Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Trovare pretesti per dividerci…

Inserito il 22 Gennaio 2017 alle ore 12:13 da Plinio Borghi

Trovare pretesti per dividerci sembra ineluttabile in ciascuna formazione, sociale, politica, religiosa o qual si voglia, talvolta purtroppo anche familiare. Che sia dura “convivere” non ci piove, ma se non ci si da obiettivi comuni e non si mettono assieme le risorse per raggiungerli non si arriva da alcuna parte. Perché allora rischiare la rottura? È un’escalation di spinte, come quella di pensare di avere le idee migliori, di essere più capaci degli altri a realizzarle, di pretendere, nel confronto, di avere sempre ragione (in famiglia è la principale, magari mossi dall’esigenza di difendere il proprio spazio nella presunzione che l’altro te lo voglia ridurre a suo vantaggio), di rispondere alla vanagloria del protagonismo e così via. Dove c’è il potere, poi, la divisione diventa strutturale pur di conseguire un minimo di predominio in più. Poi si spacciano per cosa buona le correnti, millantandole come strumento per un dialogo più costruttivo. E la preoccupazione che esprime Paolo nella lettura di oggi è in sintonia, talché invita i Corinzi ad essere “in perfetta unione di pensiero e d’intenti”. Anch’essi, per suffragare una sorta di primato interpretativo e non avendolo in proprio, s’inventano appartenenze differenti, con Paolo stesso, con Apollo, con Pietro e addirittura con Cristo. Recisamente l’uomo di Tarso condanna ogni schieramento: “Cristo è stato forse diviso?”, afferma e prosegue dimostrando come ognuno, con le capacità che si ritrova, abbia un solo compito, quello di predicare il Vangelo e di convertire glorificando la Croce. Anche a Gesù capiterà di dover dirimere velleità fra gli apostoli stessi e proprio ad opera dei due figli di Zebedeo che oggi chiama alla sua sequela, la cui madre un giorno gli raccomanderà di farli sedere, nel Regno, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. Tuttavia tali precedenti non basteranno e in seguito i cristiani stessi incontreranno fra loro le profonde divisioni presenti ancor oggi. Proprio in questa settimana, dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani, si moltiplicano le iniziative per attenuare le divergenze, sulla scorta dell’invito di Paolo sopra riportato, e si sperimentano momenti di preghiera comune. A rompere ci vuole un attimo, ma rappezzare non è altrettanto facile. Prova ne sia che in questi momenti si cerca con cura di eludere i motivi che ci dividono e di esaltare quelli che ci uniscono. L’unica è sperare che sia il Padre ad illuminare tutti. Nel suo stesso interesse.

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