Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Repubblica e lavoro

Inserito il 1 Giugno 2016 alle ore 19:18 da Don Gianni Antoniazzi

Il 2 giugno del ’46 l’Italia passò dalla monarchia alla repubblica e fu una festa. Da allora è sempre scesa la responsabilità, l’interesse e la fiducia nella “cosa comune” e da cittadini siamo ormai individui

La festa del 2 giugno, con la deposizione della corona all’altare della Patria, rischia di diventare un pretesto per fare qualche giorno di riposo in attesa delle vacanze estive.

L’Italia è res publica. Le cose (res) non sono di un re che le concede benevolmente in uso ai sudditi; sono di tutti. Ne dovremmo essere responsabili, con passione e competenza. Sembrano virtù di pochi: fra gli amministratori c’è la gara all’interesse personale e non comune e così c’è il furto su quel che è di tutti.

La Repubblica ha il suo nemico: la burocrazia. È vero: servono processi di trasparenza e di garanzia. L’attuale peso burocratico è tale da dimenticare la vita della gente e soffocare l’entusiasmo di chiunque.

La Repubblica si fonda sul lavoro, perché è dignitoso chi vive con la propria energia. Qui va male: una volta si obbligavano gli schiavi a lavorare, oggi, per avere un lavoro, si è disposti a tornare schiavi. Senza lavoro non c’è vita sociale, perché si spegne la dignità di ciascuno. La Chiesa non può stare a guardare.

don Gianni

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