Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Una contraddizione bella e buona

Inserito il 26 Giugno 2016 alle ore 11:55 da Plinio Borghi

Una contraddizione bella e buona sembra trasparire da Gesù quando redarguisce l’uomo che, invitato alla sua sequela, gli chiede tempo per seppellire il padre. “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti – gli dice il Maestro – tu va’ ad annunciare il regno di Dio”. Ma se proprio una delle sette opere di misericordia corporale che ci hanno sempre insegnato, per esattezza proprio la settima, dice di “seppellire i morti”! Qui il Messia si rivela più intransigente di Elia (I lettura), che concede ad Eliseo, suo predestinato successore, di andare a baciare il padre e la madre. Perché? Le motivazioni sono di fatto due: la prima che l’annuncio del regno ha la priorità assoluta su tutto, anche sulla morte; la seconda è, come dice lo stesso Gesù, che “nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio”. Quest’ultimo aspetto accomuna un po’ tutti i percorsi: chi si volta a considerare il cammino fatto o il lavoro svolto s’interrompe; se poi si compiace di ciò che ha compiuto, rischia di sedersi e di non andare più avanti, mancando in tal modo l’obiettivo. Quelli che praticano la montagna ne sanno qualcosa. Mi vengono in mente, a proposito di questo spaccato, alcuni colleghi che dicevano di voler andare in pensione, ma non prima di aver aggiunto allo stipendio un determinato beneficio, ormai imminente. Dopo anni, erano ancora in servizio che aspettavano sempre l’ennesimo beneficio che stava per arrivare e andava a finire che venivano estromessi d’imperio, per raggiunti limiti d’età, tardi per puntare a tutto ciò che dicevano di aver in mente di fare a suo tempo. Tornando alla prima delle motivazioni citate, va rilevato come essa si ricolleghi all’apertura del brano del vangelo in lettura oggi, che descrive Gesù avviato verso Gerusalemme mentre incarica i discepoli a predisporgli le soste e questi, ricevuto un rifiuto d’ospitalità presso uno dei villaggi, invita il Maestro ad incenerire quegli ingrati. Il vangelo si limita a riferire che li rimproverò, ma non rivela il perché. È una chiara affermazione che egli non è venuto per dare la morte, e la recente guarigione del figlio della vedova di Nain lo stava a dimostrare, semmai per vincerla e lo farà proprio sacrificando sé stesso e risorgendo. Ecco perché non c’è contraddizione nel dare a questo annuncio di vita priorità sulla morte. Coloro che non sono aperti a ciò sono già morti e quindi… provvedano loro a seppellire i loro morti!

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