Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La saga di cuori munici…

Inserito il 21 Giugno 2015 alle ore 12:07 da Plinio Borghi

La saga di cuori munifici che ha preceduto questa dodicesima domenica del Tempo Ordinario, il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria, s’inserisce perfettamente nell’argomento della potenza di Dio all’ordine del giorno sin dalla settimana scorsa. Cuore, da sempre fa rima con amore, ma non solo nel senso sdolcinato delle poesie e delle canzoni: anche come forza (la forza dell’amore), come riserbo (conservare o meditare gli avvenimenti nel proprio cuore), come preoccupazione (l’apprensione per i figli), come coraggio nell’affrontare la vita (gettare il cuore oltre l’ostacolo), come risposta al sentimento (il sobbalzo del cuore). Ebbene, di tutte queste cose si sono resi protagonisti “i cuori” di Gesù e Maria e vastissimo è il culto che vi si dedica, anche se, analogamente ad altre forme o a taluni dogmi, la formalizzazione è avvenuta a distanza di secoli, se non addirittura di millenni: dello scrigno che fu il cuore di Maria parla già San Luca nel suo Vangelo in un paio di circostanze e per quello di Gesù, che si è speso fino all’ultima goccia d’acqua per la nostra salvezza, la devozione già dilagava in Germania ancor prima che fosse legata ai fatti di Santa Margherita Maria Alacoque. Tantissime congregazioni si rifanno al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria o ad entrambi, e pure note pratiche religiose e avvenimenti. Del primo mi piace ricordare quella dei primi nove venerdì del mese per acquisire la garanzia della perseveranza finale; del secondo la solenne consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria ad opera di Pio XII nel 1944. Ritornando al vangelo di oggi, anche la potenza che Cristo manifesta nel placare la tempesta è una grande dimostrazione d’amore, ma anche una messa in mora per quei pusillanimi di apostoli che, malgrado egli fosse in barca con loro, temevano per la loro vita: amore sì, va bene, però c’è bisogno di reciprocità. Infatti li redarguisce: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. La fede è la prima risposta che Gesù vuole in cambio del suo amore per noi, quella fede che affida totalmente la propria vita nelle sue mani. Lo sottolinea anche San Paolo: “Fratelli, l’amore di Cristo ci possiede.. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro”.

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