Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Non al posto dell’uomo

Scritto il 27 Aprile 2016 07:14 da Don Gianni Antoniazzi

Cresce l’attenzione per gli animali. In Vaticano, il 17 gennaio, si fa una benedizione per loro. Altrove il primo maggio. Non sostituiscono però il rapporto con le persone

In alcune località il 1° maggio si svolge la benedizione sugli animali. In campagna la cosa si faceva il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate. In effetti la vita rurale dipendeva da mucche, buoi, tori e animali da cortile. I contadini li facevano benedire e nessuno osava negare la preghiera, visto che le bestie erano decisive nella sorte della famiglia. C’era però chiarezza sui ruoli: gli uomini non potevano essere offesi, neppure quelli ostili, gli animali stavano fuori casa, anche se affettuosi. Non solo: si tenevano gli animali necessari; quelli di compagnia erano uno spreco insostenibile. Vedremo se fare questa benedizione in parrocchia. Per ora è importante non fare confusione. Il mese scorso, infatti, una donna ha contestato un albergo di Abano che ha rifiutato la presenza del suo bambino, mentre era disponibile, su richiesta, ad accogliere animali. È vero: ciascuno è libero di scegliere la clientela più consona alle proprie attese. Il fatto però dimostra i cambiamenti in campo. Par che in certi casi i cani abbiano più attenzione dei figli. Di fatto alcune coppie provano la convivenza acquistando intanto un cucciolo; alcuni anziani sostituiscono i parenti con gli animali; un povero raccoglie più offerte se porta con sè un cucciolo: la gente si intenerisce più per lui che per il padrone. Il vantaggio dell’animale sta qui: non contesta le fragilità e non mette in crisi i rapporti. Accoglie l’amore e non domanda il portafoglio. Per natura, però, non completa il rapporto umano e non sta “a specchio” davanti alla persona. Amati anch’essi da Dio saranno parte della Risurrezione: non si può però sostenere l’animale e dimenticare il fratello, il cui volto è immagine prima di Dio.

don Gianni

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