Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

La figura di Giuseppe…

Inserito il 25 Dicembre 2015 alle ore 12:06 da Plinio Borghi

La figura di Giuseppe rischia di essere messa in ombra, causa il risalto che diamo in queste circostanze a Gesù e Maria. D’altronde, è sempre stato nella logica delle cose che nella maternità il protagonismo del padre passi in secondo piano, figurarsi poi se il bambino è nientemeno che il Salvatore e sua Madre ha assunto il ruolo di corredentrice! Aggiungiamoci che parliamo di un padre putativo e il quadro è completo. Tuttavia Giuseppe non merita siffatta sottovalutazione, anzi, diventa in tutti i passaggi co-protagonista. Prima di tutto è suo il secondo grande atto di fede, dal momento in cui rinuncia a ripudiare Maria. Poi il vero discendente della stirpe di David è lui e come tale e sposo di Maria trasmette a Gesù questa qualifica. Indi, nella nascita, assume un ruolo determinante quando, colti all’improvviso durante il caos del censimento, trova una sistemazione, pur precaria, presso la casa dei suoi fratelli, dove era usanza porre ogni neonato nella mangiatoia, che era il posto più caldo dell’abitazione (a chi ha visitato Betlemme sarà stato fatto notare che il luogo dove si venera la natività si trova proprio sopra la mangiatoia della stalla della casa dei fratelli di Giuseppe). E fin qui ce ne sarebbe già a sufficienza per dare un giusto spessore a questo ruolo. Ma non basta. Sarà lui, su suggerimento dell’Angelo, a porre in salvo la famiglia da Erode, fuggendo in Egitto e a riportarla indietro dopo lo scampato pericolo. Come spetterà a questo padre meraviglioso ritrovare, con Maria, Gesù nel tempio con i dottori, nell’episodio raccontato nel vangelo di domenica, nella quale festeggiamo la Santa Famiglia. E’ la mamma a parlare (e di Giuseppe non si riferisce mai alcuna parola nei vangeli), che però esordirà dicendo (notare la finezza): “Tuo padre ed io ti stavamo cercando…”. è veramente affezionata Maria a quest’uomo e lo è anche Gesù stesso, che tornerà a casa e, fino a che non giungerà la sua ora, alla bella età di trent’anni, rimarrà sottomesso ai genitori, imparerà alla perfezione il mestiere di suo padre e ne diverrà la sua ombra, tanto che al suo esordio in sinagoga tutti esclameranno: “Ma non è costui il figlio del falegname?”. Ebbene, nel festeggiare il Natale e poi la Santa Famiglia di Nazareth, diamo risalto e prendiamo esempio da questa bella figura di padre rappresentata da San Giuseppe e affidiamogli anche noi (se l’ha fatto Dio con la Sua!) le nostre famiglie.

BUON NATALE E BUONA FINE DEL 2015 A TUTTI.

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