Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Saper dire un no fermo

Scritto il 12 Agosto 2015 02:07 da Don Gianni Antoniazzi

Il “sì”, a tutto, è la caratteristica dei giovani. Il “no” è segno di maturità. Detto con eleganza è frutto di saggezza. Indicato con l’esempio è proprio di una guida

In Australia è nata una ditta che, a pagamento, si incarica di dire al partner che il rapporto è finito. L’idea è di un’ex infermiera, capace di trovare le parole opportune nelle situazioni più difficili. La ditta scrive un biglietto in nome di chi vuole troncare il legame. Dire un “no” alla persona amata è infatti uno stress faticoso. Meglio lasciarlo fare ad un professionista.

È un esempio, ma bisogna ammettere che è un problema dir “no” a qualcuno: che sia il figlio o un ragazzo di parrocchia, un educatore o un adulto al quale si doveva un piacere.

Da una parte non vogliamo deludere le persone care. Altre volte temiamo di essere maleducati. Per qualcuno c’è la paura dei conflitti seguenti. In altri casi sembra di perdere un’opportunità. Di fatto, però, dire sempre di “sì”, mostra una personalità scadente e ingenua.

In certe occasioni il “no” è fondamentale: dà orizzonti chiari, evita confusioni e drammi. Solo certi “no”, fermi e delicati, maturano in chi li riceve la convinzione di un interesse autentico. Alcuni metodi educativi, diffusi anche fra i cristiani, cercano di evitare il “no”. I risultati sono pessimi.
Impariamo a dire “no” e la bocca non stra-carichi la schiena.

don Gianni

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