Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Ah, stiamo freschi!

Inserito il 24 Aprile 2016 alle ore 11:38 da Plinio Borghi

Ah, stiamo freschi! Senza scomodare il più volte citato Gandhi, se dovessimo dare uno sguardo al mondo cristiano d’oggi, raffrontandolo al comandamento “nuovo” che Gesù ci consegna nel suo testamento, prima di essere sacrificato, si rischierebbe di cadere in una profonda depressione. Se poi andassimo a ritroso nel tempo, al fine di cercare col lanternino almeno un periodo storico che ci desse un po’ di conforto, la caduta sarebbe garantita e solo la forza della fede eviterebbe un gesto disperato. Il brano che la liturgia odierna ci propone è brevissimo, ma fa parte di un lungo discorso riportato dall’evangelista Giovanni e proferito dal Maestro ai discepoli mentre si recava nell’orto degli ulivi: sostanzialmente un vero e proprio testamento spirituale, una sintesi di tre anni di predicazione. Vale la pena di riportarlo, dato che in sostanza si riduce a due righe: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. Ora, in che cosa consiste questa novità? Se leggiamo il Salmo Responsoriale ci accorgiamo che anche nel Vecchio Testamento era presente l’Amore di Dio e a Dio, e l’amore ai fratelli. La novità consiste nell’aver reso tangibile questo Amore, attraverso l’Incarnazione, e nel consegnare un concreto parametro di riferimento: amatevi fra voi come io vi ho amato. È andata così? Evidentemente no. C’è qualcuno che potrebbe affermare con tranquillità che i cristiani sono stati e sono un esempio di discepolato di Cristo? Ho qualche sacrosanto dubbio e non solo per le nefandezze compiute in nome di Dio, ma anche per il reale sentimento che anima i rapporti. Materiale di lettura ne abbiamo a iosa, a partire da come stiamo gestendo il grosso problema dei profughi e a finire con i rapporti interpersonali, compresi quelli familiari: quanti si sentono di dire che l’amore di coppia o l’amore coniugale è un riflesso di ed è impostato su quello di Cristo? Già il fatto che il Santo Padre non demorda e, dopo l’anno giubilare, abbia pure prodotto l’enciclica “Amoris Laetitia” e ieri (sabato 16 per chi legge) abbia fatto un salto a Lesbo per testimoniare ai migranti la solidarietà della Chiesa, a fronte di quanto in Europa si sta decidendo, la dice lunga. Anche la strada per “amarci come Lui ci ha amato” è ancora lunga, ma non è mai troppo tardi per cominciare a percorrerla.

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