Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

“Ama e fa’ quello che vuoi”…

Scritto il 29 Ottobre 2017 11:05 da Plinio Borghi

“Ama e fa’ quello che vuoi”. Sono parole di S. Agostino e sintetizzano molto bene il messaggio notissimo che ci arriva dal vangelo di oggi: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente … amerai il tuo prossimo come te stesso”; il quale, a sua volta, comprime drasticamente tutta la legge: “Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i Profeti”. È come se Gesù bollasse d’inutilità la pletora di normative che l’uomo si dà per regolamentare sia i rapporti con Dio sia quelli della convivenza civile. C’erano tante di quelle prescrizioni che pesavano sugli ebrei, che il Maestro non manca di mettere in mora sacerdoti, scribi e farisei per questo, accusandoli di gravare il popolo di orpelli che loro manco si sognavano di portare. Oggi le cose non stanno tanto diversamente. Forse abbiamo semplificato il modo di rapportarci con Dio, non più di tanto, ma per quanto riguarda il prossimo abbiamo una caterva di leggi, specialmente in Italia, tante che spesso entrano in contraddizione fra loro, servono solo ad alimentare un carrozzone giudiziario e a far guadagnare soldi agli avvocati. E allora navigo con la fantasia e immagino quanto sarebbe bello se avessimo realmente solo quei due comandamenti per regolare i nostri rapporti col Creatore e col prossimo. Intanto non sarebbe possibile amare pienamente Dio se non si ama e si rispetta con altrettanta intensità il creato. Non esisterebbero più scempi in natura, cesserebbe qualsiasi problema ecologico, di inquinamento e così via. Pensate se in tribunale si pesasse qualsiasi infrazione con la bilancia dell’amore, senza tirarla tanto per le lunghe con dibattiti che non fanno che tendere a sminuire la gravità dei comportamenti! Quanti meno reati ci sarebbero! Le norme diventerebbero semplici prescrizioni per una corretta convivenza e non avrebbero bisogno di contemplare sanzioni. Per l’accoglienza, poi, avremmo le braccia aperte come quelle di Gesù in croce! La prima lettura, dal libro dell’Esodo, ci richiama in proposito: “Così dice il Signore: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d’Egitto»..”. Andrebbe riletta tutta, perché veramente riflette il lato pratico di ciò di cui stiamo parlando. Bah, detto nel dialetto abituale, xe mejo che me daga ‘na descantada! Chissà se arriveremo mai almeno a imboccare questa strada! Intanto il Vangelo continua imperterrito a stimolarci da duemila anni.

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