Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Ci facciamo troppi sconti?

Inserito il 27 Gennaio 2016 alle ore 18:16 da Don Gianni Antoniazzi

La discussione politica s’infiamma. Talora la vita di questo Stato mi sembra tanto lontana dalla mia. Eppure non si può far finta di nulla. Bisogna riflettere sui valori del futuro

Mi chiedono con insistenza di dire una parola sulle unioni civili.

In tempi non sospetti, ho scritto che ritengo vero l’affetto fra persone dello stesso sesso. Concordo però con Papa Francesco, il quale mantiene distinto il matrimonio da tutti gli altri legami. Considero poi incauta l’adozione dei figli. Su questo serve una lunga riflessione.

Da 50 anni, per esempio, molti intellettuali insistono per la co-educazione di entrambi i sessi, ritenendolo un valore prezioso. Ora qualcuno cambia bandiera e sostiene che anche gli adulti dello stesso sesso possano educare un bambino. Ma questa è una ricerca di voti più che di verità. I diritti sono per tutti: non solo per gli adulti. Anche i bambini cercano completezza. Non è sufficiente un “amore” generico perché ogni strada diventi legittima. Per esempio in Belgio e in Francia alcune lobby hanno già chiesto di riconoscere autentico l’amore che lega un adulto ad un bambino (una volta lo chiamavamo “pedofilia”).

Sarà così anche in Italia? Avremo come in India matrimoni fra un cinquantenne e una dodicenne? Mi sembra che negli ultimi anni ci stiamo facendo sconti su tutto e non mi pare abbiano portato vita e gioia. Purtroppo, inoltre, anche nella comunità cristiana tendiamo ad ottenere ogni tipo di sconto.

Non basta dire di no al divorzio, all’aborto o alle unioni civili. Così non si costruisce nulla. E non si costruirà ancora nulla. La società non sta morendo a causa delle unioni civili ma perché non ci sono più famiglie serene, capaci di nuova vita. Il problema è che i nostri giovani,  pur legati al Vangelo, non sembrano innamorati della famiglia.

Se noi cristiani siamo convinti del valore del matrimonio, se riteniamo che sia fonte di vita, non possiamo soltanto dire no ad altre strade. Basta tergiversare: dobbiamo proporre una vita di famiglia che piaccia ai giovani, che li appassioni. È necessario che sentano la bellezza della famiglia pur nella fatica attuale. Se altri vorranno seguire strade diverse mi importa meno.

Noi, che crediamo al Vangelo, stiamo facendo una proposta appassionata per i figli? Non è peraltro la stessa cosa giungere al matrimonio da giovani o dopo aver provato di tutto. Stiamo rinviando le nozze di continuo. Che succede? Non è che stiamo proponendo un Vangelo scontato a tal punto da non affascinare più nessuno?

don Gianni

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