Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Liberare l’uomo…

Inserito il 8 Febbraio 2015 alle ore 12:08 da Plinio Borghi

Liberare l’uomo dai tormenti fisici e spirituali è motivo della venuta del Messia fra noi. Nel vangelo di oggi, a partire dalla suocera di Pietro, è tutto un andirivieni di afflitti, senza un attimo di tregua per la sosta e la preghiera. Infatti ci prova, Gesù, ma inutilmente: Pietro lo raggiunge all’insegna del “tutti ti cercano!”. Non avevano ancora capito chi fosse, in realtà, ma guariva, consolava, e tanto bastava: quando c’è bisogno si tenta di tutto. È umano e ce ne dà conferma il Giobbe della prima lettura, che sembra quasi disperato per la vita che gli sfugge di mano come un soffio e per le notti di affanno che gli sono state assegnate. Anche cercare Colui che si presenta come il Salvatore è ritenuto allora un rimedio e invero lo è, comunque. L’ultimo venerdì di gennaio, assieme al mio coro gregoriano, partecipiamo alla Messa presso le suore di Cristo Re a San Francesco della Vigna, le quali ricordano la loro consorella Serafina degli Angeli, che dopo tre anni dall’ingresso in convento contrasse una rara malattia che la accompagnò per 38 anni, 20 dei quali trascorsi a letto immobile. Morì a 61 anni in odore di santità.  Ebbene, la biografia ricorda che la sua pena fu tanta, specie in assenza di prospettive di rimedio, per cui trovò conforto e sostegno solo in Chi concentrò in sé sofferenza e lenimento e cioè contemplando appunto il Crocifisso. L’inno che conclude la cerimonia, nell’esaltare le virtù della Venerabile, richiama costantemente questo attaccamento alla Croce, che poi è diventato l’insegnamento e l’esempio che ha lasciato a chi la conobbe. Ancor oggi come allora, dunque, e il versetto al vangelo è lì a confermarcelo: “Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie”. E’ un monito anche per chi ha il compito di far conoscere Gesù: prima farsi carico delle angosce delle persone, poi indicare loro il rimedio. “Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti.. Mi sono fatto debole per i deboli..” dice appunto San Paolo, pur di “annunciare gratuitamente il vangelo”. L’11 prossimo, festa della Madonna di Lourdes, è un giorno speciale dedicato agli ammalati: se ci sentiamo almeno un pochino impegnati a dare continuità al ruolo di Cristo, è d’uopo la preghiera, come ci sollecita Maria, ma anche uno stimolo ad uno sforzo in più per sollevarli dalla loro sofferenza, evitando di pensare sempre, solo ed esclusivamente alle nostre magagne.

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