Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Un’integrazione destinata a fallire…

Inserito il 23 Luglio 2017 alle ore 11:08 da Plinio Borghi

Un’integrazione destinata a fallire: potrebbe essere la sintesi della prima parabola raccontata da Gesù nel vangelo di oggi. Attualmente, in presenza di un numero elevato di sbarchi di profughi sulle nostre coste, i temi dell’accoglienza e dell’integrazione si stanno facendo sempre più problematici, tanto che, fatti i debiti distinguo sulle questioni di principio, sul piano pratico anche la Chiesa al suo interno si sta differenziando. Il punto debole della situazione sono proprio i non profughi, che approfittano del caos per avventurarsi verso un ipotetico futuro di vita migliore, intrufolarsi fra i diseredati con ogni mezzo (sostenuti anche da risorse in denaro) e gettare ombre sulle stesse attività di soccorso, che finiscono per essere sospettate come minimo di eccesso di zelo quando non anche di connivenza con gli speculatori di entrambe le sponde, categoria presente in ogni circostanza. Ecco i moderni nemici che si peritano di seminare zizzania nel campo di grano altrui. Che erba sia la zizzania a pochi di noi è dato di sapere, ma di che cosa sia diventata emblema lo sappiamo tutti. Al di là delle spiegazioni escatologiche della parabola esplicitate dallo stesso Gesù, resta il fatto che tentare di estirparla è molto difficoltoso e si rischia di compromettere anche la parte buona: il grano, che è l’accoglienza e l’integrazione. I figli del demonio (leggi trafficanti, scafisti, intrusi di vario tipo) non potranno mai integrarsi e prima o poi andranno smascherati e rigettati al loro destino, proprio come la zizzania. Ma noi non possiamo attendere inerti, e quindi ben venga ogni iniziativa progettuale che stronchi l’insano tentativo di gonfiare le fila dei veri profughi, sia essa la revisione del piano Triton e degli accordi che vi stanno a monte, oppure trovar modo di interagire con i Paesi di provenienza per migliorarvi le condizioni di vita ovvero e comunque mettere in atto disegni chiari e certi per un percorso di inserimento produttivo e interattivo di tutti quelli che sbarcano, prima che diventino dei girovaghi nulla facenti o, peggio, dei mantenuti. Così intanto neutralizzeremo gli speculatori, che sono il nemico che ha seminato la zizzania, e poi circoscriveremo la zizzania stessa, a meno che nel frattempo da erba matta (miracolo dei miracoli) non si sarà trasformata in un’erba salutare e perfettamente integrata. Difficile, basti vedere chi è candidato a sostituire il, si presume, defunto capo dell’Isis Al Baghdadi: un tunisino, cittadino francese da una vita!

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