Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La cerniera si chiude…

Scritto il 22 Novembre 2015 11:12 da Plinio Borghi

La cerniera si chiude. Con questa festa il ciclo liturgico si concatena al nuovo, offrendo pressoché i medesimi spunti di riflessione, come per dire: «Ecco la regalità che il Salvatore è venuto ad offrirci. È in sintonia con quello che intendevate quando invocavate la sua venuta? È questo che vi aspettavate come Re? Vi eravate prefigurati un altro percorso quando cantavate “Oh cieli piovete dall’alto, o nubi mandateci il Santo?”». Beh, diciamocelo francamente, se fossimo vissuti al tempo degli ebrei ci saremmo aspettati anche noi un Messia diverso. Invece oggi che lo abbiamo ascoltato e conosciuto non lo cambieremmo per nulla al mondo, anche se in parecchi aspetti la sua non è una presenza comoda, il suo dire sembra un po’ troppo impegnativo, l’ascolto del suo messaggio non è sempre così comprensibile. E poi, scegliere una croce come trono per essere innalzato e dire a noi che se lo vogliamo seguire dobbiamo ognuno prendere la nostra non è proprio il top. Non è a caso, quindi, che la liturgia, per proclamare la regalità di Gesù, riproponga un brano del vangelo tratto dalla Passione di Giovanni, dove proprio nello scambio di battute con Pilato è il Maestro stesso a definire la sua regalità. Non è una forma di difesa quando sottolinea che il suo regno non è di questo mondo, ma l’innesco della vera domanda sulla motivazione della sua venuta: “Tu lo dici, io sono re. Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità”. Indubbiamente un fatto più scomodo di quello che sarebbe stato se si fosse messo alla testa degli zeloti per guidare la rivolta contro Roma. Chi non vorrebbe essere in possesso della verità! E quanti falsi profeti e re se ne sono arrogati il monopolio! I più onesti, invece, ne sono continuamente alla ricerca e a tutti il Cristo che sta per essere sacrificato rivolge la frase conclusiva di quell’affermazione: “Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce”. Quindi chi è in buona fede, qualunque strada cerchi per giungere alla verità, a Lui dovrà arrivare. È per tale ragione che domenica scorsa si diceva che l’epilogo include che tutti i re della terra s’inchineranno ai suoi piedi. Per la stessa ragione Giovanni nell’Apocalisse in lettura oggi lo definisce “il principe dei re della terra”, il Maharaja dei Raja (come amavano definirsi i potenti di un tempo), “l’Alfa e l’Omega”, il principio e la fine. Lode, onore e gloria a Colui che è, che era e che verrà.

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