Il blog di Carpenedo

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La vita della Comunità parrocchiale dei Ss. Gervasio e Protasio di Carpenedo

Un check-in del tutto particolare…

Inserito il 26 Novembre 2017 alle ore 10:31 da Plinio Borghi

Un check-in del tutto particolare è quello che traspare oggi dalle letture che la liturgia ci propone. E del checkin c’è tutta l’aria, in effetti. Anche se uno è un incallito viaggiatore e salta abitualmente da un aereo all’altro, al momento del controllo bagagli vive sempre un pizzico di apprensione: una forbicina per unghie o il flacone del dopobarba trattenuti per sbaglio nel bagaglio a mano innescano un guazzabuglio che intralcia le normali operazioni; le valigie intanto sono già state imbarcate e non puoi rimediare, se non lasciando giù quanto ti viene contestato. Se poi non sei un esperto, allora rimugini sul peso dei tuoi colli, sulle loro misure e sulla regolarità dei documenti, finché l’iter non è completato. E tutto sommato in questi disguidi non è questione di vita o di morte, ma di ciò che si parla nel Vangelo di oggi sì. Vi ricordate quando due domeniche fa si diceva che al momento di entrare nell’altra vita il bagaglio che ci saremmo portati appresso avrebbe deciso la nostra sorte? Ebbene, oggi ci viene chiarito esattamente qual è, in termini quantitativi (la famosa resa dei talenti cui si accennava la scorsa settimana) e qualitativi. A fare le pulci a tutto e a decidere chi passa e chi no nel Regno è nientemeno che il Re in persona, che sancisce proprio con questa operazione la sua qualifica; quel Re che oggi appunto celebriamo nella figura di Gesù che torna nella sua gloria. Quello stesso Gesù che dovremmo aver notato in ogni aspetto del nostro prossimo, specie se diseredato, povero ed emarginato. Un Gesù che ci spetta di promuovere in ogni angolo della terra, affinché tutti i popoli siano ricondotti a Lui e perché solo così la sua regalità diventa piena e solo così la sua missione di salvezza acquista un senso. Certo, la missionarietà è una grossa responsabilità che ci è stata affidata e per assolverla fino in fondo non possiamo centellinare né disponibilità né talenti. Il peggior modo di rispondere sarebbe quello dell’elusione o del “rinvio tanto c’è tempo” e sarebbe la nostra fine, come quella delle vergini rimaste senz’olio. I comandamenti e i precetti osservati, quindi, potranno giovarci ben poco se avremo trascurato le opere di misericordia corporale e spirituale, apprese fin da piccoli dal catechismo. E allora termino parafrasando la domanda con la quale ho concluso la volta scorsa: in questo momento saremmo pronti a fare il check-in col nostro bagaglio?

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