Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Un bivio senza segnaletica…

Inserito il 16 Luglio 2017 alle ore 11:29 da Plinio Borghi

Un bivio senza segnaletica ingenera ipso facto il dubbio classico: da che parte andare? Su strada è una situazione pressoché superata, tali e tante sono le indicazioni fornite, sebbene talora siano così eccessive da richiedere uno sforzo interpretativo, che non sempre è possibile compiere al volo mentre si guida. I più attrezzati si affidano al navigatore satellitare; gli altri al massimo si fermano al primo distributore a chiedere ragguagli. In montagna, però, è tutt’altra faccenda e non ci sono né navigatori né distributori. Lì soccorrono pure segnali e cartine dei sentieri, ma, vuoi per ragioni di comprensione vuoi per carenze di manutenzione, il dilemma si presenta ancora in tutta la sua drammaticità; anche perché sbagliare direzione non è più una questioncella da mao mao micio micio, come direbbe il buon Enzino Iacchetti. Se poi uno l’orientamento ce l’ha nel sangue (mai fidarsi troppo di chi lo dice!), passi, altrimenti… qui ci vorrebbe il classico gesto di portare le dita racchiuse verso la bocca: mangiarsela! Sono pensieri balzati alla mente leggendo il vangelo di oggi sulla nota parabola del seminatore, l’unica che Gesù si perita di spiegare ampiamente agli apostoli perplessi. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, se non che in natura il fatto che il seme cada fra i sassi o fra i rovi, piuttosto che nel terreno fertile è un fatto puramente casuale o al massimo conseguenza di un movimento maldestro del seminatore stesso. Nessuna colpa specifica è imputabile a qualcosa o a qualcuno. Viceversa nell’uomo insiste una responsabilità ben chiara circa le sue impostazioni caratteriale, mentale e spirituale, tutte frutto di sue scelte nel processo formativo. Ebbene, da lui tutta la creazione aspetta una risposta feconda alla Parola, per essere riscattata dalla caducità, come ci dice San Paolo nella seconda lettura. Purtroppo la sua aridità, le sue debolezze, le sue preoccupazioni lo portano a ritardare quella produzione di bene che gli frutterà la completa redenzione. Niente paura, comunque. Il Signore non demorde e Isaia ce lo ricorda: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra … così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”. Lo cantiamo spesso alla proclamazione della Parola e c’è da crederci e fidarsi: al Signore non manca il senso dell’orientamento!

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