Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La religione più diffusa

Inserito il 8 Aprile 2015 alle ore 12:51 da Don Gianni Antoniazzi

Il Vangelo dichiara mondi tutti i cibi: l’Uomo non dipende da quello che entra nello stomaco ed esce nella fogna, ma da quello che esce dalla bocca e inquina il cuore

Quasi per sbaglio, alla radio ho ascoltato una notizia singolare. Alcuni studiosi sostenevano che la “religione” più diffusa in questo momento è quella “alimentare”. Nel senso che molti hanno dato al cibo una vera e propria dimensione religiosa, con tanto di dogmi alimentari, scismi, anatemi e quant’altro, nella convinzione che un’alimentazione opportuna può dare senso compiuto alla persona.

Condivido l’attenzione per ciò che mangiamo. Ricordo la metà degli anni ‘80 quando tanti allevamenti di campagna usavano estrogeni sugli animali in modo quasi abituale. Ricordo il vino all’etanolo e le verdure con fosfati d’ogni genere. Chissà cos’è passato nelle nostre tavole e di cosa ci siamo nutriti in quegli anni! Ricordo che, nei pranzi di casa, mia madre si vantava di servire solo prodotti nostrani. Immagino che questo abbia aiutato non poco la nostra salute. Credo che in quegli anni anche i medicinali degli animali siano praticamente entrati nei nostri organismi, così che oggi non punterei mai il dito contro Dio, ma attribuisco alla nostra superficialità le malattie del tempo presente.

Dall’altro canto dobbiamo essere prudenti. Non si può certo ridurre la persona al proprio stomaco. Giusta l’attenzione per il cibo, ma è necessario anche per gli altri aspetti della vita umana. Siamo fantasia, intelligenza, volontà e speranza, siamo affetto e sentimento, ma anche memoria e disciplina. Nella nostra vita ci misuriamo con un ventaglio sorprendente di tensioni, rancori, dolori, fatiche, egoismi cupidigie e avidità di ogni genere. Tutto concorre al bene-essere dell’uomo o al nostro malessere. La proposta del Vangelo è la più equilibrata che conosca. Bene l’attenzione alimentare, ma è necessario uno sviluppo completo altrimenti saremo perennemente zoppi, con una sola parte della nostra persona sviluppata e il resto dell’organismo atrofizzato.

don Gianni

Una replica to “La religione più diffusa”

  1. Commento numero 1 di Tania

    Caro don Gianni
    è proprio così come scrivi, ormai il cibo è diventato una delle tante divinità che stanno avvelenando il cuore umano. Tutto sembra esistere per distrarci dalla nostra vera natura, quella più preziosa.
    Sono fermamente convinta che oltre alla cura del nostro corpo (vero Tempio della nostra anima) ci dev’essere la stessa cura per la nostra parte spirituale. Pensa se tutti impiegassero le stesse energie che usano per la cura del proprio corpo fisico anche per “l’allenamento” della propia anima….sarebbe già un mondo migliore!
    Con stima e affetto
    Tania

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