecchio, tanto è vero che, se ci dimentichiamo di accendere in tempo, la parte di programma già trasmesso è persa (fatti salvi i congegni moderni che consentono forme di recupero). Riflettendoci, mi è tornato in mente quando, da piccoli, si andava dietro all’apparecchio radio, per noi, o a quello televisivo, per i nati dopo il ’53, per vedere dov’era il personaggio che stava parlando. Altri tempi, che farebbero ridere a crepapelle i bambini moderni, nati con lo smartphone in mano e le cuffiette sulle orecchie. C’è tuttavia nella storia di tutti, anche di chi è vissuto molto prima che inventassero aggeggi rice-trasmittenti, un protagonista che sta lanciando costantemente un messaggio importante e che “buca” tutti i video: Giovanni Battista. Noi lo collochiamo prevalentemente nel periodo natalizio, ma in effetti non s’interrompe mai, tant’è vero che l’evangelista Marco, come abbiamo sentito domenica scorsa, apre il suo Vangelo proprio con questa figura, quasi a significare che è lui che dà il “segnale” per contattare e capire Gesù stesso. Addirittura oggi vediamo che taluno lo confonde (o finge di farlo) con lo stesso Messia ed egli ad insistere che è solo colui che gli apre la strada, strada che va percorsa se vogliamo introdurci al vero e unico Maestro e rispondere alla sua chiamata. Certo, sta a noi stabilire il contatto, dove, quando e come vogliamo: la libertà che ci ha data non consente nemmeno a Gesù di venirci a gridare nelle orecchie. “Temo il Signore che passa”, diceva Sant’Agostino ed il nostro Patriarca domenica scorsa, citandolo, chiariva che il Signore non passa una sola volta o una volta tanto, ma continuamente e Giovanni continua incessantemente ad annunciarlo ed a spiegarci il modo per poterlo incontrare. Se però non seguiamo le istruzioni o non ci mettiamo per tempo in contatto, rischiamo di perdere un’occasione propizia. Per questo la Chiesa dedica un periodo forte al richiamo verso questo incontro, che è il Natale, e vuole che ci approcciamo con gioia, come si proclama all’introito della Messa di oggi, lasciando i musi lunghi a chi pensa solo a mangiare, alle tasse o ai regali. Ma attenti, la nostra dev’essere una gioia vigile e consapevole, ché non corriamo il rischio di addormentarci col sorriso sulle labbra ed il telecomando inutilizzato in mano!

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