Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Anno nuovo vita nuova

Inserito il 2 Gennaio 2015 alle ore 12:17 da Don Gianni Antoniazzi

Col sorriso, Papa Francesco ha elencato 15 malattie nella Curia romana. Valgono per ogni attività che si rispetti. Se si legge con umiltà c’è da imparare uno stile nuovo.

Papa Francesco il 22 dicembre, nel discorso per gli auguri natalizi alla Curia romana, ha elencato le quindici «malattie» della Curia stessa. Notiamo gli aspetti più ricchi. Primo: il Papa non tira fuori se stesso dai problemi: grande umiltà! Secondo: non si contrappone il periodo precedente a presunte «nuove ere»: lo sviluppo è in comunione col passato. Terzo: non si esclude che in Curia si possa anche perdere la fede. Quale concretezza! Se tutti fossimo altrettanto disposti a metterci in discussione, in Italia si starebbe davvero molto meglio. Ecco l’elenco delle malattie:
1) La malattia del sentirsi «immortale» o «indispensabile». I cimiteri sono pieni di persone che «pensavano di essere immortali, immuni e indispensabili!». Sarebbe bene visitarli. «Chi non fa autocritica e non si aggiorna è un corpo infermo».
2) L’eccessiva operosità. Gesù «ha chiamato i suoi discepoli a “riposarsi un po’”,  perché trascurare il necessario riposo porta allo stress e all’agitazione».
3) L’impietrimento mentale e spirituale. Talora si diventa “macchine di pratiche” e non uomini di Dio, incapaci di «piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono!».
4) L’eccessiva pianificazione. Preparare tutto bene è necessario, ma senza mai rinchiudere la libertà dello Spirito Santo.
5) Il mal coordinamento. Se non si sa lavorare insieme si diventa «un’orchestra che produce solo chiasso perché le membra non collaborano».
6) La malattia dell’Alzheimer spirituale è di chi ha «perso la memoria» del Signore e resta legato alle proprie «passioni, capricci e manie». Si finisce prigionieri di se stessi e delle proprie abitudini.
7) La rivalità è un grave contagio e avviene quando le insegne di onorificenza diventano l’obiettivo primario della vita.
8) Altra malattia è la schizofrenia esistenziale. È «una doppia vita, frutto di vuoto spirituale che lauree o titoli accademici non possono colmare». Colpisce spesso coloro che «perdono il contatto con la realtà, con le persone».
9) Chiacchiere e pettegolezzi. La persona diventa «seminatrice di zizzania» (come satana) e in tanti casi «omicida a sangue freddo» della fama dei propri colleghi e confratelli.
10) «Divinizzare i capi» è la malattia di coloro che «corteggiano i superiori», vittime «del carrierismo e dell’opportunismo».
11) L’indifferenza verso gli altri. «Quando il più esperto non si mette al servizio dei colleghi. Quando si prova gioia nel vedere l’altro cadere invece di rialzarlo».
12) La malattia della faccia funerea. È delle persone «burbere e arcigne, le quali ritengono che per essere seri occorra dipingere il volto di malinconia». Sintomo di paura e di insicurezza.
13) La malattia dell’accumulare, «quando si cerca di colmare il vuoto esistenziale accumulando beni materiali, non per necessità, ma per sentirsi al sicuro».
14) Formare circoli chiusi. È la malattia di chi appartiene al gruppetto e non al Corpo di Cristo. Si inizia con buone intenzioni, ma il gruppetto diventa «un cancro».
15) Il profitto mondano, quando l’apostolo trasforma il suo servizio in potere e il suo potere in merce per ottenere profitti.

don Gianni

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