Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

L’elemosina che non serve

Inserito il 20 Aprile 2016 alle ore 18:53 da Don Gianni Antoniazzi

Il Papa si è recato a Lesbo. Il Gazzettino prevede ondate di mendicanti a chiedere l’elemosina. Difficile distinguere il giusto. Ogni cristiano rifletta sulla carità, quella vera

I giornali annunciano un’ondata di questuanti che nella prossima estate chiederanno l’elemosina: è il nuovo business più redditizio.

La parrocchia da anni si sforza di offrire un aiuto a chi ne ha bisogno. C’è la bottega solidale (insieme ai Centri don Vecchi) che raggiunge circa 3800 persone. Vi è il doposcuola per più di 40 bambini, il gruppo San Camillo che segue un’ottantina di malati. Gli amici del patronato organizzano lo svago dei più piccoli mentre il Ritrovo raccoglie un gruppo di anziani (dicono più di un centinaio alla settimana). Il gruppo San Vincenzo sostiene le famiglie in difficoltà mentre da qualche decennio il gruppo Missioni dà una mano notevole a tre comunità di missione. Dal 1300 la Piavento accoglie alcune donne del territorio mentre dagli anni ‘90 i Centri don Vecchi offrono una soluzione agli anziani che cercano un alloggio adeguato. La lista sarebbe lunga ed esprime i modi in cui si spera di servire Gesù, maestro nei fratelli.

Lui si è sempre fatto pane da mangiare. Ha dato tutto fino all’ultimo respiro. Ha sollevato bisognosi, malati, ciechi, storpi, perché subito potessero servire.

Proprio qui sta il punto. La carità non può favorire la pigrizia di chi riceve. Serve un aiuto che possa alzare in piedi chi è nel bisogno. Bisogna costruire lavoro, occorre trasmettere ordine e sapienza a chi non ne ha. Dare l’elemosina talora è inutile, anzi, può essere dannoso se il bisognoso si “siede” comodo sul nostro aiuto. Don Matteo Jequessene, che dal Mozambico è venuto a darci una mano per qualche tempo, l’ha ripetuto fino allo sfinimento: gli aiuti a pioggia del nostro occidente hanno favorito talora la pigrizia dei popoli in via di sviluppo. La carità va fatta con intelligenza, per la crescita di chi dona e di chi riceve.

don Gianni

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