Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Niente telecamere alla nostra materna

Inserito il 4 Novembre 2016 alle ore 20:11 da Don Gianni Antoniazzi

In giro per l’Italia talora si ha notizia di qualche insegnante che usa metodi “bruschi” sugli alunni, soprattutto piccoli. Qualcuno auspica le telecamere dentro le aule. Ero della stessa opinione, ma…

Come in ogni ambiente, anche nella scuola ci sono alcune fragilità. Di recente abbiamo notizia di educatrici e insegnanti accusate di maltrattare i piccoli loro affidati.

È successo in periferia di Palermo, nel Comune di La Spezia, vicino a Modena, in un piccolo comune dei Colli Berici e in altri casi ancora. Che fare? Alcuni propongono le telecamere in classe e, sinceramente, pensavo di essere il primo a farlo dal momento che non abbiamo proprio nulla da nascondere.

Ne ho parlato con una persona saggia e mi ha convinto del rovescio. Mi ha fatto notare che il rapporto educativo si basa sulla fiducia tra famiglie ed insegnanti. In passato, quando questo legame era più forte, l’insegnamento era più efficace.

Oggi forse c’è più diffidenza. In certi casi i genitori manifestano il dissenso verso un insegnante davanti ai figli. Da parte mia incontro sempre insegnanti preparati, rispettosi e appassionati.

Mostrerei fiducia e rispetto verso tutti e in questo modo li aiutiamo a lavorare meglio nel loro ambiente. Se poi ci fosse un educatore troppo brusco, posto in un ambiente sereno, sarebbe subito aiutato dai colleghi a migliorarsi. Nel caso specifico del nostro Centro Infanzia sono certo che l’affetto e la responsabilità reciproca fra colleghi fa già più di qualunque telecamera. Per contro la videosorveglianza rischia di porre il gelo della diffidenza: tutti si sentirebbero sotto processo. Sarebbe la fine di un clima educativo.

don Gianni

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